A Pozzuolo Martesana nasce il nuovo distribution center di RS Italia: robot mobili, stoccaggio ad alta densità, automazione del packaging e un nuovo Warehouse Management System aumentano capacità, velocità ed efficienza della logistica.

RS Italia

La logistica industriale sta attraversando una trasformazione profonda, nella quale automazione, robotica e software assumono un ruolo sempre più centrale. Ne è un esempio concreto il nuovo distribution center di RS Italia, realizzato a Pozzuolo Martesana, nell’area metropolitana di Milano.

Il nuovo polo, che entrerà progressivamente in operatività nel 2027 e realizzato il supporto tecnico di Prologis, nasce con un obiettivo preciso: sostenere la crescita di RS Italia aumentando significativamente la capacità di stoccaggio e rendendo più efficiente e flessibile la gestione degli ordini.

L’investimento di circa 20 milioni di euro riguarda infatti molto più di un nuovo edificio logistico. Il progetto introduce un modello nel quale infrastruttura, robotica, software e attività degli operatori sono progettati per lavorare insieme, con l’automazione chiamata a supportare le persone e a rendere più efficienti le attività a maggiore valore aggiunto.

Una capacità logistica più che raddoppiata

Il nuovo centro sostituirà progressivamente l’attuale struttura di Modrone, che con i suoi circa 7.000 metri quadrati ha accompagnato per oltre 25 anni la crescita dell’azienda. Il nuovo polo dispone invece di circa 10.000 metri quadrati di superficie logistica e permette di più che raddoppiare la capacità operativa destinata al mercato italiano. L’ampliamento non riguarda infatti soltanto gli spazi disponibili. Una delle caratteristiche distintive del progetto è infatti la scelta di sfruttare la dimensione verticale del magazzino attraverso un sistema di stoccaggio automatizzato ad alta densità.

Al suo interno operano 58 robot, capaci di muoversi anche verticalmente e di raggiungere i 12 metri di altezza. Il risultato è una maggiore capacità di stoccaggio concentrata in una superficie relativamente contenuta, con una gestione più dinamica dei prodotti.

E di prodotti RS Italia ne gestisce diverse migliaia, servendo circa 50mila clienti nel nostro Paese ed un fatturato di 145 milioni di euro registrati soltanto nell’ultimo esercizio.

Il cuore tecnologico è Exotec

La componente tecnologica del nuovo polo è stata sviluppata insieme a Exotec, azienda francese specializzata nell’automazione della logistica di magazzino.

Il sistema adottato è basato sulla tecnologia goods-to-person: anziché essere l’operatore a muoversi continuamente all’interno del magazzino per cercare i prodotti, sono i robot a movimentare le unità di stoccaggio e a portarle alle postazioni di lavoro.

Il sistema dispone di circa 68.700 locazioni di stoccaggio e utilizza Autonomous Mobile Robots 3D, capaci di muoversi sul pavimento in diverse direzioni e di entrare direttamente nelle scaffalature per depositare o prelevare le unità di movimentazione.

È una configurazione che modifica radicalmente il tradizionale rapporto tra persone e magazzino. Gli operatori non devono più percorrere continuamente lunghe distanze alla ricerca dei prodotti: il materiale arriva direttamente alle workstation, dove viene effettuato il prelievo e preparato l’ordine.

Secondo Exotec, il sistema raggiunge una disponibilità superiore al 99%, mentre i materiali richiesti possono arrivare alle baie di prelievo in meno di due minuti.

Dal robot al software: una logistica integrata

La robotica rappresenta però soltanto una parte dell’innovazione introdotta nel nuovo polo. A governare i diversi livelli tecnologici sarà un nuovo Warehouse Management System (WMS), progettato per mettere in comunicazione i sistemi gestionali di RS Italia con la piattaforma robotica.

Il WMS avrà quindi il compito di coordinare i flussi e dialogare con il sistema Exotec, permettendo di ottimizzare la movimentazione degli articoli all’interno dell’area di stoccaggio e la successiva preparazione degli ordini.

È proprio l’integrazione tra software e automazione a rendere il progetto particolarmente interessante. Non si tratta infatti di introdurre semplicemente dei robot all’interno di un magazzino tradizionale, ma di progettare un ecosistema logistico nel quale infrastruttura fisica, sistemi informativi e macchine lavorano come un’unica piattaforma.

Automazione senza sostituire le persone

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il rapporto tra automazione e lavoro umano.

L’obiettivo dichiarato da RS Italia non è infatti quello di sostituire gli operatori, ma di modificare il loro modo di lavorare. Il modello viene definito come ibrido, con persone e robot che operano nello stesso processo logistico. L’automazione riduce in particolare la movimentazione manuale e gli spostamenti all’interno del magazzino, con benefici anche sul piano dell’ergonomia.

La trasformazione ha richiesto anche un importante intervento di formazione. Gli operatori destinati al nuovo polo hanno già seguito circa 60 ore di formazione, in vista di un cambiamento significativo delle modalità operative.

La tecnologia, in questo senso, non rappresenta soltanto un investimento infrastrutturale, ma comporta una vera evoluzione delle competenze necessarie per lavorare nella logistica.

Packaging automatizzato e meno sprechi

L’automazione non si ferma allo stoccaggio e al picking. Il nuovo centro integra infatti sistemi dedicati anche alla preparazione delle spedizioni.

Una parte del processo riguarda la formazione automatica dei cartoni, con la possibilità di gestire diverse tipologie di confezione e ottimizzare il volume dell’imballaggio in funzione del prodotto.

Per RS Italia si tratta di un elemento tutt’altro che secondario: l’azienda gestisce circa 4.000 spedizioni al giorno sul mercato italiano e la riduzione del volume inutilizzato all’interno dei pacchi consente di diminuire sia il materiale utilizzato sia il volume complessivo movimentato.

La logica è quindi quella di intervenire sull’intera catena, dalla disponibilità del prodotto fino alla spedizione, cercando di eliminare inefficienze e movimentazioni non necessarie.

Tecnologia e sostenibilità procedono insieme

Il nuovo polo è stato progettato anche con una forte attenzione alla sostenibilità. L’edificio ha ottenuto la certificazione LEED Gold e integra un impianto fotovoltaico, sistemi di climatizzazione ad alta efficienza, illuminazione LED e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Ma è soprattutto l’automazione a contribuire alla riduzione dell’impatto operativo.

L’elevata densità di stoccaggio consente di utilizzare meglio lo spazio disponibile, mentre i robot Exotec sono progettati per un basso consumo energetico. Anche i contenitori utilizzati per lo stoccaggio sono realizzati con oltre il 60% di plastica riciclata.

A questo si aggiunge il progetto di ottimizzazione degli imballaggi, che mira a ridurre il volume superfluo e l’utilizzo della plastica. RS ha inoltre fissato l’obiettivo di arrivare a zero plastica entro il 2030.

Un modello pensato per essere replicato

Uno degli elementi più interessanti del progetto è la sua natura di blueprint per il gruppo RS.

Il nuovo distribution center italiano non è stato concepito esclusivamente per rispondere alle esigenze locali, ma come un modello logistico potenzialmente replicabile in altri Paesi.

La possibilità di scalare il sistema è stata considerata già in fase di progettazione. La struttura e la tecnologia possono infatti essere ampliate in funzione della crescita del business e delle esigenze future, senza dover ripensare completamente il modello logistico.

È una caratteristica particolarmente importante per un distributore che gestisce un catalogo molto ampio e opera in un mercato nel quale disponibilità e rapidità di consegna sono elementi competitivi fondamentali.