Quasi l’80% dei dipendenti considera un piano welfare fondamentale per scegliere l’azienda in cui lavorare

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In occasione del Global Talent Acquisition Day, la giornata dedicata alla valorizzazione delle strategie di attrazione dei talenti, Pluxee Italia analizza il ruolo che il welfare aziendale può svolgere nel rendere un’organizzazione più attrattiva e competitiva nel mercato del lavoro. Secondo la ricerca Ipsos Doxa realizzata per Pluxee Italia, infatti, tra le aziende che hanno adottato un piano strutturato di welfare, l’81% ne valuta positivamente la capacità di contribuire al recruiting[1]: un dato che evidenzia come questo strumento non sia più percepito soltanto come mero supporto ai dipendenti, piuttosto come una leva capace di incidere sull’attrattività e sulla competitività dell’azienda nel mercato del lavoro.

Anche dal punto di vista dei lavoratori emerge un’evoluzione delle aspettative. La ricerca evidenzia che per quasi il 50% degli intervistati il pacchetto di welfare e benefit ha un peso determinante nella valutazione di una nuova opportunità professionale, subito dopo la retribuzione. Questo evidenzia come un piano costruito sui bisogni reali delle persone contribuisca anche a migliorare l’esperienza lavorativa e il coinvolgimento dei dipendenti: tra chi beneficia di un piano welfare rispetto a chi lavora in aziende che non lo prevedono, il livello di motivazione, infatti, risulta superiore di 10 punti percentuali. Questo scenario si inserisce in un contesto internazionale sempre più competitivo in cui attrarre e trattenere i talenti rappresenta una delle principali priorità per le aziende: quasi il 70% dei professionisti HR statunitensi, per esempio, incontra ancora difficoltà nel recruiting di personale a tempo pieno, mentre il 42% segnala criticità nella retention[2]

«Il Global Talent Acquisition Day ci ricorda che attrarre i migliori talenti significa, prima di tutto, comprendere cosa si aspettano i lavoratori oggi dal mondo del lavoro. La competizione non si vince aggiungendo una lista standard di benefit a un’offerta di lavoro, ma costruendo una proposta di valore capace di dimostrare attenzione concreta alle persone, dentro e fuori dall’azienda», dichiara Tommaso Palermo, Managing Director di Pluxee Italia. «I dati ci dicono che il welfare è sempre più una leva strategica dell’Employee Value Proposition: non solo favorisce l’attrazione di nuovi talenti, ma contribuisce anche a creare coinvolgimento e senso di appartenenza. Solo così il welfare può trasformarsi in un autentico vantaggio competitivo.»

Dal benefit standard a una proposta costruita sulle persone

In conclusione, la sfida per le funzioni HR non sarà più semplicemente offrire un piano welfare, ma costruire un’esperienza realmente capace di rispondere ai bisogni del proprio personale. Le priorità cambiano in base all’età, alla fase della vita e al percorso professionale: dal sostegno al potere d’acquisto alla salute, dalla formazione alla genitorialità. Per questo il valore del welfare risiede sempre più nella sua capacità di essere flessibile, personalizzabile e facilmente accessibile, contribuendo a rafforzare il benessere delle persone senza perdere di vista la competitività dell’impresa.

 

 

[1] ”Circular Benefits & Impact. Benefit che generano un engagement sostenibile”, ricerca Ipsos Doxa.

[2] https://www.shrm.org/topics-tools/research/2026-talent-trends?