Matteo Perego di Cremnago sottosegretario alla Difesa: “Per adottare l’intelligenza artificiale servono persone innovative e competenti”

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Matteo Perego di Cremnago, Sottosegretario di Stato alla Difesa è intervenuto alla 22esima edizione della rassegna “Futuro Direzione Nord” presso Assolombarda a Milano. La kermesse è promossa dalla Fondazione Stelline insieme a Inrete, in collaborazione con Assolombarda e con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano. Prendendo la parola ha spiegato: “In attesa di arrivare (se mai) al Master Algorithm, l’algoritmo che controlli tutti gli altri, che porti all’era della super intelligenza e infine all’egemonia globale, l’adozione dell’intelligenza artificiale da parte di paesi, ministeri della difesa e forze armate in giro per il mondo sarà verosimilmente graduale. Le ragioni sono molteplici: per adottare l’intelligenza artificiale, anche solo all’interno di processi aziendali esistenti, servono persone innovative e competenti. Ma queste sono difficili da reclutare addirittura nel mondo commerciale.

cybersecurity“È poi necessaria un’organizzazione con una cultura aperta alle novità e al rischio, che quindi non penalizzi chi prova a modernizzare le strutture esistenti. Le forze armate, necessariamente, devono invece minimizzare i rischi. Sono poi necessarie strutture fisiche per la raccolta, la gestione e lo sfruttamento dei dati. Queste richiedono investimenti che vanno a fare competizione con carri armati, caccia e sottomarini. Questo è un compito politico che richiede visione da parte della leadership e supporto politico interno ed esterno alle forze armate e alla difesa”.

Che cosa può fare la Regione per fare spazio alla sicurezza nei piani di sviluppo?

Direzione-Nord-panel-17.30In un contesto in cui l’attenzione alla sicurezza è sempre più importante per le imprese lombarde, cosa può fare la Regione per inserire nei suoi programmi di sviluppo economico anche questi temi? Lo spiega l’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi:

“La Regione vuole giocare un ruolo di sano rapporto pubblico-privato, quindi non indicare la strada alle aziende, ma sostenerle nel raggiungere gli obiettivi che si sono prefissate il più velocemente possibile. Abbiamo deciso di non avere più un ruolo di sostegno solo rispetto alle imprese, ma anche rispetto ai settori. Voglio ricordare quanto oggi sia importante per le aziende la sicurezza dei propri dati, che, insieme all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e a tutto ciò che è innovazione dal punto di vista informatico e della velocità con cui arrivano le informazioni, provocano un’accelerazione della velocità di esecuzione funzionali alla competitività. Diventa quindi necessaria la sicurezza nei confronti di quei dati, prioritaria per chi gioca un ruolo internazionale”.

Al panel “Obiettivo innovazione: Intelligenza artificiale e cybersicurezza per imprese e pubbliche amministrazioni” è intervenuto anche Stefano Rebattoni, Vice Presidente Assolombarda per la Transizione digitale e Innovazione tecnologica, racconta il ruolo di Assolombarda, che cerca “di fare da cerniera di trasmissione con il mondo dell’impresa, dando strumenti riassumibili in tre categorie: promozione di una cultura del digitale, formazione e accompagnamento. In un momento in cui le sfide sono complesse, serve il contributo di tutti, sapendo che ci sono risorse, politiche industriali e digitali, oltre alla capacità di poterle mettere in opera. Forse serve solo un po’ di coraggio per abbracciare questo cambiamento”.

Giampiero Petrosi, Regional Vice President Sales Engineering Southern Europe Rubrik, racconta invece come, dieci anni fa, l’azienda sia nata proprio dalla necessità di gestire un grande ammasso di dati “pari a 60 trilioni di gb, che avevano anche bisogno di una protezione. Mettere la sicurezza al centro ha garantito che gli eventi che si stavano succedendo – i primi attacchi informatici – non avessero terreno fertile per compromettere il dato. Ma non è bastato, perché anche il cybercrime è diventato un’industria in crescita, e di conseguenza l’evoluzione ha portato diverse forme di attacco. Abbiamo dovuto introdurre tecnologie innovative, anche per capire cosa stavamo trattando. L’intelligenza artificiale fa parte del core dell’azione perché ci viene in aiuto anche per automatizzare dei processi che, se gestiti dall’uomo, possono contenere errori”.

Le nostre sfide tecnologiche sono legate però anche all’hardware, la componente fisica che poi abilita lo sviluppo di algoritmi più avanzati. A spiegare questo aspetto è Luca Gaslini, End User Sales Director, HP Italy: “Stiamo lavorando in un contesto nuovo, quello del lavoro ibrido, che ci espone a rischi maggiori e che impone, a noi produttori di tecnologia, di fornire attrezzature adeguate. HP ha coniato un brand di riferimento, HP Wolf, che offre varie soluzioni senza sostituirsi ad aziende come quelle che operano in ambito di cybersecurity, ma vogliamo che i nostri prodotti abbiamo anche un minimo di sicurezza a protezione dei dati dei nostri clienti. E poi c’è un tema AI attuale che si lega al discorso sicurezza, perché se da una parte facilita chi vuole attaccare, dall’altra aiuta a intercettare l’attacco prima ancora che l’antivirus entri in funzione”.

Al panel è intervenuto anche Gianfranco Librandi, Ower e CEO TCI Group: “La tecnologia italiana ed europea è molto forte grazie alla collaborazione con partner tecnologici di livello. L’intelligenza artificiale ci può aiutare a livello di competitività, e il fatto che l’Europa abbia approvato una normativa in questo senso è importante. L’Italia è presente dal punto di vista della capacità di reagire all’aggressione sia dei brevetti che dell’AI usata male”.