L’obiettivo è costruire un metodo, partendo dai Comuni, che un’amministrazione possa replicare altrove senza limitarsi a comprare soluzioni sviluppate da altri.

PerugIA Next

Una Pubblica Amministrazione che non subisca l’intelligenza artificiale, ma partecipi a definire bisogni, regole e applicazioni. È la scommessa di PerugIA Next, il progetto promosso dalla Provincia di Perugia che porta la prospettiva delle amministrazioni e dei territori dentro Orizzonti Digitali, l’iniziativa di Confindustria Umbria in programma dal 21 al 24 ottobre.

PerugIA Next lavora sul territorio partendo dall’ascolto dei Comuni e dalla costruzione di un ecosistema che riunisce Provincia di Perugia, Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia, ANCI Umbria, Confindustria Umbria, PuntoZero e altri soggetti. Nel Forum collega il confronto sull’innovazione alle domande che le amministrazioni stanno già affrontando: chi governa i dati, quali infrastrutture servono, come condividere competenze che i piccoli enti difficilmente possono costruire da soli, come usare l’IA nei servizi pubblici e nel welfare, come ridurre le distanze tra città e aree interne e come evitare nuove dipendenze tecnologiche.

La giornata del 22 ottobre

Nell’ambito di Orizzonti Digitali, il 22 ottobre PerugIA Next curerà cinque confronti dedicati a:

  • la trasformazione delle città;
  • il welfare e i diritti di cittadinanza;
  • la sovranità dei dati e la capacità computazionale;
  • la cultura e la creatività;
  • il rapporto tra intelligenza artificiale, comunità e bene comune.

Una doppia sfida

Il contesto è quello di una doppia sfida. Oltre 13 milioni di italiani, il 22,6% della popolazione (uno su cinque), vivono nelle aree interne, e circa il 53% dei Comuni ricade in questi territori. La Strategia nazionale li definisce proprio a partire dalla distanza dai servizi essenziali: salute, istruzione e mobilità. (Fonte: Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Politiche di Coesione, Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027)

Nello stesso momento l’IA entra nella Pubblica Amministrazione, ma il percorso è ancora all’inizio. La prima ricognizione nazionale di AgID, pubblicata nel 2025, ha censito 120 progetti in 45 amministrazioni centrali e gestori di servizi pubblici nazionali. La Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 indica che il Paese deve sviluppare capacità proprie, evitando di diventare semplice utilizzatore di soluzioni sviluppate altrove ed esporsi a una nuova forma di «dipendenza strategica». (Fonte: Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026, AgID/Dipartimento per la Trasformazione Digitale)

È dentro questa sfida, portare l’innovazione dove servizi, persone e competenze sono più rarefatti e costruire insieme una maggiore capacità di governo delle tecnologie, che l’Umbria prova a diventare un laboratorio.

Il modello

«PerugIA Next nasce dalla convinzione che un territorio come il nostro possa avere un ruolo proprio perché permette ancora di mettere realmente in relazione soggetti diversi», dichiara Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia di Perugia. «Con Orizzonti Digitali questa rete incontra competenze ed esperienze che arrivano da fuori dall’Umbria e acquista una dimensione ancora più ampia. Vogliamo provare a costruire un modello nel quale la Pubblica Amministrazione non subisca l’intelligenza artificiale e non si limiti ad acquistare soluzioni già costruite altrove, ma partecipi alla definizione dei bisogni, delle regole e delle applicazioni. Se riusciremo a farlo qui, ciò che avremo imparato potrà essere utile anche ad altri territori.»

Per Luca De Biase, giornalista e saggista, Direttore Scientifico di PerugIA Next, proprio la scala territoriale può diventare un vantaggio. «Le grandi trasformazioni tecnologiche vengono spesso raccontate a partire dalle proposte di chi offre la tecnologia. Ma il ruolo innovativo di chi applica la tecnologia ai problemi reali è altrettanto importante. Spesso lo è di più. Per comprendere davvero le conseguenze dell’innovazione bisogna studiare come la tecnologia incontra la vita quotidiana delle persone, le imprese, le amministrazioni e i servizi. In Umbria queste dimensioni sono abbastanza vicine da potersi ancora vedere e mettere in relazione, collaborativamente. È una condizione interessante per sperimentare, imparare dagli effetti delle scelte e produrre conoscenza che possa essere utile anche altrove.»

Orizzonti Digitali e la convergenza dei due percorsi

Orizzonti Digitali costruisce un grande spazio di confronto tra ricerca, impresa, istituzioni e innovazione. Con PerugIA Next si incontrano due percorsi nati con origini diverse e complementari, per mettere intorno allo stesso tavolo soggetti che troppo spesso affrontano separatamente la trasformazione tecnologica: Pubblica Amministrazione, imprese, università, ricerca, Comuni e comunità.

A guidarli scientificamente sono Luca De Biase per PerugIA Next e Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e di Orizzonti Digitali. Da una parte l’osservazione degli effetti della tecnologia su economia, società, istituzioni e territori, dall’altra la frontiera della ricerca e dell’innovazione.

«Contribuire alla diffusione della cultura sull’IA è essenziale, tanto per la ricerca quanto per la società», afferma Metta. «Serve a comprendere potenzialità e limiti degli strumenti, a formare competenze diffuse e a permettere a cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni di partecipare consapevolmente alle scelte. Luoghi di confronto come PerugIA Next e Orizzonti Digitali sono preziosi proprio perché mettono in relazione ricerca, territori e bisogni concreti: l’innovazione produce valore quando diventa capacità condivisa, non quando resta patrimonio di pochi.»

Per Giammarco Urbani, Presidente di Confindustria Umbria, «Orizzonti Digitali nasce per mettere in dialogo mondo produttivo, istituzioni, ricerca e società, con l’obiettivo di generare contenuti, relazioni e proposte capaci di lasciare un segno oltre i giorni dell’evento. La collaborazione con PerugIA Next arricchisce questo percorso di una dimensione fondamentale, portando nel confronto la Pubblica Amministrazione, i Comuni e i bisogni concreti dei territori. Imprese e istituzioni sono chiamate ad affrontare la stessa trasformazione e hanno tutto l’interesse a costruire insieme competenze, infrastrutture e condizioni che consentano di utilizzare l’Intelligenza Artificiale in modo competitivo, sostenibile e responsabile. L’ambizione è che dall’Umbria possano emergere idee e proposte utili a contribuire al confronto nazionale.»

Oltre il calendario degli incontri

L’obiettivo dichiarato è andare oltre gli appuntamenti: far emergere dall’incontro tra competenze scientifiche, capacità industriale e bisogni delle amministrazioni un metodo che possa essere discusso e replicato anche a livello nazionale e internazionale.

La scommessa è che l’Umbria possa diventare un laboratorio proprio grazie alle sue caratteristiche: città e piccoli Comuni, aree interne, un sistema produttivo diffuso, università, infrastrutture pubbliche e comunità abbastanza prossime da consentire un confronto diretto. Non una piccola Silicon Valley e nemmeno la replica di modelli costruiti altrove, ma un territorio che prova a trovare una propria strada nell’intelligenza artificiale: una strada locale per affrontare una questione che riguarda l’intero Paese, cioè come fare in modo che l’IA diventi una capacità diffusa, capace di avvicinare servizi e diritti alle persone, anziché una tecnologia che territori, imprese e amministrazioni possono soltanto acquistare e subire.