
Un nuovo studio condotto dall’azienda di cybersecurity NordVPN rivela che l’italiano medio trascorrerà 25 anni, 6 mesi e 1 giorno della propria vita connesso a internet; 4 anni, 11 mesi e 18 giorni in meno rispetto alla stessa indagine condotta nel 2022.
Considerando un’aspettativa di vita media di 84 anni, gli italiani dedicano quasi un terzo della propria esistenza al mondo digitale. E mentre il tempo trascorso online aumenta, cambia anche il modo di vivere la rete: nel 2026 l’intelligenza artificiale ha smesso di essere una novità per diventare uno strumento di uso quotidiano.
In media, gli italiani si connettono alle 8:00 del mattino e non si staccano fino alle 22:00. “Passare un quarto di secolo online non è un semplice dato statistico, ma un cambiamento radicale nel modo di vivere”, commenta Marijus Briedis, Chief Technology Officer (CTO) di NordVPN. “Stiamo assistendo a una vera e propria colonizzazione del nostro tempo da parte delle piattaforme digitali: il confine tra vita reale e vita online si è dissolto, esponendoci come mai prima d’ora.”
Più cresce il tempo trascorso online, più si amplificano i rischi: dalle truffe alla sovraesposizione dei dati personali, a un ecosistema digitale che attraversa ogni dimensione della quotidianità, dal lavoro al tempo libero, fino all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Binge-watching, scrolling e la rivoluzione AI
Il tempo online degli italiani è dominato dall’intrattenimento. In cima alla classifica resta la visione di serie TV e film in streaming, con 6 ore e 34 minuti a settimana. Seguono a ruota l’ascolto di musica (4h 20min) e la fruizione di video online (4h 19min), mentre i social media occupano 3 ore e 7 minuti settimanali.
In questo scenario dominato dall’intrattenimento, l’intelligenza artificiale si è ormai conquistata uno spazio stabile: gli italiani dedicano in media 53 minuti a settimana all’interazione con chatbot basati sull’AI. Se solo l’11% considera l’intelligenza artificiale una componente “essenziale” della propria routine quotidiana, il 18% ritiene già che questa tecnologia abbia migliorato la qualità della propria esperienza online.
Gli italiani condividono i propri dati personali online nonostante le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza
Nonostante la crescente attenzione alla sicurezza digitale, gli italiani continuano a condividere con sorprendente disinvoltura i propri dati personali più sensibili.
Secondo lo studio, il 64% degli italiani ha condiviso online il proprio nome e cognome, il 66% la data di nascita e il 43% l’indirizzo di casa completo su diverse piattaforme.
Questa tendenza alla condivisione non accenna a diminuire, anche considerando che il 29% degli italiani dichiara di non riuscire a immaginare una giornata intera senza connessione. La connettività costante ha alimentato il fenomeno del “second screen” (doppio schermo): il 29% degli intervistati ammette di controllare i social media mentre guarda serie TV o film.
“Il nostro rapporto con la tecnologia ha superato da tempo la semplice fruizione di contenuti: oggi il digitale è parte integrante della quotidianità”, commenta Briedis. “Se da un lato gli utenti si dimostrano prudenti nel condividere informazioni professionali con gli strumenti di AI, solo il 3% dichiara di aver caricato documenti riservati, dall’altro mostrano molta meno cautela quando si tratta di dati personali. Con l’AI sempre più presente nella vita quotidiana, anche il nostro approccio alla sicurezza deve adattarsi. Oggi proteggersi non vuol dire soltanto scegliere password robuste: è fondamentale capire come i nostri dati vengono raccolti, utilizzati e trattati dai sistemi di intelligenza artificiale con cui interagiamo ogni giorno.”
Come proteggere 25 anni di vita digitale
Per tutelare la propria esperienza digitale presente e futura dai rischi emergenti legati all’intelligenza artificiale, Briedis consiglia alcune misure fondamentali:
● Controllare regolarmente eventuali fughe di dati e segnali di furto d’identità.
● Affidarsi a software di sicurezza affidabili e riconosciuti.
● Verificare sempre link, email e messaggi provenienti da mittenti sconosciuti.
● Evitare di condividere dati personali o finanziari sensibili con strumenti di AI e piattaforme online.
● Attivare un antivirus di nuova generazione.
● Restare vigili di fronte a tecniche di phishing sempre più sofisticate.
● Proteggere le conversazioni che contengono informazioni riservate.
“Con strumenti sempre più intelligenti e un tempo online in costante crescita, la difesa migliore è una combinazione di crittografia avanzata e sano scetticismo verso quelle interazioni digitali che un tempo consideravamo innocue”, commenta ancora Briedis.
Metodologia: l’indagine è stata commissionata da NordVPN e realizzata da Cint tra il 1° e il 17 aprile 2026. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 20.000 utenti internet in 20 Paesi, a conferma della portata internazionale dello studio. Per l’Italia, il campione statisticamente rappresentativo a livello nazionale ha incluso 1.001 intervistati di età compresa tra i 18 e i 74 anni, con quote definite per fascia d’età, genere e area di residenza.
































































