
Circa quindici anni fa, Alexander Hoffmann era appena diplomato al liceo Durzy quando decise di varcare la soglia del municipio di Châlette-sur-Loing. A soli 19 anni, portava già avanti un progetto ambizioso: sviluppare una soluzione informatica all’avanguardia dedicata alla cybersicurezza e all’intelligenza artificiale.
All’epoca, il suo progetto richiedeva risorse tecniche di cui non disponeva. Il Comune scelse quindi di sostenerlo mettendo a sua disposizione una sede operativa e diversi computer collegati in rete. Per quasi un anno, il giovane imprenditore ha potuto così proseguire le sue ricerche e sviluppare le prime basi del proprio software.
«Il signor Hoffmann venne a presentarci un’idea e aveva bisogno di mezzi per poterla concretizzare. Abbiamo semplicemente cercato di offrirgli le condizioni necessarie per andare avanti», ricorda Franck Demaumont, sindaco di Châlette-sur-Loing.
Una prima versione sviluppata grazie al sostegno del Comune
Questa opportunità ha permesso ad Alexander Hoffmann di compiere un passo decisivo nel suo percorso professionale.
Oggi residente ad Agde, dirige la società LIFEE, fondata sulla scia di quei primi lavori. Il suo software, Pass Revelator, si è notevolmente evoluto riscuotendo un importante successo a livello internazionale.
«Il sostegno del Comune mi ha permesso di sviluppare la prima versione del mio software e di passare dall’idea alla creazione della mia impresa. È un aiuto di cui misuro ancora oggi l’importanza fondamentale», spiega Alexander Hoffmann.
Anni dopo, il percorso del giovane imprenditore scrive un nuovo capitolo a Châlette-sur- Loing: è tornato nel comune per presentare e consegnare ufficialmente alla Polizia Municipale il software Pass Revelator.
Uno strumento al servizio degli oggetti smarriti e delle indagini
Questa innovativa soluzione agevola notevolmente il lavoro degli agenti nel momento in cui recuperano un computer il cui legittimo proprietario non sia immediatamente identificabile.
Per Eric Peltier, agente di polizia municipale, lo strumento consente alle forze dell’ordine, nell’ambito dei loro interventi, di accedere in modo sicuro alle informazioni necessarie per identificare il proprietario di un computer ritrovato e favorirne la rapida restituzione.
«L’obiettivo è poter identificare tempestivamente il proprietario di un dispositivo recuperato, in particolare quando viene consegnato all’ufficio oggetti smarriti, o nel caso di un computer presumibilmente rubato», precisa l’agente.
Questa consegna costituisce dunque al contempo un contributo concreto al lavoro quotidiano della Polizia Municipale e il simbolo di un legame duraturo tra un imprenditore e l’amministrazione locale che lo ha accompagnato agli esordi.
Dare fiducia ai giovani che fanno impresa
Per Franck Demaumont, questa vicenda rappresenta soprattutto una testimonianza tangibile di ciò che può produrre una politica di supporto pubblico quando consente a un giovane di disporre dei mezzi necessari per sperimentare e far crescere la propria idea.
«Sono davvero felice di vedere il cammino percorso da Alexander Hoffmann. All’epoca abbiamo potuto aiutarlo ad avviare il suo progetto; oggi è lui che ritorna nel nostro comune con un’innovazione matura e consolidata.»
Il sindaco intende inoltre rivolgere un messaggio ai giovani che desiderano mettersi in gioco: le idee possono affermarsi con successo quando sono affiancate e incoraggiate.
Questa storia ricorda come un supporto anche molto concreto – uno spazio di lavoro, attrezzature informatiche, un po’ di fiducia – possa costituire il trampolino di lancio per una straordinaria avventura imprenditoriale.
Da Châlette-sur-Loing ad Agde e su scala internazionale, il percorso di Alexander Hoffmann testimonia l’incontro virtuoso tra innovazione tecnologica, iniziativa individuale e supporto del territorio.
































































