
Meta, colosso dei social media, ha accettato un accordo da 18 miliardi di dollari con gli Stati e alcuni territori statunitensi per chiudere le accuse secondo cui Facebook e Instagram avrebbero danneggiato i minori.
Un giudice della California ha approvato l’intesa, che prevede pagamenti a 48 Stati, al Distretto di Columbia e a tre territori degli Stati Uniti. Si tratta del più grande esborso mai sostenuto dall’azienda in una controversia legata alla sicurezza dei minori.
Meta introdurrà inoltre una serie di cambiamenti richiesti dagli Stati per migliorare la protezione dei più giovani online. Tra le misure previste figurano un limite giornaliero predefinito di due ore su Facebook e Instagram, una “Night Mode” che bloccherà l’accesso agli utenti adolescenti tra mezzanotte e le 6 del mattino e una “School Mode” che silenzierà le notifiche durante l’orario scolastico. Sono inoltre previsti promemoria ripetuti per invitare i ragazzi a fare pause dopo un utilizzo prolungato, la possibilità di scegliere un feed non algoritmico e di disattivare l’autoplay, la visualizzazione nascosta di like e reazioni per impostazione predefinita per gli utenti più giovani, oltre a controlli parentali più avanzati e verifiche dell’età più estese.
Il commento di Harm Teunis, Security Evangelist di ESET Paesi Bassi:
“Il recente accordo approvato dal tribunale della California è un passo in avanti positivo e quanto mai necessario, sulla scia di un precedente caso statunitense che aveva confermato la natura dannosa degli algoritmi dei social media sui bambini. È un peccato, tuttavia, che questo caso si sia concluso con un accordo poiché, contrariamente a quanto Meta ha sostenuto per anni, è evidente che in realtà si possa fare molto per proteggere i minori online.
Le restrizioni da sole non possono insegnare ai bambini come muoversi nel mondo digitale. Prima o poi, online si imbatteranno in contenuti dannosi, manipolazioni, disinformazione o altri rischi. Proprio come aiutiamo i bambini a comprendere e affrontare le situazioni nel mondo reale, dobbiamo guidarli anche nella loro vita digitale. Ciò significa parlare di ciò che vedono online, aiutarli a compiere scelte consapevoli e creare un ambiente in cui si sentano a proprio agio nel rivolgersi a noi quando qualcosa va storto.
L’impatto a lungo termine potrebbe estendersi oltre i confini degli Stati Uniti. Questo accordo potrebbe rafforzare la posizione della Commissione europea e di altre autorità di regolamentazione nei loro sforzi per rendere le principali piattaforme tecnologiche responsabili della sicurezza dei giovani utenti. Pertanto, sebbene gli adolescenti al di fuori degli Stati Uniti non vedranno ancora direttamente questi cambiamenti, ciò potrebbe dare ulteriore slancio a misure di protezione simili in Europa e a livello globale.
La tecnologia può offrire strumenti di protezione, ma predisporre la resilienza digitale dei più giovani è un compito che dobbiamo affrontare insieme.”





























































