
L’Elmec Innovation Summit si conferma, nella sua seconda edizione, un appuntamento chiave per comprendere l’evoluzione dell’IT aziendale. Più che una semplice vetrina tecnologica, l’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 400 tra partner e clienti dell’azienda varesina, ha messo al centro un concetto chiaro: l’innovazione deve generare valore concreto, misurabile in termini di risultati, governance e sicurezza.
Nasce Elmec Vision: la conoscenza diventa piattaforma
Uno dei principali annunci è stato il lancio di Elmec Vision, una piattaforma streaming (in stile Netflix) pensata per la divulgazione tecnica. Non un catalogo commerciale, ma uno spazio dove il know-how aziendale viene condiviso in modo diretto e accessibile.
L’idea nasce da un cambio di paradigma: i clienti non cercano più solo soluzioni tecnologiche, ma partner affidabili in grado di accompagnarli nella trasformazione digitale. Per questo Elmec ha deciso di valorizzare il proprio capitale interno di competenze, producendo oltre 100 contenuti realizzati dai propri specialisti.
I video, brevi e focalizzati (max 12 minuti di durata), si ispirano all’esperienza utente delle piattaforme di streaming: contenuti chiari, immediati e orientati all’utilità concreta. A questo si affianca Vision Magazine, una pubblicazione cartacea pubblicata tre volte l’anno e pensata per rafforzare il dialogo con clienti e stakeholder.
Le tre direttrici strategiche: infrastrutture, cybersecurity e AI
Durante il summit, il CEO Alessandro Ballerio ha evidenziato tre pilastri fondamentali per lo sviluppo di Elmec Informatica:
- Dalla tecnologia ai risultati
Le aziende oggi chiedono una cosa precisa: risultati di business. Non basta implementare tecnologie avanzate, è necessario dimostrare il loro impatto reale su produttività ed efficienza.
- Sovranità del dato e delle infrastrutture
In un contesto geopolitico incerto, emerge con forza il tema della data sovereignity. Le imprese vogliono mantenere il controllo sui propri dati e sulle infrastrutture, evitando dipendenze critiche da fornitori esterni.
- Sicurezza come elemento nativo
La cybersecurity non è più un’aggiunta, ma una componente strutturale di ogni progetto IT. Deve essere integrata “by design”, fin dalle prime fasi.
Infrastrutture: verso modelli ibridi e flessibili
Uno dei messaggi più forti emersi riguarda il superamento dell’approccio ideologico al cloud. Dopo anni di migrazioni massive, si assiste a un ritorno a modelli più equilibrati:
- Architetture ibride, dove ogni workload trova la sua collocazione ideale in base alle necessità di latenza e potenza computazionale.
- Riduzione del vendor lock-in grazie alla diversificazione tecnologica
- Maggiore attenzione alla portabilità dei dati e agli standard aperti
Proprio per queste ragioni Elmec ha investito in certificazioni e competenze su più vendor, permettendo di costruire ecosistemi flessibili e adattabili. Un esempio concreto: la migrazione di centinaia di macchine tra piattaforme diverse senza impatti operativi.
“Un altro punto critico è la consapevolezza infrastrutturale: molte aziende non hanno una visione chiara dei propri asset e workload. Da qui la necessità di assessment continui per ottimizzare costi e performance” ha spiegato Gianfranco Femia, Responsabile Managed Services di Elmec.
Cybersecurity: da reattiva a proattiva
In uno scenario nel quale ogni 21,5 secondi c’è una segnalazione di attacco informatico (in riferimento alle rilevazioni Elmec) la sicurezza informatica deve evolversi rapidamente. E’ chiaro quindi l’impossibilità di un approccio puramente reattivo.
Fortunatamente l’introduzione della Direttiva NIS2, ha imposto nuovi obblighi e responsabilità, soprattutto a livello manageriale. La conseguenza è un cambiamento culturale prima che tecnologico. Si passa da una compliance formale ad azioni concrete e misurabili. Non solo: deve cresce l’importanza nella formazione e nella consapevolezza delle risorse. Le persone sono ancora troppo fragili agli attacchi alle identità e di phishing, la cui efficacia è cresciuta da quando gli hacker utilizzano attivamente strumenti di intelligenza artificiale.
Intelligenza artificiale: dalla sperimentazione diffusa alla governance condivisa
Se nel 2025 l’intelligenza artificiale era ancora percepita come una tecnologia emergente, spesso guidata da entusiasmo e sperimentazione individuale, oggi il quadro è profondamente cambiato. All’Elmec Innovation Summit emerge chiaramente il passaggio a una fase più matura: l’AI non è più solo oggetto di esplorazione, ma leva concreta di trasformazione aziendale.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il cambio di approccio interno. Inizialmente, l’adozione era trainata principalmente da figure tecniche impegnate in attività di ricerca e sviluppo. Tuttavia, nel tempo è emerso un dato significativo: i casi d’uso più efficaci nascono direttamente dal business. Sono le funzioni operative, infatti, a individuare applicazioni concrete e ad alto impatto.
Per questo motivo, Elmec ha favorito un modello collaborativo, mettendo allo stesso tavolo competenze tecnologiche e figure di business. Questo ha permesso di:trasformare idee individuali in asset condivisi aziendali, far emergere applicazioni già avanzate sviluppate “dal basso” e accelerare l’adozione attraverso formazione e supporto mirato
Conclusione: innovazione guidata dalla consapevolezza
L’Elmec Innovation Summit 2026 evidenzia una direzione chiara: l’innovazione non è più solo tecnologia, ma consapevolezza, controllo e responsabilità.
Le aziende che sapranno integrare infrastrutture flessibili, sicurezza proattiva e intelligenza artificiale governata avranno un vantaggio competitivo reale.
E in questo scenario, iniziative come Elmec Vision dimostrano che condividere conoscenza non è solo comunicazione, ma una vera leva strategica.




























































