Gli incendi boschivi rappresentano una minaccia crescente per il territorio italiano. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), nel corso del 2025 sono andati in fumo quasi 100.000 ettari di boschi, macchia mediterranea e aree naturali, interessati da oltre 1.900 incendi di grandi dimensioni, uno dei bilanci più pesanti degli ultimi anni. […]

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Gli incendi boschivi rappresentano una minaccia crescente per il territorio italiano. Secondo il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), nel corso del 2025 sono andati in fumo quasi 100.000 ettari di boschi, macchia mediterranea e aree naturali, interessati da oltre 1.900 incendi di grandi dimensioni, uno dei bilanci più pesanti degli ultimi anni.

I primi mesi del 2026 confermano questa tendenza: nei primi quattro mesi dell’anno sono già stati percorsi dal fuoco circa 4.000 ettari. Un dato particolarmente significativo se si considera che la stagione più critica deve ancora iniziare e che lo scorso anno circa l’85% degli incendi si è concentrato nei mesi estivi.

Di fronte a uno scenario sempre più complesso, tecnologie come droni, intelligenza artificiale e soprattutto Internet of Things (IoT) stanno diventando strumenti sempre più importanti a supporto delle attività di prevenzione e di gestione delle emergenze. Secondo 1NCE, azienda specializzata nella connettività IoT presente in oltre 170 Paesi, l’impiego di sistemi di monitoraggio intelligente può contribuire a ridurre di oltre il 50% la superficie interessata dagli incendi grazie alla capacità di individuare i focolai nelle primissime fasi del loro sviluppo.

La rapidità di intervento è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla possibilità di contenere un incendio prima che si propaghi. Le soluzioni IoT permettono di monitorare in modo continuo vaste aree boschive, comprese quelle difficilmente raggiungibili, rilevando anomalie ambientali già tra uno e sessanta minuti dall’innesco del fuoco.

Questo è possibile grazie a reti di sensori distribuiti sul territorio che misurano in tempo reale parametri come temperatura dell’aria e del suolo, umidità, livello di siccità, velocità del vento e altri indicatori ambientali. Quando vengono rilevate variazioni anomale, il sistema può generare automaticamente un’allerta, consentendo un intervento più tempestivo.

A completare il monitoraggio contribuiscono telecamere ottiche e termiche collegate alla rete IoT, capaci di trasmettere immagini continue e di individuare la presenza di fumo o punti di calore anche in aree remote. L’integrazione tra dati provenienti dai sensori e immagini raccolte sul campo aumenta l’affidabilità del rilevamento e riduce il rischio di falsi allarmi.

“La prevenzione rappresenta l’elemento più efficace nella lotta agli incendi boschivi. Disporre di informazioni in tempo reale – secondo quanto affermano da 1NCE – provenienti dal territorio significa poter individuare un principio d’incendio quando è ancora contenibile, mettendo a disposizione di enti e soccorritori dati utili per intervenire rapidamente e in modo più efficace. La connettività IoT rende possibile questo monitoraggio continuo anche nelle aree più remote, trasformando i dati raccolti sul campo in uno strumento concreto di protezione del territorio”.

L’utilità dell’Internet of Things non si limita alla fase di prevenzione. Durante un incendio, i dati raccolti dai dispositivi connessi aiutano a monitorare l’evoluzione delle condizioni ambientali, come la direzione e l’intensità del vento, informazioni fondamentali per prevedere la propagazione delle fiamme e supportare le decisioni operative delle squadre impegnate nello spegnimento.

I sistemi IoT consentono inoltre di controllare la qualità dell’aria e dell’acqua nelle aree colpite, verificando la presenza di fumo, particolato e residui della combustione che possono rappresentare un rischio sia per la popolazione sia per gli operatori impegnati nelle attività di soccorso.

La raccolta continua di dati ambientali offre benefici anche nel lungo periodo. Le informazioni registrate possono essere analizzate per costruire modelli previsionali, individuare le aree maggiormente esposte al rischio e riconoscere schemi ricorrenti legati alle condizioni meteorologiche e ambientali.

L’integrazione di queste informazioni con strumenti di analisi avanzata e intelligenza artificiale consente di pianificare interventi di manutenzione del territorio, rafforzare le attività di sorveglianza e migliorare le strategie di prevenzione, contribuendo a rendere più efficace la gestione del rischio incendi negli anni successivi.