L’AI è vista come una risposta pratica alle problematiche che caratterizzano l’operatività quotidiana

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Una nuova ricerca di PlanRadar  condotta su oltre 1.700 professionisti a livello internazionale, rivela che oltre il 50% dei professionisti dell’edilizia sarebbe più propenso a rimanere nella propria organizzazione se questa aumentasse in modo significativo gli investimenti in intelligenza artificiale e strumenti tecnologici. Al contempo, quasi la metà del campione ammette che l’azienda per cui lavora non ha ad oggi previsto alcun piano di investimento in strumenti digitali con funzionalità di intelligenza artificiale.

Questo dato mette in discussione l’assunto per cui il mondo delle costruzioni teme per la propria occupazione a causa dell’AI: solo il 6%, infatti, considera l’integrazione dell’AI nel workflow una minaccia al proprio posto di lavoro. Al contrario, l’AI è vista come una risposta pratica alle problematiche che caratterizzano l’operatività quotidiana: quasi la metà degli intervistati trascorre oltre 11 ore a settimana, ovvero l’equivalente di più di una giornata uomo, in attività burocratiche che ritiene possano essere ridotte o semplificate dall’AI. A dimostrazione di ciò, due terzi (oltre il 60%) di coloro che già utilizzano strumenti integrati con l’AI risparmiano almeno due ore alla settimana per attività legate a progetti o mansioni amministrative e di coordinamento.

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Questi sono i risultati dell’analisi Managing Project Changes in the Age of AIche analizza le modalità per fronteggiare le due sfide operative più significative per i project manager dell’edilizia, in quanto generano sostanziali superamenti di budget: mantenere i progetti nei tempi previsti e gestire le richieste di modifica pervenute a progetto in corso. È proprio su questi aspetti che il 58% degli intervistati ritiene che l’AI possa fare la differenza e rappresentare una soluzione concreta in un contesto ad alta pressione e con risorse limitate.

In Italia, come su scala internazionale, per oltre la metà degli intervistati la principale preoccupazione che frena l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano di project management è costituita dalla loro accuratezza e dall’affidabilità dell’AI. A differenza della tendenza generale degli altri paesi, in Italia l’integrazione con i sistemi esistenti è invece il secondo ostacolo più rilevante (34%), seguito dalla difficoltà di apprendimento, una preoccupazione che accomuna il 22% del campione. In controtendenza rispetto ai risultati globali, secondo cui privacy e sicurezza dei dati rappresentano il secondo ostacolo all’adozione di strumenti di AI (28%), in Italia il tema è meno sentito (18%). Infine, solo il 4% cita il timore di perdere il lavoro, un dato di 2 punti percentuali al di sotto di quello globale.