I siti di recensioni sono oggi la seconda fonte di menzioni per i sistemi di AI, rappresentando il 14% di tutte le menzioni, subito dopo i siti ufficiali dei brand

AI visibility recensioni pixabay

Nell’era delle ricerche guidate dall’intelligenza artificiale, la reputazione online diventa un fattore decisivo per essere trovati dai consumatori. Secondo una nuova analisi commissionata da Trustpilotsu oltre 800.000 risposte generate da ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode, i brand che raccolgono attivamente recensioni e rispondono ai feedback degli utenti vengono citati nel 75% delle risposte degli strumenti di AIcontro appena l’1% dei brand privi di una presenza reputazionale strutturata.

L’analisi evidenzia come recensioni, valutazioni e segnali di fiducia stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nei sistemi di AI generativa, che utilizzano queste informazioni per suggerire, confrontare e raccontare i brand agli utenti. Anche la sola presenza su una piattaforma di recensioni può aumentare significativamente la visibilità: un brand passa infatti dall’1% al 53% di probabilità di essere citato semplicemente creando un profilo Trustpilot (con almeno 13 recensioni), percentuale che sale ulteriormente fino al 75% per le aziende con oltre 80 recensioni e una gestione attiva dei feedback.

Inoltre, secondo il report, l’assenza di recensioni può diventare un segnale negativo anche per gli strumenti di AI. In pratica, i brand che non raccolgono feedback o non costruiscono fiducia online rischiano di essere meno visibili – o addirittura esclusi – dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Uno scenario sempre più rilevante considerando che il 58% dei consumatori utilizza già strumenti di AI per cercare prodotti e servizi2. Un dato che evidenzia il crescente divario tra i brand che investono nella propria reputazione online e quelli che invece restano “invisibili” nei nuovi percorsi digitali di scoperta e acquisto.

“Nell’era delle ricerche guidate dall’AI, è la fiducia a determinare la visibilità. Le aziende che oggi non investono nella propria reputazione online rischiano di diventare invisibili nei nuovi percorsi d’acquisto guidati dall’AI”, ha commentato Nicoletta Besio, General Manager South Europe di Trustpilot. “I risultati emersi dallo studio confermano che acquisire recensioni autentiche, rispondere ai feedback e mantenere una presenza attiva su piattaforme come Trustpilot non è più un’opzione, ma una leva strategica concreta per essere trovati, scelti e raccomandati dai sistemi di AI.”

I risultati dello studio Trustpilot mostrano inoltre che i siti di recensioni rappresentano oggi la seconda fonte più utilizzata dagli strumenti di AI per costruire le proprie risposte, con il 14% delle citazioni complessive, subito dopo i siti ufficiali dei brand. Tra le piattaforme analizzate, Trustpilot è risultata la più citata da ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode.

Secondo il report, questo risultato dipende da tre fattori chiave: contenuti costantemente aggiornati, recensioni dettagliate e rilevanti e forte autorevolezza online della piattaforma.

 

 

 

1 Il report “What AI says about you” si basa su una ricerca commissionata da Trustpilot e condotta da Seer Interactive nel marzo 2026. Lo studio ha analizzato oltre 800.000 risposte generate da ChatGPT, Gemini, Perplexity e Google AI Mode per comprendere in che modo i dati provenienti dalle piattaforme di recensioni influenzino le menzioni dei brand nelle risposte dell’AI. La ricerca ha replicato l’intero percorso d’acquisto per diverse categorie di prodotti e servizi, utilizzando oltre 15.000 prompt potenzialmente impiegati dagli utenti nei sistemi di AI

Capgemini, Gennaio 2025

3 Dati interni Trustpilot, 2025