
Mentre il mercato americano discute della concentrazione della capitalizzazione di mercato nelle Magnifiche Sette, l’Europa sta formando un proprio gruppo di aziende comparabili per peso di mercato, copertura settoriale e rilevanza per gli investimenti. ASML, SAP, LVMH, Novo Nordisk, Siemens, TotalEnergies e UniCredit sono sette società con una capitalizzazione di mercato complessiva pari a migliaia di miliardi di euro, leader nei rispettivi settori su scala globale.
I risultati del primo trimestre 2026 mostrano che i campioni europei non si limitano a sopravvivere: stanno plasmando trend strutturali che vanno ben oltre l’Europa.
COSA ACCOMUNA LE “SETTE” EUROPEE – E COSA LE DISTINGUE DA QUELLE AMERICANE
“Le Magnifiche Sette americane sono unite da un’unica narrativa: IA, effetti di piattaforma e focus sulla tecnologia. Le “Sette” europee hanno una struttura fondamentalmente diversa: sono diversificate per settori all’interno di un unico paniere. Esistono caratteristiche strutturali comuni. Tutte e sette sono leader globali indiscussi nei rispettivi settori. Tutte generano flussi di cassa liberi sostenibili. Tutte operano su scala globale anziché regionale. Ma i loro profili di investimento differiscono radicalmente. TotalEnergies beneficia proprio dei fattori – lo shock petrolifero – che stanno penalizzando LVMH, ossia la perdita del mercato mediorientale. Novo Nordisk affronta pressioni sui prezzi nel più grande mercato statunitense proprio mentre UniCredit beneficia dello stesso ciclo europeo di tassi elevati che pesa su altri settori. ASML e SAP sono le uniche due, tra le sette, direttamente inserite nel ciclo delle infrastrutture per l’IA come fornitori” spiega Francesco Bergamini, Rappresentante di Freedom24 in Italia (agente collegato autorizzato) – società internazionale di broker online.
“È proprio questa eterogeneità – prosegue Bergamini – a sostenere l’approccio di portafoglio alle “Big Seven” europee: a differenza della controparte americana, dove un calo del sentiment sull’IA colpisce simultaneamente tutti e sette i titoli, il portafoglio europeo offre una diversificazione settoriale incorporata, ed è qui che risiede la sua forza”.
ASML: UN MONOPOLIO AL CENTRO DEL BOOM GLOBALE DELL’IA
ASML (Paesi Bassi, ticker ASML) è l’unico produttore al mondo di macchine per litografia EUV per la produzione dei chip più avanzati. Senza le sue apparecchiature, nessun produttore al mondo — né TSMC, né Samsung, né Intel — è in grado di produrre chip di ultima generazione.
Per il primo trimestre 2026, ASML ha riportato vendite nette pari a 8,8 miliardi di euro, un margine lordo del 53,0%, un margine operativo del 36,0% e un utile netto di 2,8 miliardi di euro, pari al 31,4% dei ricavi. L’EPS si è attestato a 7,15 euro. Il management ha alzato la previsione per l’intero 2026: ricavi compresi tra 36 e 40 miliardi di euro, con un margine lordo del 51-53%.
L’obiettivo di lungo periodo della società è raggiungere 44-60 miliardi di euro di ricavi entro il 2030, sostenuti dalla domanda costante proveniente dalle infrastrutture per l’IA: i clienti stanno ampliando la capacità e aumentando gli investimenti in conto capitale in risposta a un deficit di performance. ASML prevede di incrementare la produzione di EUV Low NA ad almeno 60 sistemi nel 2026 e 80 nel 2027.
Rischio chiave: le restrizioni statunitensi all’export sulle spedizioni di apparecchiature verso la Cina continuano a limitare una parte del mercato target. La decisione di interrompere la comunicazione dei dati sugli ordini nei report trimestrali crea ulteriore incertezza nella valutazione della domanda prospettica.
SAP: IL RITORNO NEL CLOUD DEL GIGANTE EUROPEO DEL SOFTWARE
SAP (Germania, ticker SAP) è il più grande fornitore al mondo di software enterprise per ricavi, in concorrenza con Oracle e Microsoft nel segmento ERP.
