
Si è svolta a Roma la terza edizione dell’incontro “Evoluzione finanziaria: costruire l’ecosistema fintech italiano”, un’iniziativa organizzata da Zero IN – Sharing Knowledge con il supporto di CMS, che ha visto la partecipazione di oltre venti rappresentanti di istituzioni, associazioni di categoria, mondo accademico e operatori del settore.
L’incontro ospitato da CMS, rappresentato dall’avv Paolo Bonolis, responsabile del dipartimento di Banking and Finance dello Studio, è stato aperto da Vincenzo Marzetti, fondatore di Zero IN – Sharing Knowledge. Lo scopo del Symposium è stato di creare un momento privilegiato per rafforzare il dialogo tra i diversi stakeholder del comparto fintech, anche alla luce delle recenti evoluzioni dei temi che riguardano l’utilizzo industriale dell’Intelligenza Artificale.
Il confronto a porte chiuse ha evidenziato come la trasformazione del settore finanziario si giochi oggi su più fronti strettamente connessi: dall’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi del wealth management all’evoluzione delle infrastrutture di pagamento, fino al ruolo dei dati, dell’interoperabilità e delle nuove forme di moneta digitale.
Di particolare importanza il dato sui pagamenti digitali che probabilmente raggiungeranno quota 18 miliardi di euro alla fine dell’anno, un valore più che raddoppiato rispetto a qualche anno fa.
Tra le linee di tendenza futura più interessanti da osservare il fatto che l’intelligenza artificiale si integrerà con i processi di pagamento migliorando non solo la sicurezza delle transazioni ma arrivando al concetto di agentic payment, sostituendosi quindi al processo decisionale dell’individuo per effettuare le scelte migliori.
Infine, secondo una recente ricerca OCSE il 39% dell’Industry finanziaria dichiara di usare l’IA, nel settore Assicurativo il dato sale al 70%. Ma questi numeri potrebbero sottostimare una realtà già molto più avanzata e pervasiva.
Numerosi i partecipanti, tra cui, Francesco Minotti, Vicepresidente Consorzio Luigi Luzzatti, Elda Nogarotto, Policy Officer, Payment Services Regulation and FinTech al MEF, Francesca Maria D’Annibale, esperta Consob di criptovalute, Nicola Fontana, responsabile innovazione in Banca Mediolanum, Silvio Ventre, head of Innovation di Credem, Federico Masi, Ceo e general manager di FlowPay, Clelia Tosi, head di Fintech District e Ilario Bolis, Head of Italy di Worldline.
Temi al centro del dibattito
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Silvio Ventre di Credem ha richiamato l’attenzione sulla necessità di superare una logica di sperimentazione circoscritta per arrivare a un’adozione strutturale dell’AI nei processi finanziari: «L’Intelligenza Artificiale sta già cambiando profondamente il modo in cui i prodotti di investimento vengono creati, analizzati e gestiti. Oggi, la vera sfida per il wealth management è trasformare l’uso dell’IA da singole ‘isole di produttività’ in processi operativi scalabili e sistemici. Questo permetterà di estrarne il vero valore aggiunto, rendendola al contempo uno strumento affidabile, sicuro e pienamente conforme alle linee guida delineate dall’AI Act europeo».
Al centro del dibattito anche il futuro dei pagamenti europei e il ruolo dell’euro digitale. Ilario Bolis di Worldline ha sottolineato in particolare la dimensione strategica del progetto: «L’euro digitale è un tassello fondamentale della sovranità europea nei pagamenti. L’avvio della fase pilota è previsto nella seconda metà del 2027 e la BCE ha selezionato 36 operatori per lo sviluppo del progetto, tra i quali Worldline, La sfida sarà trasformare la complessità tecnologica e infrastrutturale in un’esperienza semplice, sicura e interoperabile, costruendo così la fiducia necessaria alla sua diffusione».
Un’evoluzione che passa anche dalla capacità di trasformare dati e infrastrutture in strumenti concretamente integrati nei processi delle imprese. Come ha spiegato Federico Masi di FlowPay: «I dati generano valore quando entrano davvero nei processi e diventano parte delle decisioni e dell’operatività quotidiana, ed è proprio qui che le fintech possono avere un ruolo concreto. In FlowPay lavoriamo per connettere soluzioni di pagamento digitale, servizi finanziari e sistemi aziendali senza trasferirne la complessità a imprese e a utenti, affinché il pagamento non sia più solo il momento conclusivo di una transazione, ma un’infrastruttura su cui costruire efficienza e nuovi modelli di business. In questo scenario data-driven, dunque, l’interoperabilità dei pagamenti è la vera leva di innovazione e creazione di valore».
Infine, Clelia Tosi ha evidenziato come “Il fintech italiano sta entrando in una nuova fase di maturità: oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma creare le condizioni perché possa essere adottata e crescere. L’intelligenza artificiale sta accelerando questa trasformazione, ma saranno soprattutto la collaborazione tra fintech, operatori finanziari, imprese e istituzioni e la capacità di attrarre capitali e competenze a determinare la competitività dell’ecosistema italiano nel contesto europeo.”
Nel complesso, dal confronto emerge una visione dell’innovazione fintech sempre meno legata alla singola tecnologia e sempre più alla capacità di integrarla nei processi, connettere ecosistemi differenti e tradurre la complessità tecnologica in servizi semplici, sicuri e accessibili per imprese e cittadini.































































