Hi-tech: male nel primo trimestre

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di Carlotta Lazzaroni

Nel primo trimestre l'hi-tech continua ad arrancare e, in un mercato ancora in difficoltà, solo gli smartphone si salvano

GfK Retail and Technology Italia ha rilasciato, ieri, i dati riguardanti la ricerca sull’andamento delle vendite dei prodotti tecnologici di consumo nel primo trimestre 2012. Ciò che si evince, nonostante il mercato sia ancora in difficoltà, è che risultano esserci comunque dei segnali di ripresa.

 

Per quanto riguarda il bilancio dei primi tre mesi, il giro d’affari è di poco superiore ai quattro miliardi di euro, quindi in flessione dell’11,7% rispetto ad un anno fa. Dalle percentuali dei dati dello spaccato per comparto si evince che: i piccoli elettrodomestici e l’home comfort scende del 5,6%, l’informatica del 9,7%, l’Office equipment dell’11,4%, i grandi elettrodomestici del 13,7%, la fotografia del 20,2% e l’elettronica di consumo (dove le tv sono la voce più importante) del 25,1%. Al contrario, la telefonia mobile, cresce in valore del 7,3% a quota 780 milioni di euro, ed è tutto merito degli smartphone, che in USA hanno superato i feature phone.

 

Sempre secondo i dati dell’indagine di GfK, nell’ambito dei telefonini intelligenti, viene confermata la supremazia delle piattaforme di Apple e Google, che ha proposto alle aziende Google Move Mobile. Attualmente, iPhone e telefonini Android sono la prima scelta in sede di acquisto rispetto ai nuovi Windows Phone (Nokia ha appena ufficializzato ieri la disponibilità in Italia dei Lumia 900, 808 PureView e 610).

 

Il settore informatico ha subito una forte frenata, scendendo ad un fatturato di 792 milioni di euro, a causa del rallentamento delle consegne di netbook e notebook, di cui Samsung ha lanciato in Italia i suoi Ultrabook.
Guardando invece al giro d’affari dell’elettronica di consumo, si è ridotto di un quarto rispetto al primo trimestre 2011, a circa 854 milioni di euro. Tale recessione ha colpito praticamente tutti i prodotti e neppure le novità 3D e smart Tv hanno saputo colmare il buco di acquisti originato dall’assenza di uno stimolo forte come il passaggio al digitale terrestre.

 

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