Primo trimestre 2026: il current cloud backlog è cresciuto a 21,9 miliardi di euro (+20% su base annua, +25% a cambi costanti). I ricavi cloud sono aumentati del 27% a cambi costanti, raggiungendo 6,0 miliardi di euro. I ricavi della Cloud ERP Suite: +30% a cambi costanti. Ricavi totali pari a 9,6 miliardi di euro (+12% a cambi costanti). Utile operativo non-IFRS pari a 2,9 miliardi di euro (+24% a cambi costanti). Margine operativo al 30,0%, in aumento di 2,9 punti percentuali su base annua.
Secondo Gartner Research, SAP sta crescendo 15 punti percentuali più rapidamente rispetto al mercato globale delle applicazioni cloud enterprise. Tra i clienti che hanno avviato programmi nel primo trimestre 2026 figurano ConocoPhillips, Thales e PayPal.
Nel gennaio 2026, SAP ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 10 miliardi di euro, che durerà fino alla fine del 2027. La prima tranche è stata completata al 1° aprile 2026.
Rischio chiave: la CFO Dominique Azam ha avvertito di un rallentamento atteso della crescita dei ricavi cloud nel secondo trimestre — alcuni effetti trimestrali sono stati una tantum, e il conflitto in Iran ha spinto diversi clienti governativi e corporate a passare in modalità “risposta immediata alla crisi”, rinviando la conclusione degli accordi.
LVMH: LA GUERRA IN IRAN HA COLPITO IL SEGMENTO CORE
LVMH (Francia, ticker MC) è il più grande gruppo mondiale del lusso, composto da oltre 75 marchi: Louis Vuitton, Christian Dior, Tiffany, Bulgari, Sephora, Moët & Chandon e decine di altri.
Primo trimestre 2026: ricavi pari a 19,1 miliardi di euro, in calo del 6% su base like-for-like, crescita organica +1%. Per divisione: Watches & Jewellery +7% organico, Wines & Spirits +5%, Selective Retailing +4%, Perfumes & Cosmetics 0%. Fashion & Leather Goods — la divisione chiave del gruppo — è scesa del 2% a livello organico.
La ragione del rallentamento in Fashion & Leather Goods è indicata esplicitamente nel comunicato stampa ufficiale: il conflitto in Medio Oriente. Il Medio Oriente — uno dei mercati più importanti per LVMH — ha registrato un calo sia dei flussi turistici sia della domanda locale. La società stima l’impatto negativo del conflitto in Iran in circa 1 punto percentuale di crescita organica nel trimestre.
A livello regionale: gli Stati Uniti hanno iniziato bene l’anno; Europa e Giappone sono rimasti stabili nonostante il calo dei flussi turistici; l’Asia, escluso il Giappone, ha proseguito la ripresa. Il Medio Oriente ha registrato un calo particolarmente marcato.
La tesi di lungo periodo resta valida: il portafoglio di LVMH è diversificato per categorie, marchi e aree geografiche in modo tale che nessuno shock singolo sia in grado di colpire contemporaneamente tutte le divisioni. Tuttavia, il rallentamento della divisione di punta Fashion & Leather Goods è un segnale strutturale che richiede monitoraggio.
NOVO NORDISK: LA PRESSIONE SUI PREZZI NON FERMA I VOLUMI
Novo Nordisk (Danimarca, ticker NVO) è la più grande società biofarmaceutica europea per capitalizzazione di mercato, produttrice di farmaci GLP-1: Ozempic, Wegovy, Rybelsus.
Primo trimestre 2026 (report pubblicato il 6 maggio 2026): vendite nette pari a 96,8 miliardi di corone danesi (15,2 miliardi di dollari), in aumento del 32% a cambi costanti. Le vendite di Wegovy (iniezioni) sono cresciute del 12% su base annua, raggiungendo 18,2 miliardi di corone danesi. Ozempic ha registrato un leggero calo, ma ha superato le aspettative. La categoria Obesity care: +22% a cambi costanti.
Le compresse di Wegovy sono state lanciate negli Stati Uniti il 5 gennaio 2026: nella settimana terminata il 17 aprile, le prescrizioni settimanali hanno superato quota 200.000. In totale, nel primo trimestre sono state emesse circa 1,3 milioni di prescrizioni e oltre 2 milioni dal lancio: il lancio più forte di qualsiasi GLP-1 nella storia degli Stati Uniti. A marzo, la FDA ha approvato Wegovy HD (iniezione da 7,2 mg): nello studio STEP UP, il farmaco ha consentito una perdita di peso del 20,7%.
