Le VPN moderne incidono generalmente poco sulla batteria. Protocollo, distanza dal server e qualità della rete possono però influire sui consumi.

VPN

L’idea che le VPN consumino molta batteria è in gran parte un mito. I protocolli VPN moderni richiedono pochissima energia in più in condizioni normali e quel piccolo consumo extra si può ridurre facilmente con qualche semplice accorgimento.

Attivi la VPN e, nel giro di un’ora, la percentuale della batteria sembra scendere più del solito. È facile pensare che la colpa sia della VPN, ed è proprio da qui che nasce uno dei miti più diffusi: che le VPN consumino la batteria in modo silenzioso ma significativo. Ma usare una VPN incide davvero così tanto sull’autonomia? In realtà no, almeno non per la maggior parte delle persone che la usano normalmente.

Le VPN criptano i dati e li instradano attraverso un server remoto prima che raggiungano la loro destinazione. È proprio questo passaggio in più ad aver alimentato il mito. Qualsiasi processo che funziona in background fa pensare subito a un maggiore consumo di energia, e la crittografia suona abbastanza tecnica da sembrare particolarmente dispendiosa per la batteria.

In questa guida vediamo perché le VPN consumano un po’ più di energia, quali fattori incidono sul consumo e come ridurlo al minimo senza rinunciare alla privacy.

La VPN consuma la batteria?

La risposta breve è no, o almeno non in modo percepibile per la maggior parte delle persone. L’idea che una VPN possa causare un consumo elevato della batteria non trova riscontro nell’uso quotidiano normale. C’è un piccolo aumento dei consumi, ma raramente è tale da farsi notare nel corso della giornata.

Questo leggero aumento dipende da due processi: i dati inviati e ricevuti vengono crittografati e decrittografati in tempo reale e, finché la VPN è attiva, il dispositivo deve mantenere costantemente la connessione con il server.

Un’attività prolungata del processore è uno dei fattori che possono scaricare più rapidamente la batteria. Il consumo, però, non è uguale per tutti e dipende da diversi elementi:

  • Dispositivo
  • Protocollo VPN in uso
  • Distanza dal server
  • Qualità della connessione

Più che un motivo per rinunciare alla VPN, è meglio considerarlo un piccolo compromesso, facile da gestire, in cambio di una maggiore privacy.

Quanto consuma una VPN in termini di batteria?

Secondo la maggior parte delle fonti, in condizioni normali una VPN aumenta il consumo della batteria di circa il 5-15%, anche se un uso intenso o un segnale debole possono far salire questa percentuale. Persino nel peggiore dei casi, si tratta comunque di una riduzione contenuta dell’autonomia nell’arco della giornata, non del crollo drastico che molti immaginano.

Il consumo effettivo all’interno di questa fascia dipende da diversi fattori:

  • Cosa significa uso “normale” della VPN. Navigazione, streaming e messaggistica tendono a incidere meno. Scaricare file di grandi dimensioni o giocare online aumenta invece il consumo, perché entrambe queste attività mettono già sotto sforzo il processore, a cui si aggiunge poi il lavoro richiesto dalla VPN.
  • Anche le connessioni in background consumano. Se la VPN rimane connessa mentre lo schermo è spento, continua comunque a usare un po’ di energia, anche se meno rispetto a quando viene utilizzata attivamente.
  • Il dispositivo conta. In genere, una VPN avrà un impatto maggiore sulla batteria di uno smartphone Android di fascia media rispetto allo stesso servizio su un iPhone, perché l’integrazione più stretta tra hardware e software di Apple consente di gestire il carico della crittografia in modo più efficiente.
  • Efficienza dei protocolli VPN e impatto del codice sul consumo della batteria.

Perché la VPN consuma la batteria?

Dietro al piccolo consumo extra ci sono alcuni fattori tecnici specifici. Capirli ti aiuta a configurare meglio le impostazioni, senza bisogno di avere competenze tecniche particolari. L’obiettivo è semplicemente capire cosa succede “dietro le quinte”, così da poter intervenire sugli aspetti che contano davvero.

Crittografia e decrittografia

Tutti i dati inviati o ricevuti tramite una VPN vengono crittografati prima di lasciare il dispositivo e decrittografati una volta arrivati a destinazione. Questo processo continua per tutto il tempo in cui la VPN rimane connessa.

Una crittografia più robusta, come AES-256, richiede più potenza di elaborazione rispetto a sistemi meno avanzati e quindi può incidere maggiormente sulla batteria. I chip moderni sono diventati molto più efficienti nel gestire AES-256, quindi la differenza di consumo tra crittografia più forte e più debole si è ridotta rispetto al passato, anche se non è scomparsa del tutto.

Protocollo VPN

Il protocollo utilizzato dalla VPN può incidere molto sulla durata della batteria. Vediamo i quattro protocolli più diffusi:

  • OpenVPN: affidabile e ampiamente supportato, ma un po’ esigente in termini di utilizzo del processore.
  • IKEv2/IPSec: stabilisce la connessione più rapidamente e si riconnette meglio dopo le interruzioni del segnale; in genere è più efficiente dal punto di vista dei consumi.
  • WireGuard: è il protocollo moderno più efficiente in termini di batteria, grazie a una base di codice più semplice e leggera, una crittografia più veloce e un minore carico sul processore.
  • L2TP/IPSec: più vecchio, più lento e meno efficiente rispetto alle alternative precedenti.

Se per te la durata della batteria è una priorità, ti consigliamo di usare una VPN che supporti WireGuard o IKEv2.

Distanza dal server

Collegarsi a un server VPN molto lontano dalla propria posizione fa sì che i dati debbano percorrere un tragitto più lungo. Questo aumenta la latenza, cioè il ritardo tra un’azione e la risposta del server, e fa lavorare il processore più a lungo per mantenere la connessione.

Immagina di essere a Roma e poter scegliere tra un server a Milano e uno a Tokyo. Collegandoti a Tokyo, il modulo radio e il processore del dispositivo devono lavorare più a lungo e più intensamente per ogni richiesta.

A meno che tu non abbia un motivo specifico per collegarti a un server lontano, per esempio per accedere a contenuti con restrizioni geografiche, scegliere il server più vicino è la soluzione migliore per risparmiare batteria. Questo aspetto conta ancora di più quando usi la VPN in viaggio, perché passando da un Paese all’altro potresti finire per scegliere server più lontani dalla tua posizione.

Condizioni della rete

Un segnale Wi-Fi o mobile debole o instabile costringe il dispositivo a lavorare di più per mantenere attiva la connessione VPN. In pratica, il modulo radio consuma più energia per compensare.

Una VPN tende quindi a consumare più batteria su una connessione dati 4G/LTE o 5G rispetto a una rete Wi-Fi domestica stabile. Inoltre, ogni volta che il segnale cade e il dispositivo deve riconnettersi, aumenta temporaneamente l’attività del processore e del modulo radio. Se usi il Wi-Fi, prima di dare la colpa alla VPN ti consigliamo di testare il segnale e provare a migliorarlo.

VPN sempre attiva

Una “VPN sempre attiva” mantiene la connessione anche quando lo schermo è spento o l’app funziona in background. Questa impostazione è comune su Android e in alcune app VPN può essere attivata per impostazione predefinita.

Questa protezione continua ti mantiene al sicuro in ogni momento, ma comporta anche un consumo maggiore della batteria nel corso della giornata. Se utilizzi questa funzione, è utile sapere come controllare che la VPN stia effettivamente funzionando, invece di dare per scontato che sia attiva in background senza accorgertene e che, nel frattempo, continui a consumare batteria.

La VPN consuma più batteria su alcuni dispositivi rispetto ad altri?

La stessa app VPN può incidere sulla batteria in modo molto diverso a seconda del dispositivo su cui viene utilizzata. Questo succede perché intervengono diversi fattori, tra cui l’hardware, l’architettura del chip e il modo in cui il sistema operativo gestisce i processi in background. Vediamo cosa cambia sui tre tipi di dispositivo più utilizzati dagli utenti privati:

Consumo della batteria su iPhone

iOS gestisce in modo molto rigido i processi in background, limitando così il consumo della VPN quando lo schermo è spento. Gli iPhone con chip Apple Silicon, cioè dall’A15 in poi, gestiscono la crittografia in modo più efficiente rispetto ai modelli più vecchi.

IKEv2 è il protocollo predefinito di molte app VPN per iOS ed è particolarmente adatto a questa piattaforma.

Consumo della batteria su Android

Android gestisce le app e i processi in background in modo meno restrittivo rispetto a iOS. Per questo, una VPN può continuare a funzionare più a lungo anche quando non stai usando il telefono, consumando un po’ più batteria.

Inoltre, l’autonomia della batteria può variare parecchio tra i dispositivi Android, semplicemente perché l’hardware cambia da un produttore all’altro. Il vantaggio è che, in genere, gli utenti Android hanno un maggiore controllo sulla scelta del protocollo all’interno dell’app VPN e quindi possono ottimizzare più facilmente i consumi.

Consumo della batteria sui portatili

In genere, sui portatili la crittografia della VPN incide meno sulla batteria rispetto agli smartphone, perché hanno batterie più grandi e processori più potenti. Il consumo diventa più evidente sui computer più datati o quando il dispositivo è già sotto carico, per esempio durante una videochiamata o il trasferimento di file di grandi dimensioni.

Sia Windows che macOS supportano WireGuard e IKEv2, che restano le opzioni migliori per chi vuole ridurre al minimo il consumo della batteria sul portatile.