
Le PMI italiane stanno già registrando benefici concreti in termini di produttività grazie all’intelligenza artificiale: chi utilizza strumenti di IA risparmia in media oltre cinque ore a settimana. Tuttavia, parallelamente alla crescente adozione emerge una nuova sfida: passare dalle prime sperimentazioni a un utilizzo coerente e strutturato nelle attività quotidiane. Questi risultati sono stati presentati oggi da OpenAI in occasione di un evento che segna un traguardo fondamentale per lo SME AI Accelerator in Italia. L’iniziativa, lanciata ad aprile in collaborazione con Confartigianato Imprese e Booking.com, ha già registrato un forte interesse, con centinaia di PMI italiane che si sono candidate al programma in poche settimane.
L’adozione è diffusa, ma resta disomogenea e ancora in evoluzione
La ricerca, basata su un’indagine condotta su 1.000 decisori di PMI in Italia, evidenzia come l’IA sia già integrata nelle attività quotidiane delle imprese italiane, con il 79% che dichiara di utilizzare strumenti di IA in ambito professionale. Tuttavia, l’adozione varia in maniera significativa in base alla dimensione aziendale, raggiungendo il 91% tra le imprese di medie dimensioni ma scendendo al 68% tra i lavoratori autonomi, evidenziando un divario strutturale tra le organizzazioni più grandi e le realtà più piccole, che spesso non dispongono del tempo o delle risorse necessarie per integrarla su larga scala.
Contestualmente, l’utilizzo sta diventando più regolare e concreto: infatti, circa tre quarti degli utenti interagiscono con gli strumenti di IA almeno una volta alla settimana (76%), spesso applicandoli ad attività operative quotidiane – dalla ricerca e sintesi delle informazioni (43%) alla redazione di comunicazioni (31%), fino alla preparazione di proposte o contenuti di marketing (29%). Questa evoluzione evidenzia come l’IA si stia affermando come uno strumento pratico per la produttività, sempre più integrato nelle attività aziendali chiave, e non più limitato alla sola fase di sperimentazione.
Benefici concreti in termini di produttività e un cambiamento nell’utilizzo del tempo
Per le imprese che già utilizzano l’IA, l’impatto è immediato: il 96% dichiara di risparmiare tempo, con una media di 5,2 ore a settimana, pari a oltre 270 ore all’anno. È importante sottolineare che questo tempo viene spesso reinvestito in attività a maggior valore aggiunto: il 38% dichiara di utilizzarlo per migliorare prodotti e servizi, mentre altri lo dedicano alla pianificazione strategica (25%) o al pensiero creativo (26%).
Accanto al risparmio di tempo, è significativo anche l’impatto percepito sull’efficacia: infatti, il 61% dei decisori afferma che l’IA li rende più efficaci nel proprio ruolo. Più in generale, l’IA sta iniziando a trasformare il modo in cui il lavoro viene organizzato, consentendo ai team di dimensioni ridotte di gestire attività più complesse e di rispondere più rapidamente alle esigenze aziendali.
Forte dinamismo, ma permane un chiaro divario di competenze
Nonostante questi progressi, la fase successiva dell’adozione non è scontata. Il 46% delle PMI prevede di ampliare l’utilizzo dell’IA nei prossimi 90 giorni, segnalando un forte slancio in prospettiva. Tuttavia, questa crescita è frenata da una serie di ostacoli pratici ricorrenti. Le imprese indicano più frequentemente tra le principali barriere il divario in termini di formazione e competenze (27%) e le preoccupazioni legate alla privacy o alla sicurezza (27%), insieme alla mancanza di tempo (18%).
Allo stesso tempo, il livello di maturità organizzativa resta limitato: infatti, solo il 37% delle PMI dichiara di disporre di una policy formale sull’utilizzo dell’IA, mentre un utilizzo informale o non strutturato rimane diffuso – con molti dipendenti che ricorrono agli strumenti di IA in autonomia, anche in assenza di un quadro di riferimento chiaro. Per molte imprese, la sfida non riguarda più l’accesso agli strumenti, ma la capacità di integrarli in modo efficace nei flussi di lavoro quotidiani.
L’Italia come caso chiave per l’adozione concreta dell’IA
L’Italia rappresenta un contesto particolarmente rilevante per questa transizione. La sua economia è caratterizzata da elevato numero di piccole e microimprese, profondamente radicate sul territorio e molto diversificate tra settori. Sebbene molte di queste realtà stiano già sperimentando l’IA, spesso necessitano di un supporto personalizzato e concreto per coglierne appieno il valore, soprattutto nel passaggio da un utilizzo occasionale a flussi di lavoro più strutturati e replicabili.
Lo SME AI Accelerator è stato sviluppato proprio per colmare questo divario, combinando formazione pratica, linee guida operative e casi d’uso concreti. Erogato sia in presenza sia attraverso l’OpenAI Academy, il programma è pensato per essere accessibile alle PMI in qualunque fase di adozione, senza richiedere competenze tecniche pregresse.
La partnership con Confartigianato Imprese – la principale organizzazione italiana per artigiani e piccole imprese, che riunisce circa 700.000 aziende attraverso una rete nazionale di 104 associazioni provinciali e oltre 1.200 sedi territoriali – svolge un ruolo fondamentale nel radicare l’iniziativa nella realtà del tessuto imprenditoriale locale, combinando competenze tecnologiche e una conoscenza approfondita delle esigenze delle imprese.
“Oggi L’Italia rappresenta uno degli esempi più chiari sia delle opportunità sia delle sfide legate all’adozione dell’IA. Le piccole e microimprese sono il cuore dell’economia e molte stanno già sperimentando l’intelligenza artificiale, ma trasformare queste iniziative in un utilizzo costante e scalabile resta un ostacolo concreto. Per le realtà più piccole, in particolare, non si tratta solo di accedere alla tecnologia: è fondamentale avere tempo, competenze e chiarezza su come applicarla in maniera coerente con le attività quotidiane. È proprio qui che formazione pratica e casi d’uso concreti possono fare la differenza. L’opportunità reale per le PMI non è quindi sostituire ciò che le rende uniche, ma ridurre gli attriti: semplificare le attività di routine, supportare il processo decisionale e liberare tempo da dedicare alle aree in cui contano di più le competenze specifiche e il rapporto con i clienti.” ha spiegato Rino Mura, EMEA Partnerships di OpenAI.

























