Sfida analitica chiave: i volumi stanno crescendo a ritmi record, ma i prezzi stanno diminuendo. Le vendite rettificate del primo trimestre, escludendo lo storno una tantum della riserva 340B da 4,2 miliardi di dollari, sono scese del 4% a cambi costanti a causa di prezzi realizzati più bassi. L’outlook 2026 è stato rivisto al rialzo: vendite e utile operativo rettificati sono ora attesi in calo del 4-12% a cambi costanti, rispetto alla precedente previsione di -5/-13%.
Novo ha inoltre annunciato il lancio di Ozempic in compresse in oltre 70.000 farmacie statunitensi: per i pazienti diabetici assicurati, il prezzo è di 25 dollari per un ciclo di tre mesi. Si tratta di una scommessa importante: una riduzione di prezzo superiore al 95% in previsione di un’esplosione proporzionale dei volumi.
SIEMENS: “ONE TECH COMPANY” E ORDINI RECORD PER SMART INFRASTRUCTURE
Siemens (Germania, ticker SIE) è il più grande conglomerato industriale e tecnologico europeo: Digital Industries (automazione, software industriale), Smart Infrastructure (energia per gli edifici), Mobility (trasporto ferroviario).
Primo trimestre FY2026 (ottobre-dicembre 2025): ordini pari a 21,4 miliardi di euro (+10% su base comparabile). Ricavi pari a 19,1 miliardi di euro (+8% su base comparabile). Utile operativo dell’Industrial Business: 2,9 miliardi di euro (+15%), margine al 15,6%. Digital Industries: ordini +13%, ricavi +10%, utile operativo +37% a 804 milioni di euro, margine al 17,8%. Smart Infrastructure: ordini +22% a un record di 7,2 miliardi di euro.
Siemens sta attraversando una trasformazione strategica nell’ambito del programma ONE Tech Company: la società ha annunciato il deconsolidamento di Siemens Healthineers per concentrarsi su un portafoglio industriale e tecnologico ad alta sinergia. Outlook per il FY2026: crescita dei ricavi del 6-8% su base comparabile, EPS pre PPA pari a 10,40-11,00 euro.
Acquisizioni di riferimento: l’operazione Altair Engineering (software di simulazione industriale, 9,5 miliardi di euro) è stata completata; la chiusura dell’operazione Dotmatics (software R&D per le scienze della vita, 5,1 miliardi di dollari) è attesa. Entrambe le operazioni ampliano il nucleo software di Digital Industries.
TOTALENERGIES: LA GUERRA COME CATALIZZATORE INATTESO
TotalEnergies (Francia, ticker TTE) è la più grande società europea del petrolio, del gas e dell’energia, impegnata ad ampliare costantemente la propria quota di energie rinnovabili.
Primo trimestre 2026: utile netto pari a 5,8 miliardi di dollari (+48,7% su base annua). Utile netto rettificato pari a 5,4 miliardi di dollari (+28,6%), superiore alle attese degli analisti (5,0 miliardi di dollari). EPS rettificato pari a 2,45 dollari (+34%). EBITDA rettificato pari a 12,6 miliardi di dollari (+20%). Ricavi pari a 49,5 miliardi di dollari (+3,6%). Flusso di cassa operativo (CFFO) pari a 8,6 miliardi di dollari (+23%).
Il conflitto in Iran ha avuto un duplice effetto: da un lato, circa il 15% della produzione di TotalEnergies nella regione è stato sospeso. Dall’altro, gli elevati prezzi di petrolio e gas, così come la volatilità del mercato, hanno garantito un trimestre di trading eccezionalmente redditizio. La produzione di GNL è aumentata del 12% trimestre su trimestre. Il CEO Patrick Pouyanné ha dichiarato: “Il nostro modello integrato diversificato ci ha consentito di cogliere il rialzo dei prezzi”.
Sviluppi strategici chiave nel primo trimestre: è ripresa la costruzione del progetto Mozambique LNG con un budget rivisto di 20 miliardi di euro; nuove riserve petrolifere in Congo nell’ambito della licenza Moho; avvio di nuovi giacimenti in Angola e Libia. La generazione da rinnovabili è cresciuta del 20% su base annua, raggiungendo una capacità installata di 35,6 GW.
UNICREDIT: VENTUNESIMO TRIMESTRE RECORD CONSECUTIVO E LA CACCIA A COMMERZBANK
UniCredit (Italia, ticker UCG) è la più grande banca italiana e una delle principali banche dell’eurozona, presente in 13 Paesi.
Primo trimestre 2026: utile netto pari a 3,22 miliardi di euro, superiore del 19,2% rispetto alla stima di consensus di 2,70 miliardi di euro e oltre la previsione individuale più ottimistica, pari a 2,85 miliardi di euro. I ricavi totali, pari a 6,87 miliardi di euro, hanno superato il limite superiore del range di previsione di 6,15-6,69 miliardi di euro. Le commissioni e i ricavi assicurativi sono cresciuti del 7,8% su base annua, raggiungendo 2,51 miliardi di euro. Il margine di interesse netto è stato pari a 3,59 miliardi di euro, in calo del 2,0% su base annua ma superiore al consensus.
UniCredit si colloca al primo posto tra le banche europee per metriche chiave: RoTE del 26%, rispetto alla media di settore del 15%; cost/income ratio del 33,4%, rispetto a una media del 49,7%; e generazione organica di capitale pari a 98 punti base, rispetto alla media di 27 punti base.
Sul fronte dei risultati record, UniCredit ha alzato la previsione di utile netto per il 2026 da “circa 11 miliardi di euro” ad “almeno 11 miliardi di euro” — una formulazione che sposta il benchmark da target a minimo garantito. Nello stesso giorno, la banca ha lanciato ufficialmente un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria su Commerzbank dopo aver superato la soglia di possesso del 30% (partecipazione diretta di circa il 27% più strumenti finanziari).
Nonostante presenti le migliori metriche storiche del settore, UniCredit tratta a sconto rispetto all’indice STOXX Europe 600 Banks: il suo rapporto prezzo/utili prospettico – cioè il rapporto tra il prezzo di mercato del titolo e gli utili attesi – è pari a 8,9 volte, rispetto alle 9,9 volte della media del settore. Il management indica costantemente questo divario come un’opportunità di investimento.
TABELLA COMPARATIVA: LE “BIG SEVEN” EUROPEE NEI DATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026
|
Società |
Settore |
Metrica chiave Q1 2026 |
Crescita su base annua |
Principale catalizzatore |
|
ASML |
Apparecchiature per semiconduttori |
Ricavi 8,8 miliardi di euro, margine 53% |
Sopra le attese |
Chip IA, monopolio EUV |
|
SAP |
Software enterprise |
Ricavi cloud 6,0 miliardi di euro, backlog 21,9 miliardi di euro |
+27% cloud |
Migrazione al cloud ERP |
|
LVMH |
Beni di lusso |
Ricavi 19,1 miliardi di euro, crescita organica +1% |
-6% (effetto cambio) |
Asia, USA |
|
Novo Nordisk |
Farmaceutica |
Vendite 96,8 miliardi di corone danesi |
+32% nei volumi GLP-1 a cambi costanti |
GLP-1, crescita dei volumi |
|
Siemens |
Tecnologie industriali |
Ricavi 19,1 miliardi di euro, utile +15% |
+8% su base comparabile |
Automazione IA |
|
TotalEnergies |
Energia |
Utile rettificato 5,4 miliardi di dollari |
+29% |
Petrolio oltre 100 dollari, GNL |
|
UniCredit |
Banche |
Utile netto 3,22 miliardi di euro |
+16% |
Commissioni, efficienza |
“Le “Magnifiche Sette” europee non sono soltanto una costruzione di marketing. Sono sette società competitive a livello globale, ciascuna delle quali detiene una posizione dominante nel proprio settore, come confermato dai risultati finanziari verificati del primo trimestre 2026. ASML è un monopolio nell’EUV, SAP è leader nel cloud ERP, LVMH è il più grande gruppo del lusso al mondo, Novo Nordisk è l’architetto della rivoluzione GLP-1, Siemens è il punto di riferimento delle tecnologie industriali, TotalEnergies è uno dei player integrati dell’energia più redditizi e UniCredit è la grande banca più efficiente dell’eurozona per RoTE” conclude Bergamini.
Nessuna di queste società rappresenta un sostituto dei giganti tecnologici americani. Ma insieme formano un caso di investimento sempre più difficile da ignorare: la leadership europea in settori in cui gli Stati Uniti non hanno player comparabili oppure sono strutturalmente in ritardo.




























































