I finance leader continuano a dedicare tempo a processi operativi che potrebbero essere automatizzati, sottraendo risorse a pianificazione, gestione del rischio e formazione sull’AI

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Come cambierebbe il lavoro di un CFO se avesse un’ora in più, libera da riunioni, email e attività operative? La risposta dei finance leader restituisce un quadro piuttosto chiaro: quell’ora non verrebbe utilizzata per fare semplicemente di più, ma per dedicarsi ad attività che spesso finiscono in secondo piano.
Secondo i dati della SAP Concur Global CFO Survey, infatti, il 96% dei CFO utilizza ancora almeno in parte workflow manuali per il forecasting. Allo stesso tempo, sei su dieci vorrebbero impiegare un’ora aggiuntiva per approfondire l’intelligenza artificiale. Il contrasto è evidente: mentre alla funzione finance viene chiesto di avere una visione sempre più strategica, una parte del tempo continua a essere assorbita dalla gestione operativa.

«Oggi al CFO viene chiesto di avere una visione sempre più ampia del business, ma una parte importante del suo tempo è ancora assorbita da attività operative», afferma Andrea Piccinelli, Head of SAP Concur Italia. «C’è spazio per semplificare e automatizzare, recuperare quel tempo significa poterlo dedicare a ciò che richiede davvero il contributo del finance leader: capire dove sta andando l’azienda, valutare i rischi e prepararsi alle decisioni che verranno».

Più tempo per capire l’AI

L’interesse per l’intelligenza artificiale non riguarda soltanto l’adozione di nuovi strumenti, ma anche la necessità di comprenderne meglio le applicazioni. Imparare a utilizzare queste tecnologie può aiutare i finance leader a modellare i rischi, ridurre il lavoro manuale e migliorare le previsioni.
Il problema è che le attività quotidiane possono lasciare poco spazio all’apprendimento. Inserimento manuale dei dati, approvazioni e altri processi operativi continuano infatti a sottrarre tempo alla formazione e alla sperimentazione di nuove modalità di lavoro. Per questo l’aggiornamento delle competenze non dovrebbe riguardare soltanto i profili più junior, ma l’intera funzione finance. Acquisire familiarità con le nuove tecnologie può contribuire ad automatizzare processi importanti, come forecasting e gestione delle fatture, liberando a sua volta tempo per attività a maggior valore.

La strategia resta la priorità

L’altra grande destinazione dell’ora aggiuntiva è la pianificazione. Il 58% dei CFO indica la pianificazione strategica di lungo periodo tra le prime tre attività a cui dedicherebbe quel tempo, mentre il 22% la considera la propria priorità numero uno.
È un segnale della distanza tra la gestione reattiva che spesso caratterizza il lavoro quotidiano e la necessità di guardare oltre l’emergenza. In un contesto segnato da cambiamenti tecnologici e normativi, dedicare tempo alla pianificazione significa poter valutare con maggiore attenzione scenari e rischi.
Il 15% dei finance leader afferma infatti che utilizzerebbe l’ora aggiuntiva proprio per rivedere i rischi dell’azienda. La capacità di anticipare questi elementi diventa parte integrante di un ruolo che non si limita più a presidiare i numeri, ma contribuisce sempre più alle decisioni dell’organizzazione.

Fuori dai silos del finance

L’ora aggiuntiva non servirebbe però soltanto a guardare dentro la funzione finance. Il 49% dei CFO la utilizzerebbe per confrontarsi con i responsabili di altre funzioni, mentre il 13% vorrebbe ampliare la propria rete professionale.
È un altro l’ elemento che racconta l’evoluzione del ruolo, infatti, per comprendere priorità e criticità dell’organizzazione, il CFO ha bisogno di confrontarsi con le altre funzioni e di sviluppare una visione più ampia del business. Il rapporto con gli altri leader aziendali può aiutare a individuare opportunità di efficienza e crescita che rischierebbero altrimenti di rimanere nascoste dietro attività operative e reporting manuale.
La costruzione di relazioni è inoltre una delle attività che più difficilmente possono essere automatizzate. Il confronto diretto con colleghi e responsabili di altre aree permette di comprendere meglio esigenze e obiettivi che i soli dati finanziari non possono raccontare.

«Il CFO non può lavorare in isolamento rispetto al resto dell’azienda», continua Piccinelli. «Il fatto che quasi la metà dei CFO vorrebbe dedicare un’ora in più al confronto con gli altri responsabili di funzione dice qualcosa di importante sul ruolo che il finance sta assumendo. Conoscere meglio le priorità delle altre aree significa anche poter leggere i numeri in modo diverso, collegandoli alle esigenze e alle scelte del business».

Nota metodologica: i dati citati sono tratti dalla SAP Concur Global CFO Survey, condotta da Wakefield Research tra il 1° e il 20 aprile 2026 su un campione di 700 CFO in sette mercati: Australia e Nuova Zelanda, Canada, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.