
Nel primo trimestre del 2026, il settore tecnologico globale ha registrato 78.557 licenziamenti. Quasi la metà, secondo l’analisi RationalFX/Nikkei, è stata attribuita ufficialmente all’intelligenza artificiale. L’ultimo caso è quello di Cloudflare: la bog tech ha annunciato a inizio maggio il taglio di 1.100 dipendenti, pari al 20% della forza lavoro, collegando apertamente la decisione alla crescente adozione dell’AI agentica. Secondo quanto spiegato dal CEO, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in Cloudflare sarebbe aumentato di oltre il 600% negli ultimi tre mesi, portando l’azienda ad avere bisogno di meno persone nelle funzioni di supporto. Eppure, nonostante la narrativa AI-driven, i risultati finanziari mostrano anche un aumento delle perdite operative.
Eppure, solo il 2% delle organizzazioni ha davvero ridotto il personale a causa dell’AI. Il restante 98% dei licenziamenti “AI-driven” è anticipatorio: si tratta di tagli decisi per ragioni finanziarie, organizzative o di mercato, in cui l’intelligenza artificiale diventa la copertura narrativa più conveniente. Due facce di uno stesso fenomeno. Radical HR le chiama con un nome solo: Job Agentic Washing.
Cos’è il Job Agentic Washing
Non è trasformazione AI, è storytelling aziendale: come il greenwashing descrive le aziende che si dipingono green senza esserlo, l’Agentic Washing identifica le organizzazioni che si raccontano come AI-ready senza aver costruito le fondamenta reali: competenze, cultura, governance, reskilling strutturale.
Il fenomeno ha due manifestazioni distinte: la prima è interna, la ghost skill. Dipendenti che usano strumenti AI senza capirne i limiti, manager che delegano decisioni ad algoritmi senza saperne interpretare gli output, team HR che replicano policy sull’AI inapplicabili al proprio contesto. La seconda è esterna: l’AI scapegoating. L’intelligenza artificiale diventa lo scudo narrativo per decisioni già prese per altri motivi. Nel caso Cloudflare, ad esempio, la retorica dell’AI agentica arriva mentre l’azienda continua a registrare perdite operative in crescita. È qui che il confine tra trasformazione reale e narrativa strategica diventa sempre più sottile.
Cosa dice la ricerca
La ricerca Future of Work Trends 2026 dell’Osservatorio di Radical HR, condotta con oltre 50 esperti internazionali, mostra come questo scollamento tra narrazione e realtà sia destinato ad ampliarsi.
Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 il 39% delle competenze attuali diventerà obsoleto. Se la forza lavoro mondiale fosse composta da cento persone, 59 avrebbero bisogno di formazione entro fine decennio: 29 per continuare a svolgere il ruolo attuale, 19 per essere riqualificate e ricollocate altrove.
Il punto è che questa trasformazione richiede investimenti strutturali. Ma molte organizzazioni stanno saltando questo passaggio, sostituendolo con una narrazione di facciata. È qui che nasce il Job Agentic Washing.
I dati della ricerca mostrano come l’adozione dell’AI nelle funzioni HR sia ancora concentrata su attività amministrative, con una conoscenza degli strumenti che rimane iniziale, soprattutto nelle aziende medio-piccole. Il 70% dei manager italiani, ad esempio, non ha mai ricevuto una preparazione formale per il proprio ruolo: sono queste le persone chiamate oggi a guidare team ibridi di persone e agenti AI.
“Il rischio più sottovalutato del 2026 non è che l’AI distrugga il lavoro, ma che venga usata per raccontare una trasformazione che non esiste”, dichiara Alessandro Rimassa, CEO e Founder di Radical HR. “La dignità del lavoro nell’era degli agenti AI non si tutela bloccando il cambiamento. Si costruisce investendo in competenze reali, governance e formazione continua. Questo è il significato dell’Agentic Organization, l’opposto esatto dell’Agentic Washing”, conclude.
Future of Work Trends 2026 non solo offre una lettura dei cambiamenti in atto, ma anche chiavi concrete per trasformare i trend in scelte organizzative e strategiche. Perché il futuro del lavoro è già iniziato, e le organizzazioni che sapranno governarlo saranno quelle in grado di attrarre, sviluppare e trattenere le persone nei prossimi anni.






























































