Gli ingegneri protagonisti al festival ICT

La partecipazione alle nostre sessioni formative e il significativo afflusso allo stand degli ingegneri dell’informazione, in occasione del festival Ict, dimostrano quale sia l’interesse del settore nei confronti della nostra attività”. Ugo Gecchelin, coordinatore regionale degli ingegneri dell’informazione della Lombardia, sintetizza così la presenza dell’associazione a uno dei principali eventi di settore in Italia. Un evento al quale l’Ordine degli ingegneri ha partecipato condividendo il il proprio stand con la redazione di Bitmat.

Del resto Mario Ascari, presidente del Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione, ha più volte ribadito che il primo compito di un ingegnere dell’informazione è quello di realizzare un’accurata progettazione preliminare, con un’attenzione alle funzionalità, ma anche alla sicurezza. “Si tratta di un’attività che, insieme alla nostra deontologia professionale, rappresenta un baluardo fondamentale per contrastare in modo sempre più efficace l’azione degli hacker e dei terroristi informatici”. Il tutto inserito in un quadro normativo preciso e specifico, spesso disatteso poiché la progettazione e l’implementazione dei sistemi informatizzati non viene affidata a chi ha le competenze, tecniche ed organizzative, per garantire il rispetto degli obblighi di legge.

La responsabilità è anche penale

Per questa ragione il primo intervento formativo, affidato a Giulio Spreafico, si è focalizzato sui rischi cui sono oggi esposte le aziende che non prevengono la possibilità di commettere reati informatici utilizzando le infrastrutture societarie. É questa la cosiddetta responsabilità “penale” delle aziende, che può portare gravi conseguenze a carico dei legali rappresentanti, ma anche una serie di limitazioni operative sul mercato. Un argomento sul quale gli ingegneri, proprio in virtù del costante aggiornamento imposto agli iscritti e della propria deontologia, stanno lavorando in modo significativo. Per questa ragione la sessione formativa “Reati informatici, il ruolo dell’ingegnere alla luce del D.Lgs. 231/01”, che ha avuto come docente Giulio Spreafico, è stata una delle più seguite della giornata, con oltre 70 persone alle quali il relatore ha illustrato le responsabilità amministrative, sanzionatorie e interdittive a carico delle aziende che non predispongono una serie di strumenti per evitare che i propri dipendenti commettano reati attraverso le strumentazioni informatiche. Un rischio che, spiega lo stesso Spreafico, può essere prevenuto “affidando i compiti tecnici e organizzativi ad autentici professionisti del settore”.

Pronti al futuro

Il ruolo dell’ingegnere dell’informazione, però, non si limita al mero rispetto dalle normative in vigore, ma vuole essere soprattutto propositivo, per fornire alle aziende gli strumenti necessari ad affrontare le sfide e le opportunità offerte dalla tecnologia. Da qui la scelta di focalizzare il secondo intervento della giornata su uno dei temi più innovativi dell’Ict moderno: gli open data. Proprio i dati liberamente accessibili, infatti, rappresentano, un autentico patrimonio per le aziende e la pubblica amministrazione. Ma il loro utilizzo deve essere affrontato in modo sistematico, per evitare il rischio di effettuare investimenti che non portino ai risultati attesi.

Su questo tema si è incentrato l’intervento di Massimiliano Margarone. Il vicepresidente del  Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione, parlando dello “Stato dell’arte delle tecnologie per il riuso degli open data”, ha infatti sintetizzato la normativa e le definizioni in vigore, illustrando poi le opportunità, ma anche le criticità rappresentate dall’utilizzo di questo patrimonio di informazioni, che rappresentano un autentico vantaggio competitivo per le aziende capaci di utilizzarle in modo appropriato.

Argomenti che hanno indotto numerose persone a soffermarsi presso la stand degli ingegneri per chiedere informazioni sul ruolo, anche consulenziale, di questi professionisti.

L’ingegnere dell’informazione”, ha sottolineato Gecchelin, “è una figura ancora poco conosciuta nel mondo delle aziende. Si tratta, invece, di una figura professionale sempre più strategica, sia per il patrimonio di competenze che fanno parte del suo bagaglio culturale, sia perché l’Ordine degli Ingegneri definisce una rigida deontologia professionale per i propri iscritti. Fattori determinanti, anche in virtù del fatto che la Legge prescrive la necessità di affidare una serie di responsabilità, in ambito informatico, solo a professionisti effettivamente qualificati. E il numero degli ingegneri dell’informazione formati dalle università italiane è in costante crescita negli ultimi anni”.