Due incidenti informatici nello stesso giorno colpiscono la grande distribuzione europea: alimenti gettati, scaffali vuoti e servizi online fuori uso.

Supermercati pexels

Due importanti catene europee di supermercati sono state colpite, nello stesso giorno, da due distinti incidenti informatici, a conferma dei crescenti rischi cyber che il settore retail si trova ad affrontare.

In Francia, un attacco ha preso di mira i sistemi di refrigerazione di centinaia di punti vendita, costringendoli a smaltire alimenti freschi e surgelati. Sul caso è stata aperta un’indagine penale. Nei Paesi Bassi, invece, Albert Heijn (gruppo Ahold Delhaize) ha disattivato alcune funzionalità del proprio ambiente IT dopo un incidente che ha reso inaccessibili sito web, app mobile, servizio clienti e sistemi di consegna online.

Se il caso francese mostra come un attacco informatico possa incidere direttamente sull’operatività fisica e sulla catena di approvvigionamento, quello olandese evidenzia la rapidità con cui un’interruzione dei sistemi può compromettere i servizi digitali e la customer experience.

Il commento di Harm Teunis, Security Evangelist di ESET Paesi Bassi

“Entrambi gli incidenti mostrano quanto siamo diventati dipendenti dai sistemi digitali. Una dipendenza che, se questi sistemi vengono attaccati, può incidere su gesti che diamo per scontati, come fare la spesa. In Francia l’attacco ai sistemi di refrigerazione ha costretto i supermercati a buttare gli alimenti freschi, mentre nei Paesi Bassi e in Belgio la situazione ha lasciato alcuni negozi con gli scaffali vuoti.

Al momento non risulta alcun nesso accertato tra i due episodi. Per quanto riguarda Ahold Delhaize, non è ancora chiaro in cosa consista l’incidente, quale ne sia la causa e quali ne saranno gli effetti a lungo termine. L’azienda ha messo offline alcuni sistemi per proteggere gli altri, una decisione che nessuna realtà prende alla leggera. Alcuni centri di distribuzione hanno interrotto le attività, provocando già carenze di prodotti freschi in diversi supermercati, e i clienti non possono ordinare la spesa online.

I colossi della grande distribuzione svolgono un ruolo centrale nella società e nella vita quotidiana, e proprio per questo sono potenziali bersagli per i cybercriminali. Quando vengono colpiti, è fondamentale che facciano il possibile per contenere l’incidente, proteggere i dati dei clienti e comunicare in modo trasparente, affinché le persone sappiano come comportarsi qualora i propri dati finiscano nelle mani dei criminali.

Il messaggio vale per aziende di ogni dimensione: occorre individuare quali sistemi siano essenziali per le attività quotidiane, portarne la sicurezza a un livello adeguato e predisporre alternative per le emergenze. Solo così l’operatività può proseguire nel modo più regolare possibile anche in caso di incidente.”

Il commento di Benoit Grunemwald, Cyber Security Evangelist di ESET Francia

“La merce è andata perduta perché i sistemi di controllo della refrigerazione sono stati compromessi. Questo episodio mostra come si manifesta il rischio cyber nel mondo reale: non solo violazioni di dati o siti web fuori servizio, ma scorte avariate, scaffali vuoti e perdite economiche significative. Stando a quanto riportato finora, le vulnerabilità coinvolte erano già state individuate e corrette nel 2025.

La questione va quindi ben oltre la tecnologia: riguarda la gestione degli asset, i processi di patching, i controlli sull’accesso remoto e la supervisione dei fornitori terzi responsabili della manutenzione dei sistemi critici. Alcuni rapporti dell’agosto 2026 segnalavano inoltre che circa 3.000 interfacce di gestione Danfoss fossero visibili dalla rete Internet pubblica. È un ulteriore promemoria del fatto che la cybersecurity non è solo una questione di IT: refrigerazione, riscaldamento, produzione e monitoraggio sono tutti sistemi digitali e, quando risultano esposti, le conseguenze si ripercuotono direttamente sull’attività aziendale.

È qui che entrano in gioco il Cyber Resilience Act e l’esperienza maturata con la direttiva NIS2. L’obiettivo non è la semplice conformità, ma aiutare le organizzazioni a comprendere le proprie dipendenze, rafforzare il controllo degli accessi, potenziare la supervisione dei fornitori e integrare il rischio cyber nella governance aziendale.

Gli attacchi informatici non colpiscono solo le informazioni: compromettono i processi da cui le organizzazioni dipendono per operare, produrre, distribuire e servire i propri clienti.”