Agenda digitale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale

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La cabina di regia sull’Agenda digitale italiana ha la sua ufficialità da quando è stato pubblicato il decreto Semplificazioni. Verrà costituito l’organismo interministeriale come previsto dal ministro per lo Sviluppo economico con la collaborazione con quello della PA, della Coesione territoriale, dell’Istruzione e delle Finanze. L’Italia digitale è in fase embrionale

L’attesa è finita. L’Agenda digitale italiana è dal 9 febbraio un documento che ha sua ufficialità. Il decreto Semplificazioni è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale (Supplemento n. 27 alla Gazzetta Ufficiale del 9 febbraio 2012 n. 33 il decreto legge 9 febbraio 2012 n. 5), dopo essere stato approvato al Consiglio dei Ministri una settimana prima (3 febbraio).

 

E’ il primo atto che battezza la cabina di regia come organismo interministeriale addetto a realizzare i progetti e le realizzazioni in ambito digitale sul territorio nazionale. Lo conferma il testo che, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il ministro per la coesione territoriale, il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze, viene istituita, senza ulteriori spese a carico della finanza pubblica, “una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, coordinando gli interventi pubblici volti alla medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali.

 

Ora bisognerà iniziare la nuova fase, quella definita dagli addetti ai lavori “rivoluzionaria” per le sorti del Belpaese. L’Italia appare in ritardo rispetto agli altri Stati membri della Comunità europea soprattutto per lo sviluppo della rete attraverso la banda larga e la banda ultra-larga. E il digital divide è ancora alto (6%) tant’è che il Governo nei prossimi anni vorrebbe azzerarlo del tutto.

 

Per questo motivo molte associazioni hanno teso una mano ai responsabili di questo mastodontico progetto, cercando non solo il confronto ma anche proponendo nuove idee per cercare di sviluppare nel più breve tempo possibile una tecnologia all’altezza della posizione che l’Italia ha in Europa. I buoni propositi ci sono, ma presto si dovrà passare ai fatti. Abbiamo tutte le credenziali per poter riuscire nella grande impresa.