Il 69% considera l’AI imprescindibile, mentre in Europa prevale la cautela su fiducia, trasparenza ed etica

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Cresce l’ottimismo dei CEO nei confronti del potenziale espresso dall’Intelligenza Artificiale. La seconda edizione dello studio “Come i CEO vedono l’IA”, realizzato coinvolgendo 2.500 CEO in 23 paesi per comprendere la loro visione dell’IA, le loro aspettative e gli ostacoli alla sua diffusione su larga scala, mostra addirittura che il 65% di essi teme di non investire a sufficienza in questa tecnologia, rispetto al 53% dell’anno scorso, Non solo. Oltre due terzi (69%) dei CEO considera l’adozione dell’IA un requisito imprescindibile per le aziende moderne. Tuttavia, permangono sfide significative per le aziende, che faticano a costruire l’infrastruttura, le basi dati e i controlli di sicurezza necessari per far funzionare l’IA in modo sicuro, affidabile e su larga scala.

Europa: focus su fiducia, trasparenza ed etica 
In Europa, i CEO si concentrano meno sulla velocità e più sulla corretta implementazione dell’IA, dando priorità a fiducia, trasparenza e allineamento etico. Il consiglio che rivolgono agli altri leader riflette questo approccio ponderato: procedere con cautela e non sacrificare la fiducia in nome dell’efficienza. Come ha avvertito un CEO europeo: “Evitate di introdurre frettolosamente l’IA nei processi decisionali senza trasparenza. È più difficile riconquistare la fiducia che recuperare efficienza”.

La maggior parte dei CEO prevede una collaborazione fra umani e IA
L’adozione di agenti IA che affianchino i dipendenti rientra tra le tre priorità principali dei CEO per il 2026. Entro il 2030, quasi tutti i CEO prevedono che l’IA svolgerà un ruolo nelle attività aziendali, ma non si aspettano che operi in totale autonomia. Il 72% di loro immagina un futuro in cui l’IA si limiterà a fornire supporto o a eseguire compiti sotto la direzione, il giudizio o la supervisione dell’uomo. Le motivazioni sono pratiche e condivisibili: garantire la sicurezza dei sistemi di IA, assicurare la produttività dei team misti uomo-IA e gestire efficacemente le implicazioni etiche dei processi decisionali basati sull’IA. Uno dei 2500 CEO intervistati ha espresso il concetto in modo chiaro: “Bisogna muoversi rapidamente con l’IA, ma ancorare sempre le decisioni ai valori umani”.

I CEO hanno acquisito le competenze necessarie: ora è il momento di passare all’azione
La mancanza di conoscenza sull’IA si sta riducendo rapidamente. Nell’arco di 12 mesi, la percentuale di CEO che afferma di sentirsi frenata in sede decisionale dalla propria scarsa comprensione dell’IA è scesa dal 74% al 47%, mentre quella di chi ritiene che tale lacuna impedisca di prendere decisioni meditate è calata dal 74% al 49%. Di pari passo con la crescita delle competenze e della sicurezza, è aumentata anche la consapevolezza di ciò che serve per implementare correttamente queste tecnologie.

I problemi legati all’implementazione
Sebbene cresca la volontà dei CEO di adottare queste tecnologie, tre vincoli principali stanno rallentando l’implementazione

Infrastrutture inadeguate:il 53% dei CEO teme che i limiti infrastrutturali possanoessere un freno; aggiornare le infrastrutture IT per gestire i carichi di lavoro legati all’IA è la priorità assoluta per il 2026, seguita a breve distanza dalla formazione del personale.

Questione fiducia:proprio mentre i CEO spingono per integrare gli agenti IA nella forza lavoro – la loro implementazione rientra tra le tre priorità principali per il 2026 – la sicurezza e il controllo di questi sistemi autonomi sono diventati la preoccupazione numero uno.

Dati troppo frammentati per alimentare efficacemente l’IA: i problemi di qualità, accessibilità e centralizzazione dei dati, che ostacolano l’avanzamento dell’IA, rappresentano la barriera più significativa, citata da un numero di CEO (34%) superiore a qualsiasi altra sfida.

Le preoccupazioni dei CEO trovano conferma in altri dati concreti. L”AI Readiness Index 2026″ di Cisco, basato su un’indagine che ha coinvolto oltre 8.000 leader IT a livello globale, evidenzia come le organizzazioni di tutto il mondo stiano affrontando le stesse tre barriere: meno di un quarto (22%) considera la propria rete ottimale per i carichi di lavoro IA, appena il 31% si sente pronto a garantire sicurezza e controllo sugli agenti IA e solo il 19% dispone di dati completamente centralizzati e accessibili all’IA. Le aziende che hanno superato tutte e tre le sfide stanno acquisendo un vantaggio competitivo, mentre le altre rischiano di restare indietro.