
A nord-ovest di Johannesburg, in Sudafrica, si trova la regione paleoantropologica di fama mondiale nota come “La culla dell’umanità”. Sede della più grande concentrazione al mondo di resti ancestrali e con un’estensione di 47.000 ettari, questo sito patrimonio mondiale dell’UNESCO è il punto d’incontro tra alcuni degli agricoltori più capaci e alcune delle condizioni più ostili. È qui che, tra terreni difficili e scarsità d’acqua, madri, padri, nonne e giovani coltivano piccoli appezzamenti tra le abitazioni, trasformandoli in pasti per le proprie comunità. A differenza delle aziende agricole tradizionali, questi produttori hanno un accesso limitato alla tecnologia, non dispongono di strumenti per prevedere le rese e incontrano maggiori difficoltà nell’accedere ai finanziamenti. Ciò li rende particolarmente vulnerabili agli sprechi: troppo piccoli per l’agricoltura commerciale e troppo lontani dai mercati locali, i prodotti dei loro raccolti rischiano di andare perduti.
Per rispondere a questa sfida, dataDecisions.ai e The Dream hanno coinvolto SAS in un progetto che mette gli analytics al servizio dei micro-agricoltori sudafricani, con l’obiettivo di migliorare la pianificazione e per aumentare la produttività dei raccolti.
“La sicurezza alimentare non può dipendere soltanto dall’agricoltura su larga scala. Se vogliamo costruire un sistema più resiliente, dobbiamo considerare i micro-agricoltori come attori essenziali dell’economia tradizionale, non come una componente secondaria”, afferma Hadley Christoffels, fondatore di dataDecisions.ai. “Producono cibo proprio nei luoghi in cui la fame è più urgente, ma troppo spesso operano senza dati, insight e strumenti decisionali che consentano loro di valorizzare al meglio ogni risorsa”.
Trasformare i dati in opportunità
Il progetto ha preso in esame alcuni dei fattori che incidono maggiormente sull’attività dei micro-agricoltori: quanto possono realisticamente produrre, il tempo necessario per portare a maturazione le diverse colture e i prezzi disponibili sul mercato al momento della vendita. L’analisi congiunta di queste informazioni può aiutarli a pianificare meglio la produzione, individuare i prodotti con le prospettive economiche più interessanti e ridurre l’incertezza che accompagna ogni stagione.
L’utilizzo degli analytics non sostituisce le competenze degli agricoltori, ma contribuisce a valorizzarle. Questi produttori possiedono infatti un patrimonio di conoscenze tramandato nel corso delle generazioni e rafforzato dalla capacità di adattarsi a condizioni complesse. Mettere a loro disposizione informazioni più precise significa integrare questa esperienza con strumenti utili a prendere decisioni consapevoli e a ridurre il peso delle attività manuali e delle valutazioni basate su dati incompleti.
In questo modo, i dati possono diventare una leva di autonomia, non soltanto per migliorare la pianificazione e la resa delle colture, ma anche per comprendere che cosa sia meglio produrre, quando raccogliere e come valorizzare i prodotti sul mercato.
Coltivare nuove opportunità attraverso i dati
I micro-agricoltori sudafricani non sono soltanto custodi della terra, ma anche un punto di riferimento per comunità particolarmente esposte all’insicurezza alimentare. Il loro lavoro mostra come la gestione responsabile delle risorse, la riduzione degli sprechi e l’accesso a informazioni di qualità possano contribuire a costruire sistemi alimentari più sostenibili.
Questo progetto di SAS, azienda globale che supporta le organizzazioni a prendere decisioni consapevoli attraverso i dati e l’intelligenza artificiale, mostra il valore che nasce dall’incontro tra analytics, collaborazione e conoscenza del territorio. In questo ambito, dati trasparenti e affidabili consentono di tracciare un percorso scalabile, capace di accompagnare le attività agricole verso una pianificazione più efficace, un migliore accesso al mercato e nuove opportunità economiche.




























































