Tra il 2007 e il 2018 la regione ha depositato il 12,9% di tutti i brevetti italiani; Lombardia al 33%

Creating Trustworthy and Ethical Artificial Intelligence

Secondo una ricerca presentata da Regione e ART-ER, la nuova società regionale per la crescita e l’innovazione, in occasione di Research to Business – il Salone della Ricerca Industriale e delle Competenze per l’Innovazione in corso a Bologna organizzato da Regione Emilia-Romagna, Bologna Fiere, Smau e ART-ER – tra il 2007 e il 2018 l’Emilia-Romagna ha depositato il 12,9% dei brevetti italiani in materia di AI, raggiungendo il secondo posto in Italia dietro alla Lombardia (33%).

Nell’arco temporale esaminato, imprese, ricercatori e tutti gli altri attori del sistema economico regionale hanno depositato 65 brevetti presso l’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) e partecipato a 49 progetti europei sull’intelligenza artificiale, l’11% di tutti quelli che hanno visto la presenza di almeno un’organizzazione italiana.

“Partecipando a questi programmi europei – spiega Patrizio Bianchi, Assessore scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro della Regione Emilia-Romagna – gli operatori emiliano-romagnoli hanno ottenuto il 7% dei finanziamenti complessivamente erogati in questo ambito a favore di imprese ed enti del nostro Paese. Oltre alle 6 università presenti sul territorio, nella nostra regione ci sono 180 imprese, 31 centri di ricerca e 64 enti pubblici che contribuiscono alle attività di R&S in intelligenza artificiale. Con questi numeri – Conclude Bianchi – l’Emilia-Romagna si conferma una delle regioni italiane più attive in tema innovazione e ricerca. ART-ER sostiene lo sviluppo delle imprese del territorio, favorendone la partecipazione a programmi di finanziamento europei e internazionali.”

Tra 2007 e 2018 in Emilia-Romagna si sono realizzate 8040 pubblicazioni scientifiche sull’Intelligenza Artificiale, l’8% del totale prodotto in Italia. Quasi una pubblicazione su due (48,1%) tratta di machine learning mentre poco più di un quinto (20,7%) approfondisce l’aspetto del computer vision. A seguire con percentuali via via più basse il knowledge representation and reasoning (14,3%), il natural language processing (5,9%) e il distributed artificial intelligence (5%).