
In un contesto economico segnato dal costante aumento dei prezzi dei dispositivi elettronici, l’economia circolare non è più solo una scelta etica per l’ambiente, ma si dimostra la più potente leva di risparmio per il bilancio delle famiglie. A confermarlo è il nuovo studio dell’Istituto di Ricerca Fraunhofer Austria commissionato da refurbed – marketplace leader in Europa per i prodotti ricondizionati – che nell’ultimo report ha misurato scientificamente l’impatto finanziario e ambientale delle diverse opzioni di acquisto, utilizzo e fine vita dei dispositivi tech.
Questo annuncio arriva in un momento cruciale, alla vigilia del recepimento nazionale della direttiva europea sul Diritto alla Riparazione (Right to Repair), una normativa destinata a cambiare radicalmente le regole del mercato, promuovendo una maggiore trasparenza e la longevità dei prodotti.
Quando si valuta l’impatto economico o ambientale di uno smartphone, si tende spesso a pensare che i fattori decisivi siano solo il prezzo d’acquisto o il tipo di smaltimento finale. La ricerca di Fraunhofer Austria ribalta però questo approccio, dimostrando che il modo in cui i prodotti vengono gestiti e inseriti nei diversi modelli di utilizzo ha l’influenza complessiva più alta sia sui costi (diretti e indiretti) sia sulle emissioni.
Un telefono mantenuto a lungo in circolazione genera appena un quarto dei costi rispetto a un prodotto inserito in un modello lineare usa-e-getta. Un consumatore può ridurre la propria spesa in smartphone di circa il 25% soltanto adottando un approccio più consapevole, sfruttando l’allungamento della vita utile del device e i programmi di permuta (trade-in).
Per mappare queste dinamiche, l’istituto di ricerca ha analizzato il ciclo di vita di sei anni di uno smartphone medio dal valore iniziale del nuovo di 575 €, evidenziando tre diversi scenari di fruizione del prodotto:
● Scenario C – Il modello circolare (scegliere il ricondizionato): Lo smartphone viene acquistato una volta, utilizzato per circa tre anni, reimmesso sul mercato tramite un programma di permuta (trade-in), ricondizionato professionalmente per servire un nuovo proprietario per altri tre anni e infine riciclato correttamente in modo professionale.
Focus sul prodotto
La ricerca ha volutamente analizzato i dati a livello di singolo oggetto e non di categorie di utenti. “Per noi era fondamentale calcolare i risultati a livello di prodotto piuttosto che per specifici gruppi di utenti per evitare inutili colpevolizzazioni dei consumatori”, spiega Paul Rudorf, autore dello studio presso Fraunhofer Austria. “Ogni prodotto deve prima essere fabbricato, il che comporta già dei costi e un impatto ambientale di partenza. È ciò che accade dopo la produzione a fare la differenza decisiva: la durata e il tipo di utilizzo, insieme allo smaltimento, hanno un impatto significativamente maggiore sia sui costi per il consumatore sia sull’ambiente”.
Il caso dell’iPhone 15
Che la transizione verso la circolarità non sia un modello puramente teorico lo dimostrano i dati su grande scala registrati nell’ultimo Sustainability Report di refurbed. Dalla sua fondazione a oggi, la community della piattaforma ha già dato una seconda vita a oltre 10 milioni di dispositivi rigenerati, risparmiando complessivamente 474.000 tonnellate di CO₂, 166 miliardi di litri d’acqua e 1.555 tonnellate di rifiuti elettronici.
Un esempio concreto di questa efficienza sul mercato è rappresentata dal caso di studio dell’iPhone 15: nel corso dell’ultimo anno, la versione rigenerata di questo modello sul marketplace è risultata in media il 46% più conveniente rispetto al corrispettivo nuovo di fabbrica, garantendo al contempo un abbattimento dell’84% delle emissioni di CO₂, dell’87% di acqua e del 68% di materie prime critiche. Standard etici e di trasparenza totale che hanno permesso a refurbed di consolidare il proprio operato attraverso la prestigiosa Certificazione B Corp.
L’impatto per i consumatori e per l’economia europea
“In un momento in cui sperimentiamo chiaramente gli effetti negativi della dipendenza dalle risorse, e gli studi dimostrano quanto il nostro continente sia povero di materie prime, l’adozione di un modello circolare diventa un fattore di costo sia economico sia personale”, afferma il co-fondatore di refurbed Kilian Kaminski. “I dati mostrano chiaramente il potenziale di risparmio: solo attraverso modalità di utilizzo virtuose, come la rivendita, un uso prolungato o un corretto smaltimento, i consumatori possono risparmiare almeno 274 euro e fino a 2.574 euro per dispositivo nell’arco di sei anni. E queste cifre si basano su un dispositivo medio; il risparmio per i modelli di iPhone risulta significativamente ancora più elevato”.
L’impatto per le aziende
Se sul lato consumer il risparmio è evidente, i dati lanciano un forte messaggio anche al mondo del business e alle politiche di acquisto aziendali.
“Le aziende sono spesso molto vicine allo scenario A con le loro politiche di approvvigionamento lineare”, dichiara Kilian Kaminski, co-fondatore di refurbed. “I dati di Fraunhofer Austria dimostrano chiaramente il potenziale di risparmio per le aziende che passano a un approvvigionamento più circolare di smartphone e laptop. Soprattutto in tempi di pressione economica, tali considerazioni sono estremamente rilevanti”.
L’approccio circolare applicato alla tecnologia offre tre precisi vantaggi in termini di costi:
































































