Per venire incontro alle esigenze degli utenti, le aziende devono garantire SEMPRE i propri servizi. La disponibilità dei Dati e il funzionamento delle applicazioni aziendali risultano quindi fondamentali

Always On: 24 ore al giorno, tutti i giorni, tutto l’anno. È questo quanto richiesto dai clienti alle imprese di oggi che devono garantire livelli di servizio senza interruzioni. Anche perché qualsiasi down costa caro: secondo una recente ricerca di Vanson Bourne il costo del disservizio per le aziende vale mediamente 16 milioni di dollari, con 1 ora di downtime che incide per 80 mila dollari e 1 ora di perdita dei dati per circa 90 mila dollari.

Oltre al danno imputabile ai sistemi hardware e software necessari per il ripristino delle attività, particolarmente rilevante risulta la perdita di business dovuta al calo della brand reputation così come alla frustrazione dei dipendenti: il 68% delle imprese evidenzia infatti un perdita di fiducia dei clienti, il 62% registra invece un danno alla propria credibilità sul mercato, mentre  il 51% nota il basso entusiasmo dei propri dipendenti poichè consci di non poter far fronte alle esigenze del mercato” ha dichiarato Albert Zammar, Regional Vice President della Southern EMEA Region di Veeam in occasione del VeeamOn Forum tenutosi per la prima volta in Italia come opportunità di incontro tra esperti IT e partner intenzionati a sviluppare le tematiche riguardati i data center center del futuro.

Proprio in questa direzione è la disponibilità del dato a rappresentare la sfida maggiormente rilevante poiché a rischio è il funzionamento delle applicazioni aziendali stesse, con pesanti ripercussioni sulla continuità del business. Nasce così il concetto della Avaibility sul quale Veeam ha creato un nuovo mercato tanto da entrare tra i Leader del Magic Quadrant di Gartner.

Alla base dell’alta disponibilità del dato vi è una di quelle tecnologie un po’ invisibili, di cui ci si accorge poco della sua presenza, ma che risulta fondamentale nel momento del bisogno. Si tratta infatti di una promessa di sicurezza, una sorta di assicurazione sulla vita dell’azienda che cos’ non ha più paura di dover affrontare i downtime e la perdita di fiducia da parte degli utenti.

L’Aviability non deve essere considerata come un vincolo, ma come un fattore di libertà organizzativa che consente alle imprese di sviluppare il proprio business aziendale senza alcun timore – ha sottolineato Zammar che ha poi spiegato l’evoluzione dell’approccio delle imprese al fenomeno.

Fino a qualche tempo fa venivano “protette” dalle aziende solo le applicazioni critiche (il 5% di tutte quelle presenti in azienda) con investimenti in soluzioni molto costose; la quasi totalità (il 95% delle applicazioni aziendali) aveva invece tempi di ripristino lunghi che raggiungevano anche oltre una giornata di lavoro. Tempistiche oggi impensabili poiché ciascun elemento è diventato un fattore critico.

Fortunatamente, per sopperire questo gap, sono state introdotte nuove soluzioni in grado di garantire tempi di ripristino ridotti su tutte le applicazioni aziendali.

Se fino a qualche anno fa solamente le aziende Top del mercato potevano permettersi soluzioni di business continuity e Avaibility, oggi molto sta cambiando – ha dichiarato Zammar .– Grazie alla virtualizzazione e al cloud, infatti, anche le piccole realtà possono usufruire di tecnologie prima impensabili poiché disponibili a prezzi ridotti e scalabili a seconda delle esigenze”.

Elemento positivo è la crescente consapevolezza delle imprese di ogni dimensione nell’importanza dell’alta disponibilità dato. A confermarlo un recente Report secondo il quale il 99% degli IT manager sta modernizzando le proprie infrastrutture o è in procinto di farlo. A spingere in questa direzione sono le esigenze degli utenti: il 71% dei manager dichiara infatti che la necessità di essere Always On derivi proprio dalle richieste degli utenti, intenzionati ad usufruire dei servizi desiderati in ogni momento e in ogni luogo. Ma non solo: ad indirizzare le imprese verso questo tipo di soluzioni sono anche le nuove normative riguardanti soprattutto la pubblica amministrazione, le utilities e le istituzioni finanziarie.

Se il bisogno di essere Always On trascende da qualsiasi dimensione aziendale, lo stesso vale anche per qualunque tipologia di settore. La ragione è semplice: poiché, come afferma Gartner, ogni organizzazione diventerà una software house, è molto probabile che queste realtà dovranno convivere con le problematiche tipiche all’alta disponibilità. Ne sono esempi le testimonianze di Q8, Anas e Banco Popolare di Sondrio, i cui manager sono intervenuti sul palco del VeeamOn Forum. Una catena di distribuzione di carburante, un’azienda di gestione delle strade e autostrade ed una Banca; settori molto lontani tra di loro ma con un punto in comune: la trasformazione digitale che stanno intraprendendo e la volontà/necessità di essere Always On per garantire ai propri clienti una continuità nel servizio erogato. Se da una parte lo stimolo deriva dall’esigenza di permettere agli utenti di effettuare le proprie operazioni bancarie con qualunque device e in ogni momento della giornata, dall’altra è invece avere sotto controllo l’intero comparto stradale e autostradale grazie alla presenza di sensori IoT, ma anche rendere completamente automatizzati i distributori con sistemi in grado di avvertire in automatico la carenza di carburante.

Le opportunità di digitalizzazione investono quindi qualunque settore – ha concluso Zammar. –  Starà quindi nelle imprese valutare se essere Always On o Always Off!