Il sindacato dei dirigenti scolastici (UDIR), guidato da Marcello Pacifico, si ritroverà il 19 maggio a Palermo per un convegno dedicato alle nuove normative della scuola in tema di privacy e di DPO: Data Protection Officer. Si tratta di un ruolo che non può essere ricoperto da una figura singola, ma che deve essere affiancato da un team di professionisti per poter svolgere al meglio il suo lavoro, oltre che avere competenze normative, amministrative e di ICT, con particolare attenzione alla cyber security.

Anche le scuole italiane si stanno muovendo per adempiere alle nuove incombenze previste dalla nuova normativa europea sulla privacy (GDPR) che entrerà in vigore il 25 maggio 2018 e che prevede proprio la figura del DPO. Al convegno dell’UDIR sarà presente l’esperto di privacy e di tecnologia Corrado Faletti, che sta seguendo un gruppo di scuole in tutta la penisola Italiana in questo importante momento di cambiamento.

“Stiamo cercando di semplificare la vita delle scuole rispetto ad una normativa che, come tante altre, complica la vita ai Dirigenti scolastici” spiega Corrado Faletti. “Una scuola ha molti dati sensibili al suo interno, e la loro gestione non può essere sottovalutata. Implementare una normativa così complessa in un’istituzione scolastica non è un passaggio immediato, per questo abbiamo definito una soluzione smart in 4 passaggi che semplifica moltissimo la vita delle scuole e più in generale delle pubbliche amministrazioni, che abbiamo chiamata PrivacyEasyLife.”

Data le complicatezze della normativa sono molte le scuole a richiedere una mano a Faletti, che ad oggi sta aiutando scuola da Milano a Bergamo, da Palermo a Bagnoregio, Legnano, Gallarate, Pesaro, e Monreale. Il problema infatti è che anche se prossimo alla scadenza il mondo delle istituzioni scolastiche non si è ancora mosso efficacemente:

“Stiamo ricevendo molte richieste di aiuto e adesione ai nostri servizi da parte degli istituti scolastici, anche perché al momento attuale girano cifre che vanno dai 300 euro ai 4000 euro. Ovviamente viste le attività in essere e da svolgere la cifra giusta è come al solito nel mezzo. Purtroppo le scuole per motivi di budget ma anche per mancanza di conoscenza rispetto agli adempimenti in essere stanno pensando che spendere poco sia la soluzione migliore, purtroppo per loro non è così, la tutela per la scuola e per i dirigenti è trovare professionisti che la conoscano bene per poter al meglio definire i trattamenti dati. Ecco perché non basta lo studio di avvocati o di tecnici informatici, ma servono professionisti esperti di scuola” conclude Faletti.