
Un’Italia più efficiente e indipendente dal punto di vista energetico grazie all’intelligenza artificiale: meno di un mese per individuare una pipeline di potenziali impianti fotovoltaici invece degli oltre nove necessari oggi. È quanto è in grado di fare la piattaforma sviluppata da Proger basata sull’integrazione tra sistemi informativi geografici (GIS) e intelligenza artificiale. La piattaforma consente di individuare fino a 2.000 siti idonei, verificarne le principali criticità e avviare il contatto con i proprietari in poche settimane (con un obiettivo di due settimane a regime) automatizzando l’intero flusso preliminare. Nella così detta fase di “origination”, ovvero l’analisi preliminare, il sistema analizza dati territoriali complessi – morfologia del suolo, irraggiamento, vincoli paesaggistici, prossimità alla rete – adattandosi alle diverse applicazioni, dal fotovoltaico all’agrivoltaico fino ai sistemi di accumulo. Oltre alla selezione dei siti, la piattaforma integra lo screening normativo e ambientale e l’identificazione dei proprietari fondiari tramite dati catastali e fonti aperte, con attivazione automatizzata dei primi contatti. Le attività della piattaforma, inoltre, sono monitorate tramite una dashboard centralizzata che consente il controllo in tempo reale dello stato di avanzamento dei progetti.
Una vera rivoluzione che spazza via il “collo di bottiglia” burocratico e temporale, che oggi rende davvero sfidante l’attuazione di un piano di indipendenza energetica per il nostro Paese.
“L’origination è una fase ad alta intensità di lavoro manuale e con elevato grado di incertezza – spiega Rocco Marsico, Direttore della Business Unit Green Energy di Proger – l’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente di ridurre i tempi e di migliorare la qualità della selezione iniziale, con effetti diretti sulla solidità delle pipeline”.
Intervenire oggi significa incidere in un contesto di crescita necessario per l’Italia, in una fase di rallentamento del settore. Nel 2025 la produzioned del fotovoltaico in Italia ha registrato un incremento del 25% su base annua, con una capacità installata complessiva che ha superato i 43 GW, mentre le nuove installazioni hanno segnato una flessione del 5%, riflettendo le difficoltà nelle fasi preliminari e di autorizzazione.
Secondo gli obiettivi del Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC), l’Italia dovrà più che raddoppiare la capacità rinnovabile installata entro il 2030. Un traguardo che richiederà investimenti stimati tra i 70 e i 90 miliardi di euro nei prossimi anni e un’accelerazione significativa dei tempi di sviluppo dei progetti.
“La riduzione dei tempi nella fase preliminare incide direttamente sulla capacità di attivare nuova capacità produttiva e mobilitare capitali lungo la filiera – prosegue Marsico – l’accelerazione dei progetti è infatti considerata un fattore chiave non solo per il raggiungimento degli obiettivi energetici, ma anche per gli effetti sull’indotto industriale e sull’occupazione in un comparto che coinvolge sviluppo, ingegneria, costruzione e gestione degli impianti fotovoltaico”.



























































