L’Italia ha le basi per contribuire alla sovranità tecnologica europea: una strategia nazionale, una ricerca di primo livello e una filiera industriale in fase di sviluppo

Quantum computing cloud pexels

Mentre la Cina investe miliardi e gli Stati Uniti puntano su velocità di attuazione industriale, l’Europa cerca di coordinare ricerca, infrastrutture e produzione attraverso la Quantum Europe Strategy e il futuro Quantum Act. Con la strategia nazionale adottata nel 2025, l’Italia si inserisce in questo percorso: secondo il documento, il Paese è settimo al mondo per pubblicazioni nel quantum computing, con oltre 4.200 lavori, e dispone di un ecosistema attivo nella fotonica, nelle comunicazioni, nel software e nella sensoristica.

L’Italia può già contare su una base solida da cui accelerare: un ecosistema accademico e di ricerca di alto livello, infrastrutture di supercalcolo di rilevanza europea e una crescente attenzione strategica da parte degli attori pubblici e finanziari. Anche la Strategia nazionale adotta un’impostazione lungimirante, prevedendo obiettivi misurabili, monitoraggio periodico e cicli di valutazione e aggiornamento. Questi elementi offrono al Paese una piattaforma credibile per trasformare l’eccellenza scientifica in competenze, applicazioni e capacità industriale.

Dalla strategia all’esecuzione: l’Italia verso la scala industriale

La leadership nel mercato globale richiede la capacità di trasformare l’eccellenza scientifica in soluzioni industriali. L’esperienza maturata dall’Europa nell’intelligenza artificiale e nei semiconduttori mostra quanto sia importante accelerare questo passaggio. In questa direzione, il futuro Quantum Act europeo è concepito per rafforzare ricerca e innovazione, capacità industriale e resilienza delle catene di fornitura. Per l’Italia, le priorità sono ampliare l’accesso all’hardware, rafforzare le filiere nazionali ed europee e accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca verso il mercato.

“La sovranità tecnologica richiede applicazioni portabili tra architetture diverse. Imprese e istituzioni devono poter sviluppare e conservare la propria proprietà intellettuale, testarla su infrastrutture differenti e farla evolvere insieme alla tecnologia”, afferma Nir Minerbi, CEO e co-fondatore di Classiq.

Dal laboratorio al mercato: conta la capacità di attuazione industriale

Il quantum computing sta entrando in una fase orientata alle applicazioni. Le sperimentazioni nei settori automobilistico, farmaceutico, finanziario ed energetico mostrano il potenziale della tecnologia. Tra gli esempi disponibili, la collaborazione di Classiq con BMW e NVIDIA ha esplorato l’uso di algoritmi e simulazioni quantistiche per individuare configurazioni ottimali di motori elettrici, batterie e sistemi di raffreddamento, migliorando l’efficienza e riducendo gli sprechi energetici. Il valore di questi progetti risiede soprattutto nei metodi di sviluppo riutilizzabili che consentono alle organizzazioni di prepararsi alla maturazione dell’hardware.

In attesa di computer quantistici pienamente scalabili, le organizzazioni possono già costruire competenze e architetture capaci di evolvere nel tempo. Ciò richiede una visione dell’intero stack, dall’infrastruttura fisica alla modellazione, fino all’esecuzione degli algoritmi. In questo quadro si collocano piattaforme di sviluppo ad alto livello come quella di Classiq, che permette di modellare, sintetizzare, ottimizzare ed eseguire programmi quantistici su hardware e simulatori diversi, riducendo il rischio di lock-in e accelerando il passaggio dai prototipi alle soluzioni operative.

Tecnologia, sicurezza e sovranità: perché i governi investono ora

La capacità di governare l’intero stack assume un valore strategico anche sul piano della sicurezza e della protezione delle infrastrutture. La crescita della “quantum utility” estende l’interesse dei governi dal potenziale economico alla sicurezza e alla difesa. Negli Stati Uniti, per esempio, il programma RoQS della DARPA punta a portare i sensori quantistici dal laboratorio a condizioni operative reali.

In Europa, la Quantum Europe Strategy integra ricerca, infrastrutture e industrializzazione con sicurezza e difesa, contribuendo a rafforzare l’autonomia strategica e la resilienza dell’ecosistema quantistico europeo.

In Italia, la Strategia nazionale collega tecnologie quantistiche, sicurezza, resilienza e autonomia. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha inoltre aggiornato le proprie linee guida crittografiche, incluse quelle sul protocollo TLS, e pubblicato indicazioni sulla crittografia quantum-safe. In questo quadro, sovranità significa poter scegliere partner e infrastrutture mantenendo il controllo delle applicazioni e delle competenze.

La cooperazione come chiave della sovranità

Il quantum computing pone nuove esigenze tecniche, economiche e politiche. Richiede una collaborazione più stretta tra fisica, informatica, ingegneria e competenze di settore, e solleva questioni decisive sulla sicurezza dei dati nell’era post-quantistica. Il coordinamento europeo dovrà collegare ricerca, industria e infrastrutture, rafforzando la governance e la resilienza della filiera. Per l’Italia sarà essenziale mettere in rete università, centri di ricerca, infrastrutture HPC, imprese e partner europei, condividendo conoscenze, moltiplicando i progetti pilota e favorendo un ecosistema integrato.

L’Europa e l’Italia hanno l’opportunità non solo di seguire l’evoluzione del quantum, ma di contribuire a orientarla. Per Classiq, il passo più immediato consiste nell’avviare oggi programmi applicativi, anche prima della piena maturità dei computer fault-tolerant, utilizzando astrazioni software portabili e sperimentazioni mirate nei settori strategici. In questo modo, la ricerca può diventare competenza industriale e la sovranità tecnologica può tradursi in capacità concreta.