AIDR accoglie quindi con favore il Premio, ma chiede che il merito non venga soltanto proclamato, ma anche dimostrato

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Con le candidature aperte fino al 19 luglio, la terza edizione del Premio Nazionale per le Competenze Digitali si presenta come un’opportunità significativa per valorizzare i progetti che contribuiscono a ridurre il divario digitale e a rendere più accessibili i servizi pubblici. Ma un Premio istituzionale può dirsi autorevole solo se ogni passaggio — dall’ammissibilità alla valutazione, fino al voto finale — è pienamente comprensibile, verificabile e trasparente.

La Fondazione AIDR parteciperà con TributIAmo, piattaforma gratuita dedicata a cittadini, commercialisti e CAF, che promuove l’educazione civica fiscale e aiuta ad avvicinarsi a un sistema tributario percepito ancora in modo distante e complesso. Un vero “personal trainer della cittadinanza fiscale”, con contenuti chiari, assistenza intelligente e strumenti digitali pensati per orientare l’utente tra servizi, scadenze, diritti e doveri.

“Nell’era digitale — osserva Francesco Pagano, direttore generale della fondazione Aidr — non comprendiamo perché il Dipartimento per la trasformazione digitale, guidato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione, Alessio Butti, non scelga di utilizzare sistemi algoritmici di supporto alla selezione, basati sui criteri del regolamento, pubblici, auditabili e sempre sotto controllo umano. Affidare la prima e decisiva valutazione solo a una commissione significa correre il rischio che la soggettività, il sentiment del momento o la volontà della politica pesino più dei dati oggettivi. Gli algoritmi non devono sostituire la responsabilità delle persone, ma rendere tracciabile e verificabile il percorso che porta a ogni punteggio”.

La vera innovazione non è solo digitalizzare la burocrazia, ma ancor più renderla comprensibile e quindi utilizzabile da tutti. Allo stesso modo, la trasparenza non può limitarsi all’elenco dei criteri: servono punteggi motivati, una commissione con composizione chiara e indipendente, una gestione trasparente della votazione pubblica e piena accessibilità degli esiti.

AIDR accoglie quindi con favore il Premio, ma chiede che il merito non venga soltanto proclamato, ma anche dimostrato. Perché la trasparenza non è una richiesta polemica, è la prima competenza digitale di una democrazia moderna.