Il nuovo report Fortinet rivela che l’86% delle organizzazioni ha subito almeno una violazione nell’ultimo anno e che l’intelligenza artificiale apre nuove sfide per la sicurezza informatica

lavoro - lavoratori italiani - stanchezza - responsabili della sicurezza informatica problemi - intelligenza artificiale non gestita - recruiter FOBO - chi rischia il posto - guerra - AI in azienda - ottenere risultati skill gap motion array

Fortinet, leader globale nella cybersecurity che promuove laconvergenza tra networking e sicurezza, ha rilasciato il 2026 Global Cybersecurity Skills Gap Report, rivelando i problemi emergenti e persistenti che le organizzazioni devono fronteggiare per rispondere alla carenza di competenze in cybersecurity in unpanorama di rischio in costante evoluzione. Tra i risultati chiave dello studio globale:

La mancanza di competenze in cybersecurity rimane una delle principali causedelle gravi violazioni di sicurezza;
Sebbene i difensori stiano già utilizzando in modo efficace gli strumenti basati sullIA, è necessario aggiornare e riqualificare le competenze per trarre il massimo vantaggio da queste tecnologie avanzate;
Nonostante linsufficienza di investimenti, si stanno compiendo sforzi mirati per attrarre e trattenere i migliori talenti in cybersecurity.

La cybersecurity non è solamente una questione tecnica, ma riguarda il rischio aziendale strategico. Lo studio di questanno suggerisce che, sebbene generalmente i consigli di amministrazione ne riconoscono limportanza, sono necessari maggiori investimenti per far fronte alle sfide principaliquali le minacce emergenti legate allIA e la continua carenza di competenze e garantire la resilienza aziendale in un panorama sempre più complesso, dichiara Carl Windsor, CISO presso Fortinet.

In un contesto ad alto rischio, la cybersecurity deve avere la priorità

La mancanza di competenze in cybersecurity rimane una delle principali cause dellegravi violazioni di sicurezza nelle imprese. Lo studio rivela:

Il rischio è elevato: l86% delle organizzazioni riporta uno o più breach negli ultimi 12 mesi. Il 52% afferma che le violazioni sono costate loro più di 1 milione di dollari, in aumento rispetto al 38% del 2021. Le spese sono maggiori in Nord America, con 2 milioni di dollari come costo medio per ciascuna breach;
La carenza di competenze rimane una preoccupazione primaria: per il terzo anno consecutivo, i responsabili IT citano la mancanza di competenze in cybersecurity come una delle principali cause delle violazioni di sicurezza (56%). Il 51% afferma di aver bisogno soprattutto di professionisti senior, eppure il 49% fatica a ottenere lapprovazione per lassunzione di nuovi talenti. Ciò sorprendese si considera che il 50% dichiara che i dirigenti e persino i membri del CdAhanno subito sanzioni a causa di attacchi informatici.


L
utilizzo dellIA da parte dei dipendenti comporta nuove sfide in materia di cybersecurity che i consigli di amministrazione non riescono a comprendere. Il report evidenzia:

Limplementazione dellIA in azienda crea nuovi rischi: luso dellIA da parte dei dipendenti genera nuovi rischi, ma solo la metà (50%) dei decision maker ritiene che i membri del proprio CdA ne siano pienamente consapevoli;
Potrebbe emergere un nuovo divario di competenze: mentre ladozione dellIA continua, il 63% prevede che nei prossimi tre anni aumenterà la necessità di figure professionali specializzate nella supervisione e nella governance dellIA.

Nonostante linsufficienza di investimenti, gli sforzi in termini di certificazioni aumentano di anno in anno. Lo studio dimostra quanto segue:

Cresce la disponibilità a sostenere i costi delle certificazioni: il 92% degli intervistati dichiara che pagherebbe affinché un dipendente ottenga una certificazione, in aumento rispetto al 73% del 2025;
Ci sono iniziative dedicate allidentificazione e alla valorizzazione dei talenti:per reclutare professionisti da gruppi sottorappresentati, il 92% ricorre a stage, apprendistati, partnership e programmi. Il 71% riporta inoltre obiettivi formali di assunzione rivolti a bacini di talenti poco utilizzati.

 

LIA per la cybersecurity crea opportunità e sfide

Ladozione di strumenti di sicurezza basati sullIA è diffusa, poiché i decision maker vedono il suo potenziale nel supportare i team di cybersecurity. Dai risultati emerge:

Lampia adozione di strumenti di sicurezza basati sullIA: il 91% deipartecipanti sta utilizzando o sperimentando soluzioni di cybersecurity alimentate dallIA. Lo scetticismo o lincertezza sullIA per la cybersecurity è al 38%, in calo rispetto al 43% del report dello scorso anno;
Il supporto dellIA ai professionisti IT e di cybersecurity: l84% afferma che gli strumenti di sicurezza potenziati dallIA stanno aiutando i team IT e di sicurezza a essere più efficaci ed efficienti. Ciò è fondamentale visto che i difensori e i cybercriminali sono ora dotati della stessa tecnologia; il 44% degli intervistati citala difesa dagli attacchi informatici basati sullIA come una preoccupazione principale.

LIA sta ampliando il divario di competenze in cybersecurity, ma crescono parallelamenteanche le iniziative volte a colmarlo. I partecipanti al sondaggio condividono quanto segue:

Si sta investendo per lo sviluppo delle competenze: il 60% dei rispondenti afferma che la principale sfida di recruiting è trovare talenti di cybersecurity con esperienza specifica nellIA. Oggi, il 92% è propenso a investire in formazione o certificazioni di cybersecurity legate allIA nei prossimi 12 mesi;
Si stanno implementando programmi di riqualificazione: le organizzazioni dichiarano di aver bisogno di personale con nuove competenze per supportare ladozione dellIA, tra cui: sviluppo di modelli di IA (55%), supervisione degli strumenti di IA (54%) e automazione della sicurezza (52%). Il 59% delle aziendesta sviluppando programmi interni di formazione o riqualificazione per supportare ladozione dellIA, mentre il 52% sta acquistando servizi di formazione o riqualificazione da fornitori del settore.