Molto sta cambiando nel settore finanziario

Di Tommy Petrogiannis, Presidente di eSignLive by VASCO

La trasformazione digitale in corso nel settore dei servizi finanziari, e nel mondo del business in generale, offre alle banche una grande opportunità per reinventare e innovare il modello operativo delle filiali, a partire dalla trasformazione dei processi che riguardano la clientela. L’investimento in soluzioni di digitalizzazione, infatti, consente alle filiali di offrire maggior valore e servizi più redditizi.

L’elemento fondamentale alla base di questi obiettivi, e per il successo di qualsiasi progetto di digitalizzazione delle filiali, è la firma elettronica. Sono già molte le banche che beneficiano dei vantaggi di questa tecnologia per offrire ai clienti un’esperienza più pratica e veloce e per accrescere la propria competitività. Adottare la firma elettronica accelera il flusso di lavoro, riduce il tasso di errori e soprattutto consente di abbattere i costi legati all’uso massiccio della carta, inclusi quelli ingenti legati alla stampa dei documenti, offrendo un rapido ritorno sull’investimento. In aggiunta, in un mercato sempre più caratterizzato dalla presenza di consumatori abituati e inclini all’uso delle moderne tecnologie informatiche e mobile, il ricorso alla firma elettronica migliora la percezione di efficienza e innovatività della banca.

Tipicamente, l’iniziale ambito di applicazione delle firme elettroniche è l’onboarding dei clienti, ossia la sottoscrizione e l’apertura di conti correnti in tempi ridotti. Ma anche il processo per la concessione di prestiti e finanziamenti può essere innovato e reso più efficiente e performante attraverso l’introduzione di soluzioni di firma elettronica in grado di accelerare le fasi di richiesta ed erogazione.

La nostra esperienza ci insegna che un progetto vincente per l’implementazione delle firme elettroniche nelle filiali, come parte di una più ampia strategia di digitalizzazione, deve considerare una serie di passaggi chiave.

Il passo più importante è identificare il processo di business – come appunto l’apertura di conti correnti o l’erogazione di prestiti – che presenta il più rapido ritorno sull’investimento, così da incoraggiare la successiva estensione della firma elettronica anche ad altri canali e aree della banca.

In secondo luogo, è fondamentale il coinvolgimento degli stakeholder interni fin dalla fase iniziale del progetto, prendendo in considerazione anche i responsabili degli uffici legali e in materia di conformità. Sono proprio essi, spesso, a diventare tra i maggiori sostenitori delle firme elettroniche, poiché le transazioni digitali abbattono i livelli di rischio e i “punti ciechi” nei processi manuali basati su carta. I team con responsabilità di processo sono un altro importante riferimento, perché concorrono a definire la situazione allo stato attuale e le ipotesi allo stato futuro. Altri stakeholder da coinvolgere sono i responsabili in ambito retail, di prodotto, di risk management e amministrativo.

Per il buon esito del progetto, inoltre, è importante supportare adeguatamente gli sforzi di gestione del cambiamento. Mentre i consumatori sono spesso pronti ad adottare una tecnologia di firma elettronica, il personale che gestisce le interazioni con la clientela potrebbe non esserlo altrettanto. La predisposizione di strumenti di formazione, quali brevi video o simulatori online, sono metodi efficaci per massimizzare i tassi di adozione della firma elettronica e iniziare a rivoluzionare il modo in cui la banca opera.

Per saperne di più su come le filiali di banca utilizzano la tecnologia di firma elettronica è possibile scaricare il white paper “Best Practices for Deploying E-Signatures to the Bank Branch”.