Raggiungere gli obiettivi strategici per l’Europa richiede politiche di settore forti e orientate dal mercato

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Il presidente e CEO di Ericsson Börje Ekholm si è unito ai CEO delle principali aziende tecnologiche europee per lanciare un allarme, rivolgendosi a tutti gli attori chiave del continente: dobbiamo collaborare per aumentare la capacità tecnologica, il sistema industriale e la competitività dell’Europa nell’arena dell’intelligenza artificiale.

Il tema è stato sviluppato in un editoriale pubblicato oggi da diversi media europei. L’articolo è firmato anche dal CEO di Airbus Guillaume Faury, dal presidente e CEO di ASML Christophe Fouquet, dal cofondatore e CEO di Mistral AI Arthur Mensch, dal presidente e CEO di Nokia Justin Hotard, dal CEO e presidente del board di direzione di SAP Christian Klein e dal presidente e CEO di Siemens, Roland Busch.

«Siamo pronti a sostenere i leader europei che agiranno per affrontare questa sfida urgente» si scrive nell’editoriale. «Scriveremo il prossimo capitolo dell’innovazione in base a come sapremo applicare il digitale nel mondo reale: nei settori industriali, nelle infrastrutture, nelle economie. Raggiungere gli obiettivi strategici per l’Europa richiede politiche di settore forti e orientate dal mercato».

Tra le azioni individuate dai firmatari dell’appello spiccano l’esigenza di dare priorità all’innovazione rispetto alla regolamentazione e di costruire e sviluppare nuove tecnologie, per creare gli standard del futuro e conquistarsi la leadership  Con normative rigide, inutilmente complesse, che spesso si sovrappongono, è incredibilmente difficile tenere il passo con la velocità del progresso tecnologico.

Un’altra priorità è conquistarsi una resilienza strategica. I firmatari evidenziano che la ricchezza e la resilienza si basano sulla capacità di creare innovazione e di controllare la proprietà intellettuale, non sul consumare quanto realizzato da altri.

I CEO, inoltre, dichiarano che il governo europeo e le autorità nazionali devono attirare gli investimenti privati realizzando pienamente l’iniziativa Saving and Investment Union (unione del risparmio e degli investimenti) e riformare le normative sulla competizione e sulle fusioni e acquisizioni; ciò consentirebbe di realizzare consolidamenti strategici e operare alla scala necessaria per competere nello scenario globale.

L’editoriale ricorda che l’Europa sta perdendo competitività ogni giorno, ma si afferma che un’azione collettiva e decisa permetterà di far fronte alla sfida. In un momento di trasformazione tecnologica e geopolitica senza precedenti, secondo questi CEO le decisioni che saranno prese nei prossimi mesi e anni determineranno la capacità dell’Europa di competere e prosperare nei prossimi decenni.

I firmatari vedono nelle istituzioni europee un’apertura al cambiamento – in particolare riferimento ai report di Draghi e di Letta e al tema della competitività in Commissione Europea: questo è la prova che l’Europa deve agire in modo diverso dal passato.

L’editoriale è stato diffuso a seguito di un incontro tra i sette CEO e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, tenuto a Bruxelles la scorsa settimana.

«Ora più che mai i soggetti che creano le tecnologie e le politiche europee devono unire le forze per passare dalle parole ai fatti» si afferma nell’articolo. «Siamo pronti a fare la nostra parte e sostenere i leader europeo che vorranno agire in modo coraggioso. Il momento è ora. Affrontiamo insieme la sfida».

Le sette aziende tecnologiche rappresentate dai firmatari dell’editoriale generano, nell’insieme, 417 miliardi di € di ricavi e rappresentano una capitalizzazione di mercato di quasi 1.100 miliardi di euro. Offrono quasi un milione di posti di lavoro high tech, investono più di 40 miliardi di € in Ricerca e Sviluppo ogni anno e detengono, globalmente, oltre 210.000 brevetti.