L’evoluzione della copertura in fibra ottica (FTTH) nei Borghi più belli d’Italia rappresenta un cambio di paradigma.

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 I Borghi più belli d’Italia confermano il loro ruolo fondamentale come attrattori economici e sociali per il Paese, con la digitalizzazione e il lavoro da remoto che emergono come leve strategiche per contrastare il fenomeno dello spopolamento. È quanto emerge dal nuovo studio “L’impatto economico e occupazionale del turismo e la digitalizzazione nei Borghi più belli d’Italia”, realizzato da Deloitte in collaborazione con l’associazione “I Borghi più belli d’Italia”.
«I dati confermano che i nostri borghi non sono solo un patrimonio da preservare per la loro unicità e valore culturale, ma un’opportunità concreta di sviluppo economico e territoriale – dichiara Marco VulpianiEconomic leader di Deloitte –. Da nostre analisi su “I borghi più belli di Italia” emerge come contribuiscano al Pil per 5 miliardi, all’erario con 2 miliardi annui e vedono impiegati circa 91 mila occupati. I borghi più belli rappresentano solo una frazione dei borghi a livello nazionale (382 su circa 5500), per cui il contributo dei Borghi totali è ancora più alto a conferma dell’importanza per la nostra economia di questa realtà».
Focus Lazio: i Borghi più belli d’Italia generano un valore aggiunto pari a circa il 50% del valore aggiunto di tutti i borghi regionali
Un’analisi focalizzata sul Lazio mostra che nonostante i borghi più belli rappresentino solo l’11% del numero dei borghi (24 su 217), contribuiscono però a circa il 50% del valore aggiunto generato da tutti i borghi del Lazio (84 milioni su circa 174 milioni) e supportano circa la metà dell’occupazione supportata da tutti i borghi (1568 su 3253). Tutto questo testimonia come borghi meglio tenuti e più attrattivi turisticamente, possano avere un ruolo chiave nell’economia regionale.
Persiste il fenomeno dello spopolamento
Nonostante rivestano un ruolo fondamentale per l’economa, i borghi continuano a soffrire il fenomeno dello spopolamento: è prevista una riduzione del 4,4% medio all’anno della popolazione rispetto a una media nazionale del 2,2%. Il fenomeno non sembra essere attenuato dalla positiva riscoperta dei benefici connessi ad una vita lavorativa trascorsa nei borghi emersa durante il Covid con l’adozione della modalità di smart working resasi necessari a causa della pandemia.
Studi effettuati dopo il fenomeno hanno dimostrato che il 42% degli intervistati vivrebbe in un posto isolato a contatto con la natura, il 35% in un piccolo centro e il 22% sarebbe disposto a rinunciare una parte dello stipendio pur di lavorare in remoto in un contesto simile. Anche se oggi non ci sono segnali di inversione di tendenza a questo fenomeno dello spopolamento, un ruolo potrà averlo l’infrastruttura in fibra ottica nelle cosiddette aree a fallimento di mercato, le aree bianche, dove il privato non investirebbe.
Banda ultra larga: il 92% dei borghi connesso nel 2025
«La crescita della copertura in fibra ottica – arrivata al 92% per i borghi più belli nel 2025 – rappresenta un punto di svolta: oggi l’infrastruttura digitale consente ai borghi di competere con le grandi città, attirando lavoratori in smart working e per lo sviluppo di imprese innovative», aggiunge Vulpiani.
L’evoluzione della copertura in fibra ottica (FTTH) nei Borghi più belli d’Italia rappresenta un cambio di paradigma. Nel 2025, il 92% dei borghi gode di una copertura FTTH, rispetto al 64% del 2022 e al 46% del 2021. Un’accelerazione decisiva che riduce significativamente il divario digitale tra aree urbane e rurali.
L’impatto degli investimenti in infrastrutture digitali
Gli investimenti in banda ultra larga nelle aree bianche – zone di solito a bassa densità abitativa, dove gli operatori privati non hanno convenienza a investire – hanno generato finora un impatto economico complessivo di 5,3 miliardi durante la fase di costruzione, supportando oltre 90mila occupati con un moltiplicatore di 1,1 euro di Pil per ogni euro investito nella sola fase di costruzione.
Si stima che la presenza della banda ultra larga nelle aree bianche contribuirà con circa 16,2 miliardi al Pil italiano e genererà oltre 250 mila occupati, con un moltiplicatore di 3,3 euro di Pil per ogni euro investito.
«La digitalizzazione non è solo una questione tecnologica, ma una leva di coesione territoriale e di equità sociale», aggiunge Vulpiani«Quando un piccolo borgo ha accesso alle stesse infrastrutture digitali di una metropoli, cambiano le regole del gioco. Cambiano le opportunità di lavoro, di impresa, di qualità della vita. E cambiano anche le prospettive demografiche di questi territori. Parliamo di un progresso fondamentale per permettere ai borghi di sfruttare pienamente il potenziale della connettività in fibra ottica, trasformando l’infrastruttura digitale in opportunità concrete di sviluppo economico e occupazionale».

Lavoro da remoto e contrasto allo spopolamento
Nonostante la riduzione rispetto ai picchi pandemici, lo smart working continua a rappresentare un’opportunità per tanti lavoratori. Nel primo trimestre 2026, la percentuale di lavoratori dipendenti in modalità smart working si attesta intorno al 7% a livello nazionale, con variazioni regionali significative: il Nord-Ovest raggiunge il 10,5%, il Nord-Est l’8,4%, il Centro il 7,3%. Questo fenomeno, combinato con la crescente disponibilità di infrastrutture digitali, offre una strada concreta per contrastare lo spopolamento dei borghi e generare nuove possibilità di sviluppo. I comuni presenti nella lista dei “Borghi più belli d’Italia” hanno registrato una riduzione media della popolazione del -4,2% nel periodo 2011-2021, superiore alla media nazionale (-0,7%). Le proiezioni per il 2030 indicano un’ulteriore contrazione del -4,4%, a fronte di una riduzione media nazionale del -2,8%.
Ad oggi non si vedono ancora i benefici della presenza della infrastruttura perché pur avendo raggiunto il 92% dei borghi più belli, le linee attivate non superano il 20% probabilmente perché ancora non si è presa consapevolezza dei vantaggi che possono derivare dall’adozione della BUL. Superata questa fase, i vantaggi dovrebbero favorire lo sviluppo di nuove iniziative e l’adozione della modalità di lavoro in smart working contrastando il fenomeno dello spopolamento e innescando un fenomeno di valorizzazione ulteriore di questo patrimonio culturale rappresentato dai Borghi e verrà generato quel valore stimato per la presenza della infrastruttura tecnologica a banda ultra larga.