Secondo il Global Cloud Storage Index 2026 di Wasabi, criteri ESG, efficienza infrastrutturale e strumenti di misurazione della carbon footprint pesano sempre di più nella scelta dei provider cloud.

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L’Italia ha superato il proprio Overshoot Day il 3 maggio 2026, la data simbolica in cui il Paese ha esaurito le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco dell’anno. Da quel momento, il consumo nazionale procede “a debito” rispetto alla capacità rigenerativa del pianeta, rendendo ancora più urgente una riflessione su modelli di sviluppo, consumo e innovazione più sostenibili.

In questo scenario, la sostenibilità non riguarda più solo le abitudini individuali o le politiche ambientali, ma diventa sempre più un parametro concreto nelle decisioni di acquisto relative a infrastrutture dati, cloud storage e strategie di gestione dei workload aziendali. Secondo il Global Cloud Storage Index 2026 di Wasabi Technologies, il 44% delle organizzazioni italiane indica la sostenibilità tra i principali criteri nella scelta di un provider di cloud storage – secondo fattore più importante dopo la protezione dei dati in Italia (53%) – includendo elementi quali l’efficienza dell’architettura infrastrutturale, le iniziative e gli impegni assunti dal provider, nonché strumenti integrati per il calcolo della carbon footprint.

Il dato posiziona l’Italia tra i Paesi europei più attenti al tema: subito dopo la Germania, dove la sostenibilità viene indicata dal 52% delle organizzazioni, e davanti a Francia (42%) e Regno Unito (31%). Il valore italiano risulta inoltre superiore a quello registrato negli Stati Uniti (37%).

Questa attenzione si inserisce in un contesto in cui cloud storage e infrastrutture dati assumono un ruolo sempre più strategico. Il 59% delle aziende europee prevede di aumentare la spesa in infrastruttura a supporto dell’IA, mentre il 65% dei budget AI è destinato a dati, storage e potenza di calcolo. In Italia, la quota di aziende pronte ad aumentare gli investimenti in infrastruttura AI sale al 63%.

“La sostenibilità sta diventando parte integrante delle decisioni infrastrutturali delle aziende. Per molte organizzazioni, scegliere un provider cloud significa valutare non solo performance e costi, ma anche la capacità di supportare obiettivi ESG, ridurre l’impatto ambientale e offrire strumenti concreti, come il monitoraggio della carbon footprint, per prendere decisioni più consapevoli e responsabili nel lungo periodo”, dichiara Eric Peters, Country Manager Southern Europe, Wasabi Technologies.

I dati confermano come la sostenibilità stia passando da tema reputazionale a criterio operativo: dalla possibilità di misurare la carbon footprint alla scelta di architetture più efficienti, le imprese iniziano a collegare le proprie strategie ESG alle decisioni infrastrutturali quotidiane.