In quindici anni, Sirio è passata da 17 a 700 dipendenti, conquistando un posto di riferimento nell’ambito della ristorazione collettiva in concessione. Il presidente e AD nonché maggiore azionista, Stefania Atzori ci ha raccontato il ruolo dell’Ict

“Qualità dei prodotti, del servizio e del lavoro, con un’attenzione all’ambiente”. Nel 2004, quando Stefania Atzori divenne presidente di Sirio, aveva solo 33 anni. Ma una convinzione e una determinazione che non sono mai venute meno: “Il mercato premia la qualità”. E proprio investendo sulla qualità, in 15 anni Sirio è cresciuta sino a diventare un punto di riferimento nella ristorazione commerciale di alto livello, focalizzandosi sulla ristorazione collettiva in concessione. Un’idea nata dal fondatore Luciano Giuseppe Lomonaco che, negli Anni 60, gestiva questo servizio presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna e poi cresciuta per linee di business adiacenti.

“Così – spiega Atzori – nel 2006 abbiamo aperto i primi punti vendita lungo le autostrade, per poi prendere in gestione, dal 2012, anche alcuni punti a marchio Burger King, tra cui quello prestigioso presso il Ponte degli Scalzi a Venezia. L’ultimo tassello della crescita è rappresentato dalla presenza con 4 punti vendita all’Aeroporto G. Marconi di Bologna”.

Una crescita molto rapida, come l’avete governata?

In effetti siamo sempre cresciuti a due cifre in termini di fatturato (ultimo dato disponibile: 59,2 milioni nel 2017) arrivando fino a circa 700 dipendenti, partendo dai soli 17 di 15 anni fa. Si tratta di numeri decisamente importanti, resi possibili da costanti investimenti in innovazione e creatività del prodotto e del servizio offerto ai nostri clienti. Queste caratteristiche ci portano oggi ad avere i migliori valori di mercato nel rapporto tra marginalità e superficie del punto vendita. Un successo reso possibile dall’eccellenza delle nostre persone e dall’impiego di moderni strumenti anche in termini di controllo dei costi.

Proprio in questo processo, che ruolo ha avuto l’innovazione tecnologica?

Tecnologia e innovazione hanno avuto un grande peso nel rinnovare i processi, consentendoci una crescita sana e uno sviluppo organico. Ad esempio, nel 2016, abbiamo testato nuove soluzioni in un progetto di Smart Hospital per l’intero polo ospedaliero di Sant’Orsola a Bologna. Con loro abbiamo messo la persona al centro dell’attenzione, consentendogli di comunicare e di condividere progetti. Portando la fibra ottica nell’intero ospedale, con il supporto di un partner specializzato e di moderne tecnologie WiFi, garantiamo la connessione a pazienti e medici. Ovviamente il nostro core Business rimane la gestione del bar, ma ora tutto dialoga e abbiamo dato un’identità allo Smart Hospital.

Oltre a usare la tecnologia per fornire connessione, come la sfruttate nel quotidiano?

In tutti i punti vendita abbiamo implementato il processo di pagamento elettronico. Un fattore che riduce drasticamente le code alla casse. Inoltre, abbiamo scelto moderni sistemi di controllo gestione, comunicazione e storytelling nei punti vendita. Una comunicazione digitale resa necessaria dal fatto che oggi non si racconta più il solo prodotto, ma il valore di un’azienda. E i moderni strumenti ci permettono di creare il senso di appartenenza del cliente, arrivando a raccontargli come viene preparato il panino che sta mangiando.

Ha accennato ai pagamenti digitali. Una forma ancora poco usata in Italia, soprattutto per i piccoli importi, perché la ritiene importante?

Ad oggi accettiamo i pagamenti digitali, con tutte le modalità disponibili. Anche se sono ancora relativamente limitati, sono in continua crescita e ci aspettiamo un’esplosione nel prossimo futuro. Per noi è importante, in quanto permette di velocizzare l’attività in cassa e, quindi, riduce le code, che rappresentano un aspetto molto delicato nel nostro settore. Proprio in quest’ottica, stiamo per lanciare una App che permetterà di effettuare l’ordine direttamente dal tavolo, con pagamento tramite smartphone e servizio diretto. Una modalità che renderà ancora più gradevole la permanenza nei nostri punti vendita soprattutto nei momenti di picco.

