
La Coppa del Mondo FIFA 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026, sarà il più grande evento sportivo mai realizzato prima d’ora. Con 39 giorni di gare, 104 partite e oltre 5 milioni di spettatori previsti negli stadi di tre nazioni diverse (Stati Uniti, Canada e Messico), la manifestazione si troverà ad affrontare anche una sfida informatica senza precedenti.
Il base a un’approfondita analisi di Unit 42, il threat intelligence team di Palo Alto Networks, l’immensa portata geografica e la complessa rete tecnologica temporanea “innestata” sugli stadi preesistenti creano una superficie d’attacco estremamente vulnerabile. La sicurezza del torneo non dipenderà infatti solo dai sistemi interni della FIFA, ma da una fitta rete di servizi municipali esterni delle 16 città ospitanti, che include trasporti pubblici, gestione del traffico, reti elettriche, aeroporti e sistemi idrici.
I motori della minaccia: geopolitica e cybercriminalità
Il report individua tre grandi vettori di rischio strettamente legati all’attuale contesto internazionale.
Il primo è l’escalation geopolitica legata all’Iran, con il conflitto in corso in Medio Oriente che ha ridefinito la mappa delle minacce sul suolo statunitense. Gruppi d’attacco sponsorizzati da Teheran, come l’Handala Hack Team e CyberAv3ngers, hanno già dimostrato nel corso del 2026 capacità distruttive attraverso attacchi “wiper” – progettati per cancellare dati – e intrusioni nei sistemi di controllo industriale di reti idriche ed energetiche americane.
In parallelo si muove l’attivismo cyber filorusso, con gruppi come NoName057(16), responsabili di oltre 3.700 attacchi DDoS contro i paesi membri della NATO, che prenderanno inevitabilmente di mira l’evento in quanto simbolo politico di altissimo livello. Recentemente, questi collettivi hanno superato i tradizionali attacchi di disturbo sul web per colpire direttamente le tecnologie operative e i sistemi di controllo remoto delle infrastrutture.
Infine, la cybercriminalità spinta da motivazioni finanziarie, che rappresenta la minaccia quantitativamente più significativa. Gruppi specializzati in ransomware, come Muddled Libra, hanno industrializzato gli attacchi contro la catena dell’ospitalità, prendendo di mira sistemi di prenotazione degli hotel, chiavi digitali e dispositivi di pagamento (POS). I precedenti non mancano: durante i Mondiali del Qatar nel 2022, vennero identificati oltre 16.000 domini fraudolenti creati per ingannare i tifosi con la vendita di biglietti falsi.
La lezione dei grandi eventi passati
La storia recente dimostra che prepararsi in anticipo è l’unico argine efficace. Durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, le autorità francesi hanno confermato oltre 140 eventi cyber, incluse 22 intrusioni andate a buon fine e un attacco ransomware contro il Grand Palais. Se le competizioni non hanno subìto interruzioni, è stato solo grazie a una stretta coordinazione tra governo e industria iniziata anni prima.
L’ecosistema dei fornitori per il 2026 sarà particolarmente vasto. Ogni città ospitante stipulerà contratti in modo indipendente per la gestione di stadi, sicurezza, trasporti, ospitalità, ristorazione, segnaletica, allestimento delle fan zone e connettività di rete dell’ultimo miglio. Un chiaro monito storico è il caso distruttivo di Olympic Destroyer a Pyeongchang 2018, che riuscì a mettere fuori uso il Wi-Fi della cerimonia di apertura e i sistemi di biglietteria proprio a causa di uno scarso coordinamento delle difese.
Le raccomandazioni per proteggere il torneo
Per evitare scenari critici, come il blocco dei sistemi di un grande hotel nei giorni della finale al MetLife Stadium o la manipolazione delle reti idriche cittadine durante un match eliminatorio, Unit 42 suggerisce una serie di priorità d’azione immediate.
I comitati organizzatori e le città ospitanti devono istituire una centrale di cyber-operazioni unificata e multinazionale, integrando agenzie come CISA, FBI, il CCCS canadese e il CERT-MX messicano. È fondamentale mappare ogni singolo fornitore tecnologico ed eliminare l’esposizione diretta a Internet dei sistemi industriali critici; eseguire una simulazione di attacco con malware distruttivo e verificare che i backup siano isolati, immutabili e ripristinabili entro una finestra temporale di quattro ore.
Allo stesso tempo, gli operatori alberghieri devono considerare l’help desk IT come la prima linea di difesa e il punto di compromissione più probabile. Implementare protocolli di verifica del chiamante out-of-band; vietare il ripristino delle credenziali avviato esclusivamente tramite telefono; dare per assunto che i dipendenti identificabili pubblicamente siano bersagli di attività di ricognizione e predisporre piani di emergenza offline.
Anche per tifosi e chi sarà in viaggio, le raccomandazioni di sicurezza suggeriscono di acquistare i biglietti esclusivamente sulla piattaforma ufficiale della FIFA o tramite rivenditori autorizzati, diffidando di offerte avanzate su Telegram, WhatsApp, messaggi privati sui social o applicazioni di pagamento peer-to-peer, preferendo sempre l’uso di una carta di credito protetta da tutela di chargeback. Allo stesso modo, per le strutture in cui alloggeranno è fondamentale verificare gli annunci sulle principali piattaforme e considerare come tentativi di frode le richieste di pagamento tramite bonifico o criptovalute al di fuori di esse. Massima cautela deve essere applicata anche ai codici QR, verificandone l’autenticità sulle app o siti ufficiali. Infine, quando ci si connette a reti Wi-Fi pubbliche, è consigliabile utilizzare una VPN affidabile per proteggere i propri account o, preferibilmente, affidarsi alla rete dati cellulare, ricordandosi di disattivare la connessione automatica al Wi-Fi e rimuovere le reti salvate subito dopo l’utilizzo.
La finestra temporale per passare dalla fase di preparazione alla risposta sul campo si sta chiudendo rapidamente. Le condizioni dei Mondiali di Calcio 2026 sono profondamente diverse da quelle di qualsiasi torneo precedente: tre nazioni ospitanti, sedici città, un tabellone a 48 squadre, un conflitto attivo tra Stati Uniti, Israele e Iran, un confronto in corso tra Russia e NATO e un ecosistema cybercriminale che, a partire dal 2023, si è letteralmente industrializzato contro il settore dell’ospitalità.
È quindi essenziale pianificare la gestione degli incidenti lungo l’intera rete di fornitura e delle città ospitanti, testare le reazioni attraverso simulazioni basate su scenari realistici e coordinarsi tra le diverse giurisdizioni prima del fischio d’inizio, anziché a torneo in corso: l’approccio difensivo più importante per il 2026 è dare per scontato che gli attacchi avverranno.





























































