
Secondo l’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025 (AICA, Anitec-Assinform, Assintel, Talents Venture), il sistema produttivo italiano registra un fabbisogno non coperto di circa 236.000 professionisti ICT. A preoccupare gli imprenditori non è solo la carenza di figure, ma anche la velocità del cambiamento: entro il 2027 circa il 40% delle competenze oggi centrali sarà profondamente trasformato (World Economic Forum – Future of Jobs Report 2023). In questo scenario si inserisce l’iniziativa dell’ITS Rizzoli Academy, che lancia a Pavia il corso ITS AI & Full Stack Developer Specialist. Un percorso didattico rinnovato, progettato insieme alle imprese del territorio pavese, con l’obiettivo di formare sviluppatori software con competenze integrate di Intelligenza Artificiale e favorire un ingresso rapido e concreto nel mondo del lavoro.
“Nel nostro settore le tecnologie cambiano nel giro di pochi mesi; una formazione slegata dalle reali esigenze delle imprese rischierebbe di diventare rapidamente obsoleta. Il grande vantaggio degli ITS è un time to market breve, che permette di formare professionisti con competenze verticali immediatamente spendibili” – commenta Mauro De Martini, Responsabile della progettazione formativa dell’ITS Rizzoli.
Mancano tecnici nel mercato: l’ITS Rizzoli prova a rispondere al mismatch con il corso pavese
L’ITS AI Full Stack Developer Specialist è un percorso biennale post-diploma che prevede oltre 2.000 ore di formazione, di cui 840 di stage in azienda. Il programma coinvolge direttamente professionisti e imprese partner sia nella progettazione sia nella didattica, con un focus sull’integrazione tra sviluppo software e tecnologie di Intelligenza Artificiale, in ambiti come machine learning, gestione dei dati e sviluppo di applicazioni scalabili.
Oggi non è infatti più sufficiente limitarsi alla sola scrittura di codice, il ruolo dello sviluppatore richiede la capacità di utilizzare in modo critico e consapevole gli strumenti di Intelligenza Artificiale. Alle competenze tecniche si affiancano inoltre soft skill sempre più rilevanti come curiosità, spirito critico e capacità di adattamento ai contesti di lavoro e ai cambiamenti del mercato.
Un’ulteriore sfida riguarda l’ingresso dei giovani nei ritmi aziendali. Uscendo dalla scuola superiore, molti studenti vivono la percezione di un tempo ampio e indefinito, mentre l’ingresso in azienda comporta scadenze, priorità e strumenti come il timesheet, che rendono il tempo una risorsa concreta e misurabile. Per questo la didattica ITS si basa su project worklegati a commesse aziendali reali, che consentono agli studenti di confrontarsi con tempi e obiettivi definiti, sviluppando la capacità di consegnare soluzioni anche in finestre temporali molto ridotte.
“E perché Pavia? Il territorio pavese si distingue per un tessuto industriale eterogeneo e solido, dalla manifattura al farmaceutico, fino alle software house e all’agricoltura. Queste realtà stanno accelerando sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei loro processi, come dimostra la crescente domanda di profili specializzati” – prosegue De Martini – “Supportare le aziende del pavese in questa transizione digitale è fondamentale per il sistema produttivo locale e per garantire concrete opportunità occupazionali per i giovani del territorio”.






























