Un’azienda come la vostra sarà sicuramente subissata da offerte. Come scegliete i fornitori di tecnologia?

Facciamo una prima scrematura partendo dall’albo fornitori della Comunità Europea. Poi analizziamo le loro competenze e valutiamo esperienze simili che hanno avuto in altre aziende. La nostra attività è sempre in stretto contatto con il pubblico e abbiamo 700 dipendenti. Quindi tutto deve funziona sempre alla perfezione e non possiamo permetterci errori o malfunzionamenti.

Recentemente, ad esempio, abbiamo implementato sistemi di rilevazione presenze nel punto vendita, analisi delle scorte a magazzino, controllo di gestione e visibilità. A questo si aggiunge l’impiego della Business Intelligence che, partendo dal gestionale aziendale, ci fornisce una serie di Kpi per monitorare i singoli punti vendita in base alla tipologia di canale. Si tratta di innovazioni che possono essere introdotte solo affidandosi a partner realmente competenti.

Un altro aspetto fondamentale, nell’ambito della ristorazione, è sicuramente il grado di soddisfazione del cliente. Come lo monitorate?

L’impiego dei pulsanti, con le ormai classiche “faccine”, è intuitivo e piace alle persone. Ma abbiamo implementato anche strumenti più sofisticati, come la possibilità di accedere a un’app per inviare segnalazioni e indicare il proprio grado di soddisfazione. In questo modo monitoriamo in tempo reale l’andamento di ogni punto vendita è interveniamo tempestivamente a fronte di qualunque problema. Siamo inoltre presenti sui principali Social e stiamo valutando la possibilità di svolgere un’analisi attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Utilizziamo infine le classiche interviste a campione, affidate a un’azienda esterna, per valutare la customer satisfaction. Tutti questi risultati vengono forniti anche agli enti appaltanti, poiché garantire un elevato grado di soddisfazione è fondamentale per il rinnovo delle concessioni.

Accanto agli strumenti utili per migliorare il vostro Business, ci sono quelli obbligatori. Come avete affrontato i recenti obblighi imposti dal GDPR per la protezione dei dati personali?

Da tempo abbiamo intrapreso un percorso specifico sulla gestione dei dati, focalizzandoci sulla sicurezza e sul rispetto di tutte le indicazioni provenienti dal Garante. Anche in questo caso ci siamo affidati a società di consulenza specializzate e ad un DPO esterno. Credo che siamo stati tra i primi, in Italia, ad essere conformi ai dettami della nuova normativa. Questo perché, oltre ai dati dei dipendenti, trattiamo una serie di informazioni legate alle tessere fedeltà dei nostri clienti.

Un ulteriore obbligo, trattando generi alimentari, è rappresentato dalla tracciabilità dei prodotti. Quali strumenti utilizzate?

Per noi l’attenzione al benessere e alla salute dei clienti sono sempre stati prioritari. Oggi questi fattori sono ancora più importanti, perché le persone hanno imparato a leggere le etichette e a valutare la qualità. Noi abbiamo quindi industrializzato i nostri processi e, anche se la preparazione del cibo rimane locale, stiamo investendo sulla meccanizzazione di alcuni passaggi, per garantire qualità e rapidità. Ma sono importanti soprattutto gli investimenti in termini di tracciabilità, che affrontiamo con l’impiego di software sui quali carichiamo tutte le schede prodotto delle nostre materie prime. Ogni singolo punto vendita deve poi inserire a sistema la data di apertura del prodotto. L’operatore viene così informato quando un prodotto ha superato la data di utilizzo e, quindi, deve essere smaltito.

Proprio alla luce di queste esigenze, come è strutturato il vostro reparto It?

Abbiamo un team di lavoro formato da persone di coordinamento e da tecnici che garantiscono l’assistenza nel quotidiano. Per l’introduzione delle nuove tecnologie, invece, ci affidiamo a consulenti esterni, che ci propongono soluzioni IT specifiche per il miglioramento di tutti i processi interni. Questa scelta ci permette di affidare sempre l’innovazione tecnologica, che è molto delicata, a personale specializzato e competente. Sarebbe invece impossibile avere internamente tutte queste competenze. Una crescita come la nostra non può prescindere dall’impiego delle più moderne tecnologie e noi dobbiamo integrarle nel modo migliore, avvalendoci esclusivamente di professionisti realmente esperti.