Il 50% delle aziende coinvolte dichiara di avere una strategia tecnologica ben definita. L’altra metà del campione la sta attualmente implementando (43%) o sviluppando (7%) per rafforzare il business.

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Investire in innovazione tecnologica, puntando su soluzioni digitali basate sull’intelligenza artificiale, è tra le strategie di crescita per supportare lo sviluppo del business da parte delle imprese familiari. Infatti, in Italia, con un tasso di adozione del 78%, le soluzioni tecnologiche basate su intelligenza artificiale stanno diventando sempre più affidabili e diffuse a livello aziendale per le imprese familiari italiane intervistate, dove il 26% di queste dichiara di usare l’intelligenza artificiale in modo trasversale su più aree. Sono queste alcune delle principali evidenze che emergono dal report “Family Business Technology Transformation”, terzo studio della serie Deloitte Private’s Family Business Insights, che indaga la maturità e le sfide affrontate dalle imprese familiari attraverso una survey internazionale condotta su circa 1.600 aziende.

“I dati relativi alle imprese familiari – commenta Ernesto LanzilloDeloitte Private Leader –testimoniano quanto l’integrazione tecnologica costituisca un fattore cruciale per la redditività e la competitività nel lungo periodo. In questa fase osserviamo come, tra le imprese familiari, stia crescendo sempre più la consapevolezza che l’intelligenza artificiale sia una vera e propria leva di trasformazione in grado di ridefinire processi, competenze, governance e modelli di business. Con questa opportunità, il nostro Made in Italy può fare la differenza rafforzando ulteriormente la propria forza competitiva che già beneficia di un tessuto produttivo resiliente, fondato su competenze distintive, di qualità del prodotto, di flessibilità operativa e di forte radicamento nei mercati”.

L’implementazione dell’intelligenza artificiale

Se il 26% delle imprese familiari italiane dichiara di usare l’intelligenza artificiale in modo trasversale su più aree, il 52% la sta implementando in specifici ambiti aziendali, prima di estenderla eventualmente in modo più ampio ad altre funzioni. Inoltre, il 12% degli intervistati italiani indica di essere in fase di test o sperimentazione di applicazioni AI, mentre solamente il 10% rimane ancora nella fase esplorativa o di non adozione.

Ciò suggerisce che l’intelligenza artificiale si sta trasformando da frontiera speculativa a fattore di competitività ampiamente accettato nelle imprese familiari italiane, al pari di quelle globali. Analizzando l’utilizzo delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nelle realtà italiane, esso si concentra principalmente nei processi di innovazione di prodotti e servizi, come ad esempio la progettazione e prototipazione di prodotti (48% rispetto al 36% globale), la semplificazione della comunicazione e collaborazione interna (48% rispetto al 35% globale), il miglioramento della gestione del CRM (42% rispetto al 39% globale) e l’automazione ed efficientamento dei processi interni (39% rispetto al 40% globale). Quest’ultimi due aspetti, ovvero processi interni e CRM, insieme al tema del risk management risultano le tre principali aree su cui a livello globale, rispetto a quello italiano, c’è un ricorso maggiore a soluzioni AI-driven. Infine, sia a livello globale che italiano, l’ambito su cui ad oggi l’applicazione di soluzioni AI sembra meno diffusa è quello relativo al supporto per le attività di assunzione e gestione dei talenti (27% in Italia rispetto al 32% globale).

Il processo di integrazione tecnologica

La metà delle imprese familiari italiane intervistate (50%) dichiara di avere una strategia tecnologica completamente integrata e allineata con i propri obiettivi aziendali, mentre l’altra metà delle realtà indica che sta attualmente implementando (43%) o sviluppando (7%) una strategia tecnologica per rafforzare il proprio business. Per quanto riguarda il sentiment di adozione, sempre il 50% delle imprese familiari italiane ritiene che la propria azienda abbia investito a sufficienza su quelle tecnologie necessarie per gestire il business e supportare le attività operative quotidiane, tanto oggi quanto in futuro; l’altra metà concorda solo in misura moderata (38%) o poco (12%) con questa indicazione, indicando come diverse realtà siano in fase di transizione, o nella fase iniziale di un percorso da intraprendere per raggiungere pienamente una maturità digitale.

In tutte le funzioni aziendali analizzate, la maggior parte delle imprese familiari italiane registra per lo più un grado di adozione delle tecnologie “parziale” o “completo” rispetto alla percentuale di chi invece dichiara di non aver in essere implementazioni di iniziative di trasformazione tecnologica (ovvero chi indica che ha in piano di implementare oppure non ha intenzione di farlo). Infatti, sommando le percentuali di chi ad oggi dichiara di avere un livello di adozione “completo” o “parziale”, si va dal 90% di implementazione in ambito IT e cybersecurity, fino al 64% registrato nella specifica area della supply chain. Ad oggi, le principali aree dove c’è un grado di implementazione “completo” sono marketing (48%) e finance (45%). Una terza area dove c’è una elevata percentuale di imprese familiari che indicano una implementazione completa, seppur non maggioritaria, è quella dell’analisi dei dati a sostegno di business intelligence e processo decisionale (40%).

Mentre per quanto riguarda i principali ambiti dove risultano implementazioni “pianificate nel futuro prossimo” troviamo supply chain (31%), attività di R&D (24%) e product development (21%). In tutte le funzioni aziendali, la maggioranza delle imprese familiari italiane ha già adottato o, quanto meno, pianificato iniziative di trasformazione tecnologica, mentre la percentuale di chi non ha pianificato nessuna azione è pressoché residuale, collocandosi fino a un massimo del 10%, percentuale che viene rilevata solo per l’ambito HR.

Le sfide per il futuro e il valore aggiunto

Il livello di soddisfazione complessivo in tema di adozione delle nuove tecnologie rimane elevato tra le imprese familiari: l’88% (rispetto al 94% global) delle aziende familiari italiane afferma che secondo i propri dipendenti le nuove implementazioni hanno semplificato le attività e migliorato gli ambienti di lavoro in misura considerevole (59% rispetto al 63% global) o moderata (29% rispetto al 31% global), contro un residuale 12% che indica un livello basso di soddisfazione (percentuale che a livello globale si attesta al 6%). Nonostante il livello di soddisfazione dei dipendenti sia elevato, le imprese familiari italiane intervistate indicano comunque una serie di ostacoli nel percorso di adozione di nuove tecnologie. Guardando a queste sfide attuali e future, il principale vincolo risulta essere quello delle condizioni del mercato dove operano, determinato da incertezza economica e pressioni competitive che possono influenzare le decisioni aziendali. Ulteriori elementi di criticità rilevati dalle aziende sono la selezione dei fornitori o partner tecnologici più adatti e lo skill gap relativo alle competenze e conoscenze interne da acquisire in materia di nuove tecnologie.