
Ogni giorno parliamo di Intelligenza Artificiale, Internet of Things, digital twin, sistemi quantistici e supercalcolo. Ma tutte queste tecnologie hanno un elemento in comune: per svilupparsi e generare valore hanno bisogno di infrastrutture digitali. Non solo reti intelligenti, ma anche potenza di calcolo, sicurezza avanzata e capacità di orchestrazione distribuita. Senza queste fondamenta, rischiano di rimanere possibilità non pienamente realizzate. È questo il messaggio al centro del nuovo paper sulle infrastrutture digitali di Anitec-Assinform, presentato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il paper è stato realizzato dal Gruppo di Lavoro “Infrastrutture e Radiocomunicazioni” di Anitec-Assinform, coordinato da Luca Possidente (Nokia), con il contributo delle aziende associate Accenture, Amazon Web Services (AWS), Dell Technologies, Engineering, FiberCop, Hewlett Packard Enterprise (HPE), IBM Italia, Nokia, Oracle, QTI Quantum Telecommunications Italy, Salesforce e Vem Sistemi. Hanno inoltre preso parte ai lavori il Gruppo di Lavoro “Intelligenza artificiale”, coordinato da Massimiliano Bellifemine (Exprivia), e il Gruppo di Lavoro “Sostenibilità”, coordinato da Annamaria Arcese (Lutech).
In Italia il quadro è ambivalente: a fronte dei progressi nella diffusione della fibra ottica, nell’espansione delle reti ad altissima capacità e nella crescita dei nodi edge (in un mercato dei data center che vale già 22-25 miliardi di euro di investimenti stimati nei prossimi 3-5 anni) e di condizioni geografiche privilegiate, permangono criticità legate soprattutto all’elevata concentrazione territoriale di grandi Hub infrastrutturali, complessità procedurali e frammentazione regolatoria.
A questo si affiancano due fattori trasversali a tutte le tecnologie, che il paper indica come dimensioni da considerare in ogni scelta infrastrutturale: sostenibilità e sicurezza. Su questi aspetti il settore del digitale sta già investendo impegno e risorse significativi, portando innovazione che oggi va valorizzata e messa a sistema. Gli operatori stanno progettando le proprie infrastrutture per ridurre consumi ed emissioni, migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’economia circolare. Allo stesso modo, l’adozione di approcci Zero Trust, cifratura diffusa e gestione autonoma delle chiavi garantisce livelli di sicurezza intrinseci e continuità operativa, rafforzando la fiducia di cittadini, imprese e pubblica amministrazione verso l’intero ecosistema digitale.
Per Anitec-Assinform le infrastrutture digitali devono essere riconosciute come una priorità nazionale, che richiede un piano di interventi coordinato.
Il paper individua sette aree di intervento:
- Continuità operativa delle infrastrutture e dei servizi digitali in situazioni di emergenza, attraverso la definizione di un framework nazionale per garantire la continuità dei servizi essenziali.
- Strategie di public procurement orientate alla resilienza infrastrutturale, superando una logica esclusivamente basata sul costo e valorizzando continuità operativa e qualità delle infrastrutture.
- Capacità di calcolo e AI come leva di competitività, favorendo l’accesso capillare alle risorse di calcolo con una rete di AI Factory territoriali, integrate a più ampia scala con infrastrutture Gigafactory per applicazioni di frontiera.
- Semplificazione e armonizzazione del quadro normativo nel dominio delle reti infrastrutturali, riducendo gli oneri e la complessità procedurale e allineando il quadro nazionale a quello europeo.
- Sostegno agli investimenti nei data center, intervenendo sul costo dell’energia, sugli iter autorizzativi e sul quadro fiscale per rafforzare l’attrattività del Paese.
- Sviluppo del capitale umano per le infrastrutture digitali, rafforzando le iniziative di upskilling e reskilling per sostenere le competenze necessarie alla trasformazione digitale.
- Infrastrutture quantistiche e integrazione nel sistema nazionale del calcolo avanzato, sostenendo lo sviluppo di un ecosistema nazionale capace di accompagnare l’evoluzione delle tecnologie quantistiche e mettere a sistema i centri nazionali di ricerca e sviluppo distintivi nel Paese.
“Investire nelle infrastrutture digitali significa non solo abilitare l’innovazione ma anche rafforzare la capacità del sistema Paese di accompagnare la trasformazione digitale, attrarre investimenti e generare valore economico e sociale nel lungo periodo. – ha dichiarato Valerio Romano, Consigliere di Anitec-Assinform con delega alla Twin Transition – Per questo servono decisioni rapide, una visione strategica e un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca”.



























































