Circa il 30% dei lavoratori dell’Unione europea utilizza già strumenti di intelligenza artificiale nello svolgimento delle attività lavorative

AI intelligenza artificiale privacy unsplash

L’intelligenza artificiale è già entrata stabilmente nelle organizzazioni aziendali. Non si tratta più di una prospettiva futura, ma di una realtà operativa quotidiana che sta modificando profondamente i processi decisionali, organizzativi e produttivi.

I dati confermano con chiarezza questa trasformazione. Secondo una rilevazione della Commissione europea già pubblicata nell’ottobre 2025 condotta su oltre 70.000 lavoratori nei 27 Stati membri circa il 30% dei lavoratori dell’Unione europea utilizza già strumenti di intelligenza artificiale nello svolgimento delle attività lavorative. Stime più recenti indicano che, in Italia, il 26% dei lavoratori ha adottato sistemi di IA generativa per scopi professionali, con un trend di crescita costante. Parallelamente, è stato rilevato che tale adozione avviene, nella maggior parte dei casi, senza un adeguato presidio giuridico e organizzativo. Il rischio privacy connesso all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dunque, rappresenta un rischio già attuale, e diffuso all’interno delle organizzazioni.

Le imprese che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per trattare dati personali e oggi questo riguarda una quota sempre più ampia di realtà produttive si trovano a operare all’interno di un sistema normativo multilivello che richiede una lettura integrata delle diverse fonti. Il GDPR (Regolamento UE 2016/679) continua ad applicarsi integralmente a qualsiasi trattamento di dati personali effettuato mediante sistemi di intelligenza artificiale

Accanto al GDPR si colloca l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689), primo quadro normativo organico a livello mondiale in materia di intelligenza artificiale, che introduce obblighi specifici e un regime sanzionatorio particolarmente incisivo. Tra le prime disposizioni già operative si segnala, in particolare, l’obbligo divenuto efficace dal 2 febbraio 2025 di garantire un adeguato livello di alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale per il personale coinvolto nell’uso dei sistemi IA. Si tratta di un passaggio di rilievo organizzativo prima ancora che tecnico, poiché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non può più essere lasciato alla sola iniziativa individuale dei lavoratori, richiedendo una formazione strutturata.

Il quadro normativo è completato, a livello nazionale, dalla Legge 23 settembre 2025, n. 132, che rafforza l’integrazione tra disciplina sulla protezione dei dati personali e progettazione dei sistemi tecnologici, introducendo il principio di “AI privacy by design”. Tale principio impone che la tutela dei dati personali sia considerata sin dalle fasi iniziali di progettazione e implementazione dei sistemi di intelligenza artificiale, rendendo evidente come la governance dei dati debba essere incorporata nella struttura stessa dei processi aziendali.

Ridurre questa trasformazione a un mero tema di compliance normativa sarebbe, tuttavia, una lettura limitativa. La gestione dei dati e dei sistemi di intelligenza artificiale rappresenta oggi un fattore strategico che incide sulla fiducia del mercato e sulla competitività delle imprese. Una recente indagine ha evidenziato che il 69% dei consumatori considera il modo in cui vengono trattati i dati personali un elemento rilevante nella scelta di un servizio o di un fornitore. In questo contesto, eventi quali un data breach, una sanzione da parte dell’Autorità Garante o la diffusione di notizie relative a una gestione opaca dei dati generano un impatto reputazionale significativo.

Le imprese che scelgono di procedere con l’adeguamento normativo, strutturando modelli organizzativi di data governance e AI governance, non si limitano a ridurre il rischio sanzionatorio. Esse costruiscono dunque un vantaggio competitivo reale, fondato sulla trasparenza, sulla responsabilità e sulla capacità di dimostrare un controllo effettivo sui processi tecnologici adottati. In un mercato in cui la fiducia rappresenta sempre più un asset strategico, la gestione consapevole dei dati e dei sistemi di intelligenza artificialediventa, dunque, non solo un obbligo giuridico, ma una leva di sviluppo e di posizionamento competitivo nel medio e lungo periodo.

Di questi temi se ne parlerà in un webinar dedicato all’intelligenza artificiale in azienda e su come adottarla in modo consapevole e sicuro.
Un appuntamento volto a fornire una lettura dei principali profili giuridici, organizzativi e di sicurezza connessi all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.
Nel corso dell’evento verranno trattati gli elementi necessari per un utilizzo strutturato e conforme dei sistemi di IA, con attenzione ai modelli di governance, agli obblighi previsti dal quadro normativo vigente e alla corretta gestione dei dati personali.
L’appuntamento è per il 14 maggio alle 11.00.