Solo il 36% delle organizzazioni riesce a contenere un incidente in meno di 24 ore.

hacker cybercrime OkoBot cyber AI agentica pixabay

Il 90% delle organizzazioni nell’area EMEA ha sperimentato almeno un incidente di sicurezza legato all’AI agentica nell’ultimo anno e solo il 36% è riuscito a contenerlo in meno di 24 ore. Il dato emerge da “Deployed but ungoverned: the state of agentic security”, l’ultimo studio ServiceNow. La ricerca raccoglie le testimonianze di oltre 3.700 responsabili senior di security a livello globale e mette in guardia sui rischi di sicurezza che derivano dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale agentica, senza un’adeguata governance. In questo momento gli agenti AI stanno superando la fase pilota per integrarsi nei sistemi che supportano il funzionamento di ospedali, aeroporti, fabbriche, istituzioni finanziarie e altri settori. Si tratta di contesti in cui una singola azione, priva di adeguati controlli, può avere conseguenze significative per la società.

“Gli incidenti legati all’AI agentica accaduti quest’anno rappresentano un avvertimento su ciò che può succedere quando questa tecnologia viene implementata senza adeguati controlli”, afferma Ben de Bont, CISO, ServiceNow. “Le organizzazioni non dovrebbero essere costrette a scegliere tra velocità di innovazione e gestione del rischio e per fare entrambe le cose è necessario integrare la governance fin dall’inizio del percorso di implementazione degli agenti, così da sfruttare i vantaggi dell’AI senza perdere visibilità e controllo”.

Le carenze nella governance dell’AI agentica

Secondo lo studio ServiceNow, molti responsabili di sicurezza ritengono che le proprie organizzazioni dispongano di misure di protezione consolidate per l’AI agentica, ma solo il 13% delle aziende a livello globale ha implementato programmi di sicurezza che soddisfano i criteri in cinque aree fondamentali: superficie di attacco, attribuzione delle responsabilità, security by design, visibilità e prontezza degli audit.

Attualmente, la maggior parte dell’AI agentica viene gestita tramite framework di governance tradizionali e sistemi che dipendono dall’intervento umano. In EMEA, meno della metà delle organizzazioni dispone di framework di governance che coprono gli aspetti principali dell’implementazione di agenti AI. Inoltre, il 56% delle organizzazioni adotta una governance della sicurezza solo dopo aver completato la fase di progettazione degli agenti AI. Questo indica che nella maggior parte dei casi la sicurezza viene affrontata in modo reattivo, anziché essere integrata fin dalle prime fasi di sviluppo.

L’aumento degli agenti AI aumenta l’esposizione al rischio delle aziende

  • Il 50% delle organizzazioni EMEA utilizza già tra 100 e 999 agenti AI, mentre il 34% ne utilizza 1.000 o più
  • Solo il 58% dei team di sicurezza dispone di un inventario completo e accurato di tutti gli agenti AI in produzione e di procedure per monitorarne le modifiche
  • Il 24% dei team di sicurezza ha rilevato agenti AI operativi mai registrati, o la cui esistenza era sconosciuta. Questi agenti possono generare situazioni di shadow AI, che vengono scoperte solo dopo aver operato senza supervisione

I rischi avanzano alla velocità delle macchine, ma la risposta dipende ancora dalle persone

  • Il 75% delle organizzazioni dell’area EMEA afferma di mantenere una mappatura completa e aggiornata dei sistemi e delle risorse a cui ogni agente può accedere, ma solo il 23% è in grado di monitorare in tempo reale oltre il 90% dei propri agenti
  • Anche le organizzazioni in grado di rilevare un problema spesso non riescono a fermarlo con sufficiente rapidità. Il 67% dei team di sicurezza non può intervenire automaticamente quando un agente manifesta un comportamento anomalo, rendendo ancora necessario l’intervento umano per applicare misure correttive