
Evidenziando i crescenti rischi per la sicurezza posti dall’AI, Akamai ha pubblicato il suo ultimo State of the Internet Report(SOTI) AI-Driven Digital Deception: The Fraud and Abuse Report 2026. Il report rivela una drastica evoluzione nel panorama delle minacce digitali, in cui i criminali informatici sfruttano l’AI e l’infrastruttura automatizzata per bypassare i perimetri di sicurezza tradizionali, sfruttare l’intero ciclo di vita degli account e abusare della fiducia nei brand.
Secondo la ricerca, le truffe online, che spaziano da domini di retail falsi e trappole per la selezione del personale a portali di eventi contraffatti, hanno superato, per la prima volta, il numero dei tradizionali attacchi di phishing nel primo trimestre del 2026, passando approssimativamente da 3,2 a 6,4 milioni. Contemporaneamente, la durata operativa degli attacchi di phishing è scesa di oltre il 50% (da 48 giorni nel 4° trimestre del 2025 a soli 22 giorni nel 2° trimestre del 2026), costringendo gli addetti alla sicurezza aziendali ad una corsa per contrastare l’infrastruttura degli attacchi a rotazione rapida.
“La lotta contro le frodi non è più un aspetto che riguarda solo la sfera finanziaria, ma è diventata una necessità imprescindibile nella cybersecurity interfunzionale“, ha affermato Patrick Sullivan, Chief Technology Officer del reparto Security Strategy di Akamai. “Mentre gli agenti AI autonomi e le identità sintetiche ridefiniscono il modo con cui i clienti interagiscono con i brand, i criminali sfruttano questi stessi vettori per condurre abusi di logica aziendale ed esfiltrazione dei dati senza clic“.
Risultati principali del rapporto SOTI
- Le truffe superano il phishing: spinte da ritorni finanziari più elevati, le truffe online sono quasi raddoppiate, eclissando il numero dei tradizionali attacchi di phishing sferrati per la raccolta di credenziali. Quasi il 70% degli attacchi di phishing ha impersonificato i brand di vari settori: high-tech (41,6%), servizi finanziari (18,9%) e commercio (8,4%).
- Riduzione della durata degli attacchi: la durata media degli attacchi di phishing è crollata di oltre il 50% (passando a 22 giorni) dal 4° trimestre del 2025 al 2° trimestre del 2026. I criminali informatici utilizzano sempre più spesso toolkit PhaaS (Phishing-as-a-Service), la registrazione dei domini in blocco e un’infrastruttura a rotazione rapida per eludere le blacklist statiche.
- Abuso del ciclo di vita degli account: le attività di accesso a rischio elevato/critico hanno rappresentato il 26,6% di tutti i tentativi di accesso registrati. In particolare, le richieste di verifica degli account hanno costituito il 40% del traffico degli accessi a rischio elevato/critico a indicare che i criminali verificano sistematicamente gli indirizzi e-mail prima di lanciare i loro attacchi di credential stuffing su larga scala.
- Attacchi concentrati su diversi settori e aree geografiche: il commercio ha registrato il maggior numero di tentativi di accesso totali (41,1%), il che lo ha reso un obiettivo allettante per gli attacchi sferrati per la raccolta di credenziali, il controllo degli account e l’abuso dei punti fedeltà. A livello geografico, l’area Asia-Pacifico (APAC) e l’America Latina (LATAM) hanno registrato le percentuali più elevate di tentativi di accesso a rischio elevato/critico, rispettivamente pari al 36,4% e al 37,8%.
“Il ransomware non è più un semplice malware, ma è un modello operativo completo incentrato sull’estorsione. Per contrastare queste operazioni industrializzate, i CISO devono concentrarsi su come bloccarle tempestivamente, minimizzando l’accesso tramite il sistema Zero Trust, adottando la microsegmentazione per bloccare il movimento laterale e cercando un’infrastruttura C2 persistente prima che gli attacchi si diffondano” ha spiegato Ofer Wolf, Senior Vice President e General Manager del reparto Enterprise Security di Akamai.























































