L’attuale contesto macroeconomico spinge imprese e investitori verso approcci finanziari più flessibili e integrati

calo riduzione produttività digitale - modelli finanziari pexels

“Tensioni geopolitiche, inflazione persistente e politiche monetarie ancora in evoluzione stanno ridefinendo le strategie finanziarie delle imprese. In questo scenario globale, caratterizzato da elevata volatilità e crescente complessità nell’accesso al credito, le aziende guardano con maggiore interesse a modelli di finanziamento integrati, capaci di combinare credito bancario, private credit e mercato obbligazionario. La crescente complementarità tra queste soluzioni contribuisce a rendere più efficiente l’accesso al capitale, favorendo una maggiore coerenza tra fabbisogni finanziari e strumenti disponibili”.  Così Luigi CutugnoPartner Head of Debt & Capital Advisory di Deloitte, analizza l’evoluzione del credito e delle strategie finanziarie.

Le dinamiche macroeconomiche – tra tensioni geopolitiche, inflazione e politiche monetarie in evoluzione – incidono direttamente su variabili chiave come il costo del capitale, la volatilità e le condizioni di accesso al credito, richiedendo un approccio più strutturato alla gestione finanziaria. La possibilità di combinare fonti di finanziamento differenti consente alle imprese di costruire strutture finanziarie più flessibili ed equilibrate, in grado di adattarsi alle diverse fasi del ciclo economico e di supportare in modo più efficace gli obiettivi di sviluppo.

“In questo contesto, una gestione consapevole della liquidità, del capitale e dei rischi assume un ruolo centrale per preservare l’equilibrio finanziario e garantire continuità ai piani di crescita”, scrive Cutugno. Parallelamente, si osserva un’evoluzione nei criteri di valutazione del merito creditizio. Se da un lato gli indicatori economico-finanziari continuano a rappresentare un riferimento imprescindibile, dall’altro emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di integrarli con elementi di natura qualitativa.

“Aspetti quali la resilienza storica dell’impresa, il suo impatto economico-sociale e la sostenibilità prospettica del business contribuiscono infatti a offrire una rappresentazione più completa e articolata del profilo aziendale”, spiega l’esperto Deloitte.

Una trasformazione di questo tipo richiede un cambiamento anche nei processi valutativi adottati dagli operatori finanziari, sempre più orientati a cogliere non solo la dimensione quantitativa, ma anche il valore attuale e prospettico delle imprese. In particolare, nei contesti economici più complessi, diventa fondamentale sviluppare una comprensione approfondita del modello di business e delle sue dinamiche operative, al fine di interpretarne correttamente la capacità di generare valore nel tempo. Il ruolo degli advisor, dunque, assume una rilevanza fondamentale. Oltre a supportare le imprese nella definizione e strutturazione di soluzioni finanziarie coerenti con le loro esigenze, essi contribuiscono a rappresentarne in modo strutturato e trasparente il profilo complessivo nei confronti di investitori e finanziatori, valorizzandone gli elementi distintivi. Allo stesso tempo, il sistema finanziario è chiamato a recepire e integrare queste informazioni nei propri processi decisionali, adottando un approccio sempre più completo e integrato.

“Le attuali condizioni di mercato, pur caratterizzate da elementi di incertezza, si inseriscono in cicli economici che il sistema imprenditoriale ha già dimostrato di saper affrontare in passato, dalla pandemia da Covid-19 alle recenti crisi geopolitiche ed energetiche. In questo senso, la capacità di adattamento delle imprese, supportata da un ecosistema finanziario in evoluzione, rappresenta un fattore chiave per affrontare le sfide future”, conclude Cutugno.