A Trento Nord prende forma la prima linea sperimentale a grandezza reale di RailEVO, che, con 200 metri di infrastruttura interamente dedicata ai test operativi, segna il passaggio dalla progettazione alla validazione sul campo. 

RailEVO

La mobilità italiana sta attraversando una trasformazione radicale, segnata da sfide strutturali e nuove abitudini. Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) su ferro, in particolare, sta attraversando una fase di sofferenza: tra il 2019 e il 2024 si è registrato un taglio del 9% nell’offerta dei servizi regionali ferroviari, con una diminuzione dei passeggeri pari all’11%. Allo stesso tempo, però, la domanda di mobilità dei cittadini si è accorciata, sottolineando l’importanza degli spostamenti di prossimità: l’81% dei viaggi avviene entro i 10 km, con la lunghezza media che è scesa, nel primo semestre del 2025, a 9,2 km (contro gli 11,2 km del 2019)1. Questi dati, evidenziando lo scollamento tra un’offerta ferroviaria tradizionale e una domanda di mobilità sempre più frammentata e locale, spingono quindi a ripensare il servizio sulle tratte secondarie, passando a modelli flessibili capaci di intercettare questa nuova esigenza di prossimità senza disperdere il patrimonio infrastrutturale esistente.

È in questa lacuna strutturale che si inserisce RailEVO, progetto innovativo nel panorama mobility-tech italiano nato con l’obiettivo di rivoluzionare il trasporto ferroviario locale. Supportato da Mudra, RailEVO propone quello che è il primo taxi ferroviario al mondo: un sistema basato su capsule autonome on demand, progettate per garantire maggiore flessibilità, continuità del servizio ed efficienza operativa proprio su quelle linee locali ora a rischio. Oggi, questa visione entra in una fase industriale concreta: a Trento Nord prende forma la prima linea sperimentale a grandezza reale di RailEVO, che, con 200 metri di infrastruttura interamente dedicata ai test operativi, segna il passaggio dalla progettazione alla validazione sul campo.

Dalla visione alla realtà: la tecnologia del “taxi ferroviario” alla prova dei test operativi

Per valorizzare la capillare ma spesso sottoutilizzata rete ferroviaria secondaria italiana, RailEVO si configura come una risposta tecnologica mirata, capace di offrire un modello di mobilità sostenibile, adattivo e integrato. Il prossimo step del progetto prevede ora l’identificazione di un sito pilota dove poter elaborare un progetto di fattibilità preliminare che consideri l’utenza sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Elemento chiave per accelerare l’ingegnerizzazione dei componenti complementari alla soluzione sarà definire i soggetti industriali coinvolti, per poi attivare l’iter per ottenere l’abilitazione all’esercizio in un contesto di impianto fisso/TPL. Questo percorso passerà anche dalla raccolta di ulteriore capitale e dalla partecipazione diretta nelle attività di R&D, ognuno in funzione del proprio core business.

“Vedere un’idea visionaria trasformarsi oggi in un’infrastruttura reale e operativa è la dimostrazione che il capitale intelligente, quando incontra competenze verticali e una forte capacità di esecuzione, è in grado di generare un’innovazione tangibile e al servizio dei territori”, commenta Carlotta Silvestrini, fondatrice e Co-CEO di Mudra. “La transizione tecnologica e sostenibile della mobilità italiana richiede soluzioni coraggiose e alleanze strategiche. Con il successo della messa a terra di RailEVO, Mudra risponde concretamente a questa sfida e consolida definitivamente il proprio posizionamento come polo di riferimento nazionale per l’individuazione e lo sviluppo di progetti ad altissimo potenziale nei settori chiave della mobilità, delle infrastrutture e dell’industria avanzata”.