La tendenza generale degli italiani è cercare istruzioni online su Google o YouTube

carenze nelle competenze - skill pexels

Un nuovo studio di Adobe Acrobat rivela carenze significative nelle competenze digitali in Italia. I lavoratori fanno fatica a tenere il passo con una tecnologia che avanza a passo sempre più sostenuto. La ricerca, che ha coinvolto 1.500 adulti italiani, evidenzia che, sebbene metà della popolazione ritenga essenziali i fogli di calcolo e la risoluzione dei problemi digitali, un elevata percentuale di lavoratori risente di un considerevole calo di produttività legato alle difficoltà nell’uso quotidiano degli strumenti informatici.

Le carenze nelle competenze fondamentali

Nel mondo del lavoro in Italia, l’utilizzo di fogli di calcolo (53%) e la conversione dei file (50%) sono considerate le competenze digitali più importanti. Tuttavia la realtà dei fatti racconta una storia molto diversa:

  • Il 32% degli intervistati a difficolta con strumenti di calcolo cpome Excell.
  • 1 lavoratore su 4 ha poca dimestichezza nella modifica e nella formattazione dei documenti e il 22% ha difficoltà nella conversione dei file, come nella trasformazione delle immagini in PDF.

  • Queste difficoltà si rispecchiano nei dati di ricerca, con oltre 1,7 milioni di ricerche per “modificare pdf” e 1,2 milioni per “convertire pdf” registrate nel corso dell’ultimo anno.

Inoltre, nonostante siano ormai essenziali, gli strumenti di collaborazione online come Teams, Slack e Google Docs sono considerati fondamentali solo dal 36% degli italiani. Questo dato trova riscontro nel fatto che ben il 37% dichiara di avere difficoltà nel loro utilizzo.

Produttività a rischio

La mancanza di competenze digitali sta avendo un impatto notevole sull’economia italiana:

  • Più di un quarto (26%) dei lavoratori perde da una a due ore a settimana a causa delle difficoltà legate alle operazioni informatiche.

  • L’11% degli intervistati afferma di perdere dalle tre alle cinque ore ogni settimana.

  • La produttività ne risente maggiormente per la fascia dai 25 ai 44 anni, con una media di 1,7 ore perse alla settimana.

Il miglioramento delle competenze nell’era dell’IA

Lo studio mette in luce come le diverse generazioni provino a colmare queste lacune. La tendenza generale degli italiani è cercare istruzioni online su Google o YouTube (45%). È in crescita l’uso degli strumenti di IA, utilizzati oggi dal 30% complessivo, con i giovani tra i 18 e i 24 anni a guidare il trend (42%), in contrasto con il 28% degli over 55.Emerge inoltre una diversa inclinazione alla collaborazione di fronte a un problema informatico: se da un lato gli intervistati con più di 55 anni sono più propensi a chiedere aiuto a un collega o a un amico (45%), dall’altro i giovani tra i 18 e i 24 anni risultano i meno propensi a farlo (22%).