Come affrontare questo periodo senza prezzi gonfiati, preservando margini e posizionamento

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Il 27 novembre tornerà il Black Friday, tra gli appuntamenti commerciali più importanti dell’anno, che coinvolge grandi marketplace, catene retail, piccoli e-commerce, brand indipendenti e milioni di consumatori.

Nato negli Stati Uniti come giornata di grandi sconti dopo il Ringraziamento, oggi non è più circoscritto ad un solo venerdì, ma inizia spesso con giorni o settimane di anticipo, si prolunga durante la cosiddetta Black Week e, tra Cyber Monday e acquisti natalizi, finisce per accompagnare buona parte di novembre.

Un periodo particolarmente atteso anche in Italia, dove solo nel 2025 sono stati spesi 4,9 miliardi di euro, durante la Black Week, il 19,5% in più rispetto all’anno precedente, secondo le stime di Confcommercio. Un dettaglio non trascurabile è che più della metà del totale, con 2,6 miliardi di euro, è stato speso in ordini effettuati online.

Se a questi numeri aggiungiamo anche che il valore complessivo degli acquisti online stimato in Italia nel corso del 2026 è di oltre 66 miliardi di euro, il 6% in più rispetto all’anno precedente, diventa chiaro quanto quelle di novembre siano settimane cruciali per chi ha un e-commerce, perché aumenta l’attenzione dei consumatori, insieme alla pressione pubblicitaria e alla competizione.

Eppure, secondo Omar Bragantini, imprenditore, docente in Marketers, e consulente e-commerce con oltre dieci anni di esperienza sul campo, anche nel 2026 molti negozi online partiranno troppo tardi con la creazione di una strategia.

Dopo aver seguito centinaia di Black Friday, l’errore osservato è infatti sempre lo stesso: molti e-commerce iniziano a ragionare su sconti, marginalità, advertising e promozioni soltanto quando novembre è già iniziato, e spesso chiedendo all’AI di impostare la strategia.

Ogni anno vedo e-commerce arrivare a novembre e chiedersi cosa fare per il Black Friday. Ma se cento e-commerce chiedono allo stesso strumento di intelligenza artificiale di costruire la strategia, il rischio è che escano cento strategie molto simili. Con le stesse leve e gli stessi countdown, rimane una sola differenza immediatamente comprensibile al cliente, ed è il prezzo più basso. Chi inizia a lavorare due mesi prima, invece, può decidere cosa vuole ottenere, su quali prodotti puntare, a quali clienti rivolgersi e soprattutto costruire un’offerta coerente con il proprio business” spiega Omar Bragantini.

Chi non partecipa lo fa anche per ragioni etiche: cinque modi per organizzare un Black Friday sostenibile e trasparente

I numeri confermano l’importanza di essere presenti sul mercato con una strategia e un posizionamento rilevanti, specialmente in periodi come il Black Friday, che per molti e-commerce rappresenta una delle principali occasioni dell’anno per accelerare vendite, acquisizione di nuovi clienti e fatturato.

Eppure, accanto a chi parte solo a novembre con una strategia last-minute, c’è anche chi sceglie di non partecipare al Black Friday perché considera aggressiva o poco etica la corsa agli sconti. Una posizione che parte da una preoccupazione legittima, ma rischia di identificare questo periodo esclusivamente con il ribasso dei prezzi anziché come un’opportunità.

Secondo Omar Bragantini, il punto è capire come sfruttare un momento in cui la propensione all’acquisto aumenta senza ricorrere a pratiche aggressive o poco trasparenti. E prepararsi in anticipo consente soprattutto di evitare che la percentuale di sconto diventi l’unica variabile su cui competere, trasformando tutto in una mera battaglia sul prezzo. Per questo, chi gestisce un negozio online dovrebbe lavorare già da settembre su cinque aspetti:

1. Proteggere margini e percezione del brand: uno sconto più alto non equivale automaticamente a un Black Friday migliore. Secondo l’esperienza di Omar Bragantini, otto e-commerce su dieci decidono la percentuale di sconto prima di sapere quanto margine hanno su quel prodotto; tuttavia, prima di stabilire l’offerta, bisognerebbe conoscere marginalità, costi pubblicitari e sostenibilità economica dell’operazione.
2. Definire l’obiettivo prima della promozione: fare cassa, acquisire nuovi clienti, aumentare lo scontrino medio, riattivare clienti esistenti o liberare determinate scorte sono obiettivi differenti, e ognuno richiede una specifica strategia.
3. Costruire valore anche senza tagliare drasticamente i prezzi: bundle, prodotti esclusivi, vantaggi aggiuntivi, omaggi, programmi fedeltà, accessi anticipati o iniziative dedicate ai clienti esistenti possono rendere interessante il periodo senza trasformarlo in una gara al ribasso.
4. Essere trasparenti: prezzi, disponibilità, durata delle iniziative e condizioni devono essere comprensibili. Finte urgenze, scarsità artificiali o sconti costruiti su prezzi gonfiati possono portare una conversione nel breve periodo, ma erodono la fiducia.
5. Pensare già al dopo Black Friday: acquisire migliaia di clienti poco profittevoli serve a poco se l’azienda non ha previsto cosa accadrà nelle settimane successive. Email marketing, customer experience e fidelizzazione devono essere parte della strategia fin dall’inizio.

Fare Black Friday non significa necessariamente applicare il 50 o il 70% di sconto. E non significa nemmeno doverlo chiamare Black Friday. Significa sapere che in quelle settimane milioni di persone hanno una maggiore predisposizione all’acquisto, iniziano a cercare i regali di Natale e prestano più attenzione alle offerte. Un’azienda può decidere come inserirsi in questo momento mantenendo intatti il proprio posizionamento e i propri valoriconclude Omar Bragantini.