Il 53% degli utenti risparmia grazie alla domotica, mentre prezzi e complessità d’uso non sono più un ostacolo

smart home pixabay

Per molti, i dispositivi intelligenti fanno ormai parte della vita quotidiana da tempo: lo dimostra il nuovo studio di reichelt elektronik, da cui emerge che il 66% dei 1.000 consumatori intervistati in Italia ha dichiarato di utilizzare almeno un dispositivo smart.

I dispositivi multimediali come le smart TV e i sistemi musicali intelligenti (63%) sono particolarmente popolari, seguiti dagli assistenti vocali come Amazon Alexa o Google Home (48%) e, parimerito (29%), da elettrodomestici intelligenti (ad es. frigorifero, lavatrice, lavastoviglie) e prodotti per la pulizia (ad es. robot aspirapolvere intelligenti). I sistemi di controllo dell’illuminazione, che nell’ultimo studio sulla smart home del 2024 si attestavano al 30%, quest’anno sono scesi al 16%.

Il motivo di gran lunga più citato per l’acquisto di prodotti smart è il desiderio di un maggiore comfort all’interno della propria casa (43%). Seguono le funzioni pratiche come l’accesso remoto o l’automazione dei processi (31%), l’intenzione di risparmiare sui costi energetici e di altra natura attraverso, ad esempio, il controllo intelligente del riscaldamento, oppure la possibilità di controllare il consumo energetico totale della propria casa o di aumentare la sicurezza della propria casa utilizzando scenari di illuminazione mentre si è in vacanza per scoraggiare i ladri (tutti al 25%). Inoltre è la passione per la tecnologia a spingere all’acquisto una persona su quattro (sempre il 25%).

La smart home “vale la pena”, ma è sono indispensabile

Una netta maggioranza conferma che l’investimento ripaga: il 53% degli utenti riferisce di aver effettivamente risparmiato denaro grazie ai dispositivi intelligenti, ad esempio sulle bollette del riscaldamento o dell’elettricità. Tuttavia, gli intervistati citano una maggiore comodità (40%) come il vantaggio principale – superando il miglioramento dell’efficienza nella vita quotidiana (35%) e persino il potenziale di risparmio economico (34%).

Sebbene il 64% degli intervistati affermi che la tecnologia smart home semplifica la vita, molti non la considerano indispensabile: il 39% descrive i prodotti smart come “un piacevole extra, ma non essenziale”. Inoltre, ben il 50% non vuole diventare troppo dipendente dai dispositivi intelligenti.

In generale, i principali svantaggi citati sono la dipendenza da una connessione internet e dall’alimentazione elettrica (31%), i prezzi elevati (30%) e le preoccupazioni legate alla privacy dei dati (24%). Nota positiva: molti degli ostacoli menzionati finora sono diminuiti in modo significativo. Ad esempio, nel 2024 la metà (il 51%) degli intervistati citava i prezzi elevati come uno svantaggio dei prodotti smart; nel 2026 questo dato è sceso a solo il 30%. Anche gli errori e i malfunzionamenti vengono percepiti come un problema meno frequentemente (42% nel 2024 rispetto ad appena il 20% nel 2026).

Il miglioramento è particolarmente evidente per quanto riguarda l’incompatibilità: se nel 2024 il 22% criticava ancora la mancanza di compatibilità con altri prodotti o sistemi, la cifra è scesa al 16% e ciò potrebbe indicare che l’interoperabilità dei prodotti smart è migliorata negli ultimi anni. Diminuite allo stesso modo le critiche relative a un’installazione complicata (dal 24% nel 2024 al 17% nel 2026) e a un funzionamento complicato (26% nel 2024 rispetto al 13% nel 2026).

Queste cifre dimostrano che, per molte persone, le smart home non sono più un territorio inesplorato, quanto piuttosto una parte naturale della vita quotidiana, e il loro utilizzo è ormai diventato una routine per molti.

Il Wi-Fi domina, mentre Matter e Zigbee rimangono ampiamente sconosciuti

Se parliamo del modo in cui i dispositivi intelligenti comunicano tra loro, emerge un quadro chiaro: dominano gli standard noti e di uso quotidiano, mentre i protocolli specializzati per la smart home non sono ancora molto diffusi. Il Wi-Fi è di gran lunga lo standard di connettività più utilizzato: l’81% degli intervistati dichiara di usarlo attivamente. Segue al secondo posto il Bluetooth, con un utilizzo attivo del 68%.

La situazione è diversa per i protocolli specifici per la smart home. Matter, lo standard di connettività cross-produttore comparativamente nuovo, è completamente sconosciuto al 62% degli intervistati; solo il 6% lo utilizza attivamente. La situazione è simile per Zigbee (anch’esso sconosciuto al 63%, con il 5% di utilizzo attivo) e Z-Wave (61% non lo conosce, 5% di utilizzo attivo). Thread è leggermente più conosciuto: ben il 31% ne ha sentito parlare, anche se solo il dieci per cento utilizza effettivamente questo protocollo di comunicazione.

Home Assistant fa eccezione: con un utilizzo attivo del 24% e un tasso di conoscenza del 65% (noto o utilizzato), la piattaforma open-source è la più ampiamente utilizzata tra le soluzioni specifiche per la smart home.

La sicurezza gioca un ruolo centrale

Gli intervistati hanno aspettative elevate quando si tratta dei requisiti di sicurezza per i prodotti smart home: l’79% attribuisce grande importanza a regolari aggiornamenti di sicurezza da parte dei produttori, il 71% alla trasmissione crittografata dei dati tra dispositivi e server, e il 77% a politiche trasparenti di protezione dei dati. Anche la possibilità di utilizzare i dispositivi offline (74%), le certificazioni da parte di organizzazioni di sicurezza indipendenti (73%) e l’opzione di elaborazione locale dei dati senza archiviazione in cloud (67%) sono importanti per una netta maggioranza.

Allo stesso tempo, specifiche preoccupazioni legate alla sicurezza frenano molti consumatori dall’acquistare ulteriori prodotti smart: il 29% teme un attacco informatico o un accesso non autorizzato ai propri dispositivi, mentre il 28% è preoccupato per il furto di dati o l’uso improprio dei dati personali oppure per i guasti di sistema con implicazioni sulla sicurezza, mentre un altro 25% teme una mancanza di trasparenza riguardo al modo in cui i propri dati vengono utilizzati o condivisi. Il 24%, inoltre, si dice preoccupato riguardo alla sicurezza delle telecamere per la smart home o dei dispositivi di sorveglianza.

La smart home sta diventando un luogo comune

Il 66% degli italiani utilizza dispositivi intelligenti e più della metà dichiara di aver risparmiato denaro grazie a essi. Allo stesso tempo, problemi come i prezzi elevati, l’incompatibilità o il funzionamento complicato sono diventati significativamente meno comuni. Per molti, la smart home non è più un territorio inesplorato, bensì una componente naturale della vita quotidiana. Ciò che rimane è una chiara aspettativa da parte dei consumatori nei confronti del settore: maggiore sicurezza, maggiore trasparenza, maggiore fiducia.

Lo studio di reichelt elektronik mostra che la smart home ha superato la fase dell’hype ed è entrata nella routine quotidiana anche in Italia“, afferma Arno Doncks, Product Manager for Home Security & Smart Home di reichelt elektronik. “La riduzione delle barriere in termini di prezzo, compatibilità e facilità d’uso dimostra inoltre che il settore ha compiuto progressi significativi negli ultimi anni. Il prossimo obiettivo è altrettanto chiaro: per favorire un’ulteriore diffusione delle smart home sarà fondamentale conquistare la fiducia dei consumatori sul fronte della sicurezza informatica e della protezione dei dati, che continuano a rappresentare gli aspetti sui quali si concentrano le maggiori preoccupazioni”.