Al SAP NOW AI Tour Milan, Carla Masperi delinea il futuro dell’intelligenza artificiale nelle imprese. Dalla governance dei dati agli agenti intelligenti, fino alle esperienze di Angelini Technologies – Fameccanica, Bonfiglioli e Oniverse.

autonomous enterprise

L’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase della propria evoluzione: da strumento di supporto alle attività individuali a componente sempre più integrata nei processi aziendali, con la capacità di analizzare situazioni complesse, individuare possibili scenari e intraprendere azioni in autonomia. È questa la direzione indicata da Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia, nel corso del SAP NOW AI Tour Milan, appuntamento dedicato all’innovazione e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel mondo delle imprese.

Il tema dell’edizione, “It’s the beginning of better”, sintetizza il cambiamento in corso. Secondo Carla Masperi, l’AI è pronta ad aprire un nuovo capitolo, nel quale agenti intelligenti e persone collaborano in modo sempre più stretto, modificando il modo in cui vengono svolte le attività quotidiane e gestiti i processi aziendali.

Non si tratta, quindi, di aggiungere semplicemente nuovi assistenti digitali agli strumenti già utilizzati dalle organizzazioni, ma di ripensare il funzionamento stesso dell’impresa, integrando l’intelligenza artificiale nelle attività che generano valore per il business.

“L’autonomia degli agenti non implica necessariamente l’eliminazione dell’intervento umano, ma una diversa distribuzione delle responsabilità: le attività operative e di analisi possono essere automatizzate, mentre le persone mantengono un ruolo centrale nelle decisioni e nella supervisione” ha sottolineato Carla Masperi.

Dall’Intelligent Enterprise all’Autonomous Enterprise

Il passaggio dall’Intelligent Enterprise all’Autonomous Enterprise rappresenta uno dei punti centrali della visione di SAP. Se il primo modello punta a integrare nei sistemi aziendali capacità di analisi, previsione e automazione, il secondo mira a estendere queste funzionalità, affidando agli agenti AI una parte sempre più rilevante dell’esecuzione operativa.

Gli agenti possono intercettare segnali, riconoscere situazioni che richiedono attenzione, ragionare su problemi legati al business e individuare le azioni più appropriate. In determinate condizioni, possono anche procedere senza richiedere un intervento umano per ogni singolo passaggio.

“In questa direzione SAP ha reso disponibili circa 200 AI agent per le aziende con l’obiettivo di arrivare a 400 entro la fine dell’anno. A tutto questo si affianca lo sviluppo di assistenti specializzati per specifici ruoli aziendali, destinati a evolvere ulteriormente” ha spiegato Carla Masperi.

La prospettiva è quella di un’organizzazione in cui l’AI non si limita a rispondere a una domanda o a suggerire una soluzione, ma contribuisce a portare a termine attività articolate, coordinando informazioni e operazioni distribuite tra diversi sistemi.

Perché molti progetti AI non riescono a scalare

La disponibilità di modelli sempre più avanzati non è, tuttavia, sufficiente a garantire risultati concreti. Una delle difficoltà principali consiste nel passaggio dalla sperimentazione all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi critici dell’impresa.

“Esiste una distanza tra le applicazioni orientate alla produttività individuale e quelle destinate a intervenire sulle attività fondamentali del business. Un modello linguistico può risultare utile anche quando produce risposte che richiedono qualche verifica; lo stesso margine di errore diventa però difficilmente accettabile quando l’AI deve intervenire su un bilancio, un flusso di cassa o un processo finanziario” ha sottolineato Carla Masperi.

Il problema non riguarda soltanto la qualità della risposta, ma le conseguenze che un errore può produrre sull’operatività aziendale. Per questo, l’adozione dell’AI nei processi core richiede livelli di affidabilità, controllo e verificabilità molto più elevati rispetto a quelli necessari per un semplice strumento di produttività.

La sfida, quindi, non consiste esclusivamente nel realizzare progetti pilota funzionanti, ma nel renderli scalabili, affidabili e integrabili nelle attività quotidiane. Per riuscirci, è necessario costruire un contesto tecnologico e organizzativo nel quale l’intelligenza artificiale possa operare sulla base di informazioni attendibili e regole precise.

Processi, dati e governance: le tre condizioni per un’AI efficace

Secondo SAP sono tre gli elementi fondamentali per integrare efficacemente l’intelligenza artificiale nei processi aziendali: la conoscenza dei processi, la qualità e la coerenza dei dati e una governance adeguata.

Il primo elemento riguarda i processi. Perché un agente possa intervenire in modo efficace, deve comprendere le attività aziendali nelle quali opera, le loro regole e le relazioni tra le diverse funzioni. La conoscenza dei processi costituisce quindi una condizione essenziale per evitare che l’AI produca risposte formalmente corrette, ma poco pertinenti rispetto al contesto operativo.

Il secondo elemento è rappresentato dai dati. Non basta mettere a disposizione dell’intelligenza artificiale grandi quantità di informazioni: è necessario che queste siano strutturate e collegate in modo coerente, così da consentire agli agenti di ricostruire le relazioni che esistono all’interno dell’organizzazione.

Il terzo elemento è la governance, indispensabile per mantenere il controllo sulle attività svolte dagli agenti. Ogni azione deve poter essere ricostruita e verificata, rendendo possibile identificare gli interventi dell’intelligenza artificiale e comprendere come siano state gestite le singole operazioni.

A questo si aggiunge la gestione degli accessi. Le regole che stabiliscono quali informazioni e funzionalità siano disponibili per ciascun utente devono applicarsi anche agli agenti AI. L’automazione, in altre parole, non può diventare un modo per aggirare i controlli già presenti nei sistemi aziendali.

Il cloud come fondamento della trasformazione

Alla base dell’evoluzione verso l’Autonomous Enterprise si colloca infine il cloud, indicato da Carla Masperi come elemento fondamentale per sostenere l’innovazione e garantire il necessario livello di controllo sull’ambiente tecnologico.

L’Autonomous Enterprise richiede infatti un’infrastruttura capace di collegare applicazioni, informazioni e agenti, mantenendo la governance delle attività e consentendo l’evoluzione dei processi nel tempo.

La trasformazione non si esaurisce quindi nell’introduzione di un nuovo strumento di intelligenza artificiale. Richiede un percorso che coinvolge architetture applicative, dati, processi e modalità di lavoro, affinché l’automazione possa essere integrata in modo coerente nell’organizzazione.

La direzione indicata da SAP è quella di un’impresa nella quale l’intelligenza artificiale diventa parte integrante del funzionamento operativo. Per raggiungere questo obiettivo, la disponibilità di agenti sempre più capaci deve accompagnarsi a una solida base informativa, alla conoscenza dei processi e a meccanismi di controllo adeguati.

È su questo equilibrio tra autonomia tecnologica e supervisione umana che si gioca il passaggio dalla sperimentazione dell’AI alla sua applicazione concreta nel business.

Verso l’Autonomous Enterprise: i casi di Bonfiglioli, Oniverse e Angelini Technologies

Tra le diverse realtà che stanno navigando a gonfie vele verso l’Autonomous Enterprise segnaliamo Angelini Technologies – Fameccanica, Bonfiglioli e Oniverse. Si tratta di tre realtà con caratteristiche ed esigenze differenti, accomunate dalla volontà di sfruttare le tecnologie SAP per evolvere i propri sistemi informativi e prepararsi a una nuova fase di innovazione.

Angelini Technologies – Fameccanica: ERP e agenti AI per sostenere la crescita

Angelini Technologies – Fameccanica, parte del gruppo Angelini Industries e specializzata in soluzioni tecnologiche per l’industria, ha avviato un importante percorso di trasformazione per accompagnare l’espansione internazionale e l’ingresso in nuovi mercati, dalla logistica all’automazione.

L’azienda ha completato in dieci mesi il passaggio a SAP Cloud ERP Private, andando in produzione a gennaio 2026. Il progetto ha consentito di migliorare di dieci volte le prestazioni delle transazioni standard, grazie anche a un approccio basato sulle best practice, sulla qualità dei dati e su rigorosi test.

Il passo successivo riguarda l’intelligenza artificiale. Angelini Technologies sta sperimentando agenti AI destinati a supportare il processo decisionale e ad automatizzare alcune attività operative. L’obiettivo è portare l’AI direttamente nei processi industriali, individuando applicazioni concrete e misurabili. Per il 2027 è inoltre previsto un hackathon interno, sviluppato con SAP, per favorire la diffusione delle competenze e rendere più accessibile la creazione di agenti intelligenti.

Bonfiglioli: un sistema di produzione integrato a livello globale

Per Bonfiglioli, gruppo internazionale specializzato in riduttori, motoriduttori e soluzioni di azionamento, la digitalizzazione rappresenta un investimento di lungo periodo. L’azienda utilizza SAP da oltre vent’anni e ha avviato un nuovo progetto basato su SAP Digital Manufacturing per uniformare la gestione delle attività produttive nelle diverse sedi.

La soluzione cloud punta a introdurre un linguaggio comune tra gli stabilimenti, rendendo più omogenei e affidabili i dati relativi alle prestazioni delle apparecchiature, all’efficienza del lavoro e alla qualità. In questo modo, le decisioni possono basarsi su informazioni raccolte e gestite attraverso sistemi strutturati, anziché su elaborazioni manuali e fogli Excel.

Questa base informativa è fondamentale anche per l’evoluzione verso l’intelligenza artificiale. Bonfiglioli sta già sviluppando agenti che affiancano il lavoro delle persone e valuta, tra le applicazioni future, l’impiego dell’AI per adattare i piani di controllo qualità in funzione delle anomalie e dei problemi rilevati sui prodotti. La priorità resta garantire dati affidabili: senza informazioni corrette, anche gli algoritmi più avanzati rischiano di produrre decisioni sbagliate.

Oniverse: scalabilità e innovazione per un ecosistema diversificato

Oniverse, il gruppo che riunisce marchi come Calzedonia, Intimissimi e Falconeri, opera in un contesto caratterizzato da una complessa rete di negozi, e-commerce, stabilimenti produttivi e magazzini. A questa articolazione si aggiungono attività in settori differenti, dalla ristorazione al vino fino alla nautica, che richiedono sistemi capaci di rispondere a esigenze molto diverse.

Per governare questa complessità, il gruppo ha portato avanti la migrazione a SAP S/4HANA Cloud attraverso il percorso RISE with SAP, completando il progetto nel giugno 2026. La piattaforma supporta 77 società attraverso un’unica istanza, integrando processi che spaziano dalla produzione alla distribuzione e alla contabilità.

In questo scenario, anche le prestazioni operative assumono un’importanza strategica. Nel caso della gestione dei magazzini, per esempio, il gruppo monitora tempi di risposta nell’ordine dei decimi di secondo, perché anche differenze minime possono incidere sull’efficienza delle attività di prelievo e spedizione.

Sul fronte AI, Oniverse ha già presentato una decina di casi d’uso sviluppati in azienda e sta lavorando per portare queste sperimentazioni all’interno dei processi SAP. La sfida consiste nel misurare concretamente il valore generato, distinguendo i benefici individuali da quelli effettivi per l’organizzazione e accompagnando le persone nell’adozione delle nuove tecnologie.