L’Europa è mercato più avanzato al mondo, con firme digitali valide in tutti i 27 Paesi membri.

Firma digitale pexels

In Italia sono attivi ad oggi quasi 33 milioni di certificati di firma digitale fra cittadini e soggetti giuridici di vario genere (imprese, enti e liberi professionisti) che hanno generato nel 2025 circa 7,35 miliardi di marche temporali che certificano data e ora del documento digitale firmato. Tinexta Infocert, società del Gruppo Tinexta e QTSP (Qualified Trust Service Provider) europeo, lancia una nuova suite di firma digitale valida a livello globale (Infocert Sign), progettata per operare in un contesto sempre più integrato. Nel nostro Paese più di 6 italiani su 10 (65%) hanno acquistato una firma digitale. Nel 2024 i certificati di firme emessi sono stati circa 7,2 miliardi, una dato in continua crescita che ha registrato un’impennata dal 2020 al 2022. Nel 2025 ogni giorno sono stati emessi 20,1 milioni di marche temporali, quasi 840 mila l’ora, circa14 mila al minuto, 233 ogni secondo.

Con Infocert Sign – spiega Danilo CattaneoCEO di Tinexta Infocert – rafforziamo il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni di digital trust capaci di rispondere alle sfide di un mercato globale. Offrire una piattaforma modulare e internazionale significa per noi abbattere le barriere burocratiche tra i Paesi, supportando concretamente imprese e istituzioni nella gestione di processi digitali sicuri e senza confini. Per gli utenti, poi, la transizione è trasparente: stesse credenziali, stessa modalità di accesso e nessuna interruzione operativa.Non è più sufficiente – prosegue Cattaneo – firmare correttamente, ma è necessario farlo in un ambiente sicuro, interoperabile e resiliente. In questo contesto Infocert Sign risponde all’evoluzione normativa europea in corso”.

L’Europa è oggi l’unico mercato al mondo in cui una firma digitale apposta in un Paese ha automaticamente valore legale in tutti gli altri Stati Membri, e questo rappresenta uno degli esempi più concreti di integrazione digitale europea. La firma digitale si colloca al centro di una rivoluzione normativa, tecnologica e culturale iniziata dieci anni fa con l’entrata in vigore del Regolamento eIDAS, di recente evoluto in eIDAS 2 (2024/1183). Entrato in vigore il 20 maggio 2024, eIDAS 2 parte infatti dal successo della firma per ridisegnare il quadro europeo dell’identità digitale con ambizioni precise: uniformare gli standard tra i ventisette Stati membri, rafforzare il controllo sui dati trasmessi e introdurre il portafoglio europeo di identità digitale (EUDI Wallet) entro dicembre 2026.

All’interno di questo quadro uniforme emergono però differenze rilevanti tra i modelli nazionali. L’Italia, in particolare, si distingue per un approccio tra i più avanzati e rigorosi: la firma digitale utilizzata nel Paese coincide spesso con la forma “qualificata”, quella con il massimo livello di sicurezza e con valore legale equivalente alla firma autografa. Questo modello ha garantito elevati standard di affidabilità nei rapporti con la pubblica amministrazione, ponendo l’Italia all’avanguardia in Europa e nel mondo. In altri contesti europei come nel Nord Europa, le soluzioni di firma elettronica avanzata si sono diffuse maggiormente. La diffusione dell’EUDI Wallet, invece, si candida a evolvere queste situazioni facendo diventare la firma qualificata come default, massimo livello di fiducia digitale nelle transazioni elettroniche, anche transfrontaliere.

In questo quadro, Infocert Sign raccoglie un’eredità solida: trent’anni di presidio dello spazio della fiducia digitale italiana, costruita anticipando ogni evoluzione normativa e tecnologica. E guarda avanti: agli standard eIDAS 2.0, all’interoperabilità transfrontaliera, alla firma elettronica qualificata come infrastruttura quotidiana per professionisti e imprese di tutta Europa, nonché alle altre tipologie di firma utilizzabili a livello globale